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Michael Rasmussen

January 26th, 2008 · 1 Comment

Oggi ero a Verona, stadio Bentegodi, per vedere il Cesena in casa del Chievo. Manca circa un quarto d’ora al fischio d’inizio quando Daniele Magnani, voce e volto bianconero di E’ TV, mi dice: “Te ne intendi di ciclismo?“. Io sorrido, e gli chiedo perchè. “C’è da andare ad intervistare Rasmussen“. In realtà il Magno non sa bene chi sia Michael Rasmussen, ma a lui lo ha presentato Claudio Mantovani, storico portiere cesenate ora residente nel mantovano ed impegnato con una impresa di abbigliamento per il ciclismo. Rasmussen vive e si allena a Desenzano sul Garda, a pochi chilometri sia da Mantova che Verona, e Mantovani gli passa il vestiario. Lo porta allo stadio e ce lo fa incontrare. Per me è una sorpresa graditissima.

Daniele Magnani, Michael Rasmussen e poi… io.

Rasmussen è il ciclista che nel 2007 aveva di fatto vinto il Tour de France. Poi le pressioni degli organizzatori moralisti del Tour, i massimi vertici dell’Uci e della sua stessa quadra, a due giorni dal termine, l’hanno costretto ad abbandonare. A ritirarsi. Visto che non potevano squalificarlo, perchè non c’erano i termini.

Stanno cercando tutt’ora un motivo per squalificarmi, perchè ancora non ne hanno trovato uno“, mi ha detto sorridendo. E quando gli ho chiesto se gli sarebbe piaciuto tornare a correre in un team americano come quello di Cipollini mi ha spiegato che il suo sogno è ancora l’Europa, dove ci sono le corse più importanti. Si sta allenando, è in forma (anche se come si vede dalla foto è un po’ sovrappeso), ed è alla ricerca di una squadra per il 2008. Non sa ancora se potrà correre nel Pro Tour poichè è attualmente in causa con l’Uci. Gli ho stretto la mano, e l’ho incoraggiato a non mollare.

Rasmussen ed io.

Rasmussen è vittima della ipocrisia che dal 1998 strangola il ciclismo. La stessa ipocrisia che ha ucciso Marco Pantani. Forza Michael, non mollare!

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Tags: Ciclismo · Lifestyle

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