La giornata inizia meravigliosamente. Con le dimissioni di Mastella. Wow, dopo la sconfitta pontificia di ieri ecco un altro clamoroso evento, il ministro ceppalonico annuncia in parlamento che si dimette. Lo fa per amore della moglie, che sarebbe, secondo quanto riportano i media, oggetto di un provvedimento coercitivo per presunta concussione. Che spettacolo, la moglie di un ministro agli arresti domiciliari. D’altronde, nel paese del parlamento dei pregiudicati, anche le mogli vogliono avere la loro parte, come nel caso di Donatella Dini, sposata con l’ex premier Lamberto Dini, condannata per bancarotta fraudolenta. Diciamo che la politica è efficacemente rappresentativa di questo Paese.
Immediatamente tutto il mondo politico (Di Pietro fa eccezione) si unisce nell’esprimere solidarietà al ministro ceppalonico. Solidarietà per cosa? Per aver sposato una donna sospettata di concussione e messa agli arresti?
Comunque la notizia delle dimissioni mette in secondo piano tutte le manifestazioni di ossequiosa servilità da più parti supinamente tributate a big Clemente.
Poi arriva Prodi a rovinare tutto. Respinge le dimissioni.
E nel frattempo la moglie di Mastella si difende dicendo che lei è sotto attacco, insieme al marito, in quanto cattolica.
Io e Clemente portiamo avanti il nostro credo cattolico. Basta vedere quello che è successo al Papa per capire cosa sta succedendo ai cattolici. Ne vogliamo parlare?
No, parliamo un po’ di questa presunta concussione. Non è il caso di seguire l’esempio del marito e dimettersi dalla presidenza del Consiglio Regionale della Campania? Ah, no, giusto, prima c’è da non-risolvere il caso “monnezza”…
Proud to be ammastellato…




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