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Boicottaggio della Fiera del libro di Torino contro l’apartheid

February 7th, 2008 · No Comments

Dall’8 al 12 maggio 2008 a Torino si terrà la Fiera del Libro. Ospite d’onore sarà lo stato d’israele, per celebrare i 60 anni dalla fondazione dello stato sionista. Franco Cararo, della Rete dei Comunisti, ha spiegato efficacemente perchè un boicottaggio di questo evento sia necessario. Anche personalità del calibro del filoso Gianni Vattimo o dello scrittore anglo-pakistano Tariq Alì aderiscono al boicottaggio non presentandosi a Torino.

Eppure sui media tradizionali sembra esserci spazio solo per chi ferocemente critica l’iniziativa. Sul carro dell’imperialismo sionista sale anche il quotidiano - un tempo comunista - “Il Manifesto“, con un disgustoso articolo firmato da Valentino Parlato. Lo fa in maniera naturalmente grossolana, con affermazioni del tipo “Gli israeliani - che sono sempre ebrei“, “per quanti torti abbiano nei confronti del popolo palestinese non sono in alcun modo paragonabili ai razzisti sudafricani“, “gli israeliani sono ebrei e non afrikaner” ed infine “il boicottaggio è muto. È un no senza argomenti“, tutte affermazioni che denotano una crassa ignoranza: lo sanno anche i bambini che l’equazione israeliano = ebreo non è automatica, perchè esiste anche una grande minoranza (che secondo le previsioni demografiche, riprese con preoccupazioni dagli stessi sionisti, tra qualche decennio o forse meno potrà essere maggioranza) di arabo-israeliani, ovvero arabi con passaporto israeliano, trovatisi nel corso del tempo inglobati dallo stato d’israele. Su cosa poi differisca l’apartheid sudafricano da quello israeliano, Parlato lo dovrebbe poi spiegare: in questo caso l’ignoranza però non c’entra, si tratta di sola malafede.

Le motivazioni dei filo-sionisti italiani, in vista delle prossime elezioni politiche ancora più in lotta tra loro per meritarsi il titolo di vassallo più affidabile di Israele, sono le solite di sempre, disgustose e false. Il Corriere della Sera si è in particolare distinto in questa campagna per zittire ogni voce fuori dal coro.

Eppure boicottare la Fiera del Libro di Torino è un gesto di civiltà contro l’apartheid israeliano. E’ un gesto di denuncia, di sensibilizzazione. E’ una voce fuori dal coro. Con una classe politica che non mi rappresenta, con uno scenario internazionale a dir poco terrificante, anche queste prese di posizione hanno la loro importanza.

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