Il ritardo è una malattia cronica della dirigenza politica della sinistra italiana. Quello che è evidente per la base, tra le alte sfere si manifesta sempre quando ormai è tardi, quando i buoi sono scappati e si cerca di chiudere la stalla. E’ stato così anche con la nascita della Sinistra Arcobaleno. Se ne discuteva ormai da un paio di anni come minimo, ma sempre sottovoce. Ero ancora un iscritto ai Verdi (anni 2004-2005) quando a Cesena si tennero le prime riunioni con Rifondazione e Comunisti Italiani per vedere di mettere in piedi questo benedetto progetto.
Purtroppo ci si arriva solo ora, quando ormai è tardi. Quando i partiti che confluiranno nella nuova creatura hanno alle spalle una fallimentare ed umiliante esperienza di governo. Zittiti da Prodi sulle missioni italiane all’estero, stoppati da Padoa Schioppa in materia fiscale ed economica, ridicolizzati anche dai vari Dini-Mastella-Binetti su Pacs e qualsiasi battaglia per i diritti civili, messi alla berlina da Di Pietro in materia ambientale. Ed ogni volta a sperare in un moto di orgoglio di qualche ministro, senza che nessuno invece avesse mai la forza di fare nulla, per non mettere in crisi il Governo.
Alla fine il Governo è andato in crisi lo stesso, il programma non è stato nemmeno lontanamente rispettato, ed i sondaggi danno alla Sinistra Arcobaleno circa l’8%, ovvero quello che aveva Rifondazione Comunista da sola nel 1996. Complimenti.
Dodici anni spesi solo all’insegna dell’antiberlusconismo hanno prodotto danni incalcolabili. Il contatto con la base è andato quasi completamente perduto, di ricambio generazionale meglio non parlarne, e di progressi non ne sono stati fatti. Il massimo possibile, in questo lasso di tempo, era difendere qualche vecchia conquista sociale ambientale, frutto di vecchie battaglie. Difendere il no al nucleare, difendere la legge sull’aborto, difendere la sanità pubblica. Di nuovo non è stato fatto nulla, o quasi. Si dirà che si è risanata l’economia, che è un po’ la risposta per tutte le stagioni, perchè nessuno può controllare e\o controbattere. Sarà anche risanata, ma durante la discussione della finanziaria l’emendamento del centrodestra al Senato che alzava la borse di studio per i dottorandi è stato considerato “una trappola”, e pur essendo stato approvato in prima lettura, io quest’anno mi ritrovo l’importo della borsa addirittura diminuito rispetto al 2007. Per cui io sono uno di quelli che non tocca con mano, che non può toccare con mano, la storia dei conti risanati. Penso di avere diritto a qualche motivazione più consistente per offrire in cambio il mio voto.
A livello locale le cose non sono poi andate diversamente, anzi. La sezione di Cesena dei Verdi fu l’unica nel territorio a non entrare in maggioranza prima delle amministrative del 2004. Scelta all’epoca duramente contestata soprattutto dai alcuni vertici locali del partito, come l’allora verde Roberto Riguzzi, futuro assessore all’ambiente della provincia di Forlì-Cesena, e dell’allora senatore Sauro Turroni. Nel 2005 tutti i compagni del Pellerossa abbandonarono il partito dei Verdi in contrasto con la decisione di non sfiduciare l’assessore Riguzzi che continuava ad approvare i piani provinciali relativi al nuovo inceneritore di Forlì. Il resto è storia nota. Circa un anno dopo Riguzzi è stato espulso dai Verdi e due anni dopo i Verdi sono usciti dalla maggioranza in provincia e poi anche in comune a Forlì. Con tre anni di ritardo. Nel frattempo la gente che aveva votato Verdi cosa potrà avere pensato, se non che il loro voto è servito solo ai vari Bulbi-Masini?
Per non parlare poi dei Comunisti Italiani o di Rifondazione, ancora tenacemente aggrappate alle poltrone, chi di presidente del consiglio regionale chi all’interno del Cda di Hera Forlì-Cesena.
Last, but not least, è arrivata la sceneggiata portata avanti a livello nazionale del tentativo di accordo con Veltroni. I futuri leader della sinistra arcobaleno in ginocchio dal numero uno del Pd per supplicarlo di prenderli con lui, ma nisba, due di picche di quelli storici. Poi tutti a dire: “E’ meglio così, andare da soli è meglio, i nostri programmi sono troppo diversi“. Grazie, lo so anch’io che è meglio da soli che male accompagnati e che sulla carta i programmi di un soggetto di sinistra sono diversi da quelli del Pd. Ma lo erano anche due mesi fa, anche due anni fa, quando governavate tutti insieme, tacendo queste differenze ai cittadini.
Adesso è tardi per chiedere il voto. Per partecipare ad una legislatura farsa come la prossima, di transizione, che servirà ai Veltroni e Berlusconi solo per spartirsi il potere nel migliore dei modi. E’ tardi. Non mi interessa prendere parte a questo gioco. E farebbe bene anche la Sinistra Arcobaleno a non presentarsi alle prossime elezioni, a non legittimare questi banditi della politica.
Soprattutto farebbe bene a sbarazzarsi delle cariatidi che hanno condotto Rc, Pdci e Verdi in questo stato, oltre che la mai nata e già abortita Sinistra Democratica. Via i Sauro Turroni, via Bertinotti e Giordano, via Diliberto, via (anche se mi dispiace) Pecoraro Scanio. Gli errori vanno pagati. Anche al nostro interno, e parlo di sinistra, c’è bisogno di rinnovamento.










2 responses so far ↓
1 aronchi // Feb 12, 2008 at 11:05 am
Per la precisione i Verdi hanno avviato la sfiducia nei confronti dell’assessore prima dell’uscita dei Pellerossa, ma in democrazia ci sono tempi che vanno rispettati (il ricorso, l’analisi del direttivo nazionale) e questo lo sai bene…
http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=37765§ion=news/Forli&storico=giorno
2 Apo // Feb 12, 2008 at 7:29 pm
Certo che lo so bene, ma la questione da me posta (e dai compagni del Pellerossa) era politica. Potrei dire sostanziale, non formale.
Rifletteva in primo luogo la denuncia di un errore, quello di allearsi in provincia ed in altri comuni con il centrosinistra. E poi andava contro l’impasse della dirigenza del partito, a livello locale, che sembrava tergiversare prima di sfiduciare politicamente (leggi: pubblicamente, apertamente) Riguzzi. Formalmente avrebbe avuto ancora la tessera, avrebbe magari continuato a fare l’assessore come poi è successo, ma la sfiducia pubblica sarebbe stato un segnale importante. Ricordo bene una assemblea provinciale plenaria tenutasi a Cesena, in cui un documento del genere non venne reso pubblico.
So che è antipatico puntualizzare ad anni di distanza questi fatti, so che magari qualcuno potrebbe dare versioni differenti dei fatti (non credo), però la cosa importante è una: capire perchè quello che non andava bene quattro anni fa va bene ora.
Io ho paura (potrei quasi scrivere: la certezza) che la Sinistra Arcobaleno nasca solo da esigenze elettorali e non programmatiche. E per questo, pur considerandola una cosa in linea di principio giusta, penso sia stata proposta in un momento politico sbagliato. O meglio, penso sia sbagliato che si proponga a queste elezioni farsa stile Kenya o Ucraina e Pakistan.
Sulla scheda che mi troverà nell’urna (o nelle liste presenti ai seggi elettorali) pensi che mi possa ritrovare ancora il nome di Sauro Turroni? L’anticomunista per eccellenza che ora propaganda l’alleanza con ben due partiti comunisti?
E’ una questione anche di presentabilità. Se ti presentassi tu, Alessandro, o magari Davide Fabbri, allora potrei anche considerare l’ipotesi di accordarvi la mia fiducia, perchè tocco con mano le vostre battaglie e la vostra attività e soprattutto apprezzo la coerenza politica. Ma non dimenticherò mai che Riguzzi era il delfino di Turroni, e non dovrebbe dimenticarselo proprio nessuno.
Saluti, Stefano
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