E’ proprio una Giovine Italia quella del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Pensavo questo oggi a pranzo mentre il telegiornale proponeva le immagini del suo malore durante una lectio magistralis all’università di Trento.
Mi sentivo triste nel pensare che la più alta carica dello stato, quella che dovrebbe essere garante della Costituzione e rappresentare l’Italia nel mondo, è in realtà un ottuagenario (quasi 83 anni) che fatica a stare in piedi mentre deve concludere un discorso. Ed intanto alle sue spalle, o con il suo benestare, la Costituzione è già stata fatta a brandelli, mentre la sua unica preoccupazione è evidentemente ormai quella di arrivare a sera.
Mi sento triste pensando che un paese come questo debba essere rappresentato e governato da una banda di vecchi proprio come il presidente della repubblica Napolitano, che alla sua età, anzichè a Quirinale, dovrebbe essere in una casa di riposo in riva al mare a godersi sereno settimane di tranquillità. Invece no, si ostina, e con lui tutto il resto della classe politica, a restare sulla poltrona, non la molla, anche se è il suo fisico a fare quello che non è riuscito al buon senso, cioè dirgli di fare basta. Di smettere di parlare. Di sedersi (“Presidente, perchè non si siede”, gli chiede qualcuno nel video soprastante) e lasciare spazio a qualcun altro.
Per favore, presidente: risparmiaci altre scene patetiche come quella di oggi. La tua strada l’hai già percorsa. Eri sotto in un gruppo universitario fascista finchè c’era il fascismo, poi quando la guerra iniziava a prendere un’altra piega sei passato al comunismo, hai criticato la controrivoluzione ungherese appoggiando in un primo momento l’intervento sovietico, poi quando l’Urss è crollata hai abbandonato anche il comunismo e da presidente della repubblica hai fatto retromarcia su mille argomenti, dalle foibe alla controrivoluzione ungherese. Direi che così può bastare.









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