Doron Almon è un militare israeliano di alto grado, Generale Maggiore (riservista) in riferimento alla gerarchia internazione, Generale di Divisione in Italia ed Aluf in Israele. Come tanti militari sionisti ha una particolarità: è un criminale di guerra. Nello specifico gli si contesta la demolizione, il 10 gennaio 2002 a Rafah (striscia di Gaza), di 59 abitazioni di civili come rappresaglia per l’uccisione di un soldato israeliano, in palese violazione della Convezione di Ginevra. Tutto normale, insomma, almeno fino a questo punto.
Doron Almog
La storia particolare è che Almon circa due anni e mezzo fa si stava recando in Inghilterra, a Londra, per rispondere all’invito di un’associazione ebraica. Era già atterrato ad Heathrow, il 10 settembre 2005, quando all’improvviso il capo degli stewart dell’aereo lo ha fermato, chiedendogli di parlare prima con alcuni uomini della sicurezza israeliana. Questi ultimi hanno comunicato al generale che un magistrato inglese aveva emesso nei suoi confronti un mandato di arresto per crimini contro l’umanità, reato che per la giurisdizione inglese è perseguibile anche se non commesso all’interno dei terreni della corona britannica.
Almon non scese mai da quell’aereo, che fece poi ritorno in Israele, e la polizia inglese non salì mai a bordo del veivolo per arrestare il criminare di guerra israeliano. Il governo inglese, tramite il ministro degli esteri Straw, si scusò con Israele, e venne riconsiderata la norma che permette ai singoli magistrati di perseguire crimini contro l’umanità.
La novità di questi giorni è il rapporto steso dall’IPCC, organismo indipendente che indaga sull’operato della polizia in Inghilterra (e noi in Italia ce la sognamo una cosa del genere) che ha steso il rapporto su quei fatti. Come segnala l’eurodeputato Luisa Morgantini, ci furono diverse lacune nel comportamento della polizia cittadina quel giorno.
In primo luogo qualche “talpa” comunicò l’esistenza del mandato di cattura all’ambasciata israeliana, che ebbe modo di avvisare Almog che evitò dunque di scendere dall’aereo. In seconda battuta la polizia non intervenne a bordo dell’aereo perchè:
-Non era abbastanza chiaro se la polizia fosse legalmente autorizzata a salire sull’aeroplano e se fossero preoccupati del rischio di un confronto armato con il servizio di sicurezza israeliano
- la polizia era preoccupata del’impatto sull’opinione pubblica di un’operazione di polizia all’interno dell’aeroporto inglese e dell’impatto sulla comunità dell’arresto di un ex comandante Israeliano
La polizia in altre parole aveva paura della fuoco israeliano e della reazione dell’opinione pubblica. Lunga vita ad israele.




0 responses so far ↓
There are no comments yet...Kick things off by filling out the form below.
Leave a Comment