Esco e attendo. Fa più freddo e mi dico che è il freddo a farmi tremare leggermente. So che non è il feddo. Continuo ad aspettare. Passa un’altra mezz’ora, interminabile, snervante. D’improvviso: eccoli! E’ il momento atteso. Vorrei non fosse mai arrivato. Vorrei essere chissà dove. Invece sono qui a guardare i miei due tedeschi che vengono avanti baldanzosi, parlando ad alta voce, vicinissimi. Ho gli occhi fissi sulla croce di ferro che spicca sul petto di uno di loro: estraggo le pistole e sparo. I due nazisti cadono senza un grido. Ho esploso dodici colpi.
Giovanni “Visone” Pesce - Senza Tregua




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