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La caduta del senatore

February 29th, 2008 · No Comments

Queste elezioni fanno schifo. Non serve che lo dica anche Beppe Grillo. Più che esericizio di democrazia sembrano esercizi che fanno fare agli ospiti delle case protette per mantenerli in attività. “Alzate la mano destra“, ed un platea di persone con alle prese evidenti problematicità prova ad alzare la mano destra. “Bene, ora quella sinistra, poi un passo avanti“, e così via. Siamo trattati da deficienti, è inutile nasconderlo. Non possiamo scegliere nemmeno chi votare ma solo cosa votare. Bel divertimento.

In questi giorni nelle segreterie (ehm, scusate, nei loft…) dei partiti sono in corso riunioni ad oltranza ed estenuanti trattative per decidere chi far votare e conseguentemente chi far eleggere. Un mercanteggiare della democrazia alla nostra faccia, davanti ai nostri occhi, dal quale non si salva evidentemente neppure la sinistra arcobaleno nè le sue componenti.

Ciò non toglie che comunque ogni tanto sia possibile comunque ricevere qualche soddisfazione. Come venire a sapere che con ogni probabilità Sauro Turroni, l’uomo che più di tutti sostenne gli accordi del 2004 tra i Verdi ed il resto dell’allora Ulivo a Forlì-Cesena, non sarà ricandidato in Parlamento.


O meglio, sempre usando il condizionale, il suo nome non dovrebbe comparire nelle liste elettorali che saranno presentate in Emilia Romagna. Ad esprimersi in tal è stato il Consiglio Federale Regionale dei Verdi, riunitosi lo scorso 22 febbraio a Bologna. Nell’occasione è stato approvato un “documento sulle candidature” che in pratica contiene i nomi dei candidati che i Verdi dell’Emilia-Romagna proporranno per l’inserimento nelle liste della Sinistra Arcobaleno. Ed in questo documento il nome di Turroni non c’è. O meglio, compare comunque, all’interno di un emendamento, bocciato a larghissima maggioranza (contrari più dei due terzi del Consiglio Federale), che puntava a inserire proprio l’ex senatore Forlivese nel lotto dei candidati da sostenere. Ci si avvia dunque verso la seconda legislatura “di riflessione” per l’onorevole forlivese, l’ultima volta (2001) tra l’altro eletto in Toscana.

A questo punto i dettagli lasciano il tempo che trovano: a parte l’indubbia soddisfazione per vedere “stoppato” un avversario politico come Turroni, mi interessa più che altro puntare il dito su un delicato aspetto della vicenda. Del Consiglio Federale (o meglio, dell’Esecutivo) dei Verdi fa parte anche una persona che politicamente stimo molto come Alessandro Ronchi. E’ uno dei possibili candidati a ricoprire un ruolo in Regione di primaria importanza alle prossime amministrative, e ciò farebbe sicuramente bene al suo partito, visto le tematiche, i linguaggi ed il messaggio di rinnovamente che anche attraverso il blog porta avanti. Quello che francamente non capisco è però da cosa nasca il suo ripetuto sostegno ad un personaggio come Turroni, che da alcuni anni sta attraversando un deciso declino politico a causa delle sue stesse scelte. Come l’indiscutibile volontà di accordarsi, in un passato ancora recente (2004 - elezioni amministrative) con i sostenitori degli inceneritori che governano il nostro territorio, come il mai celato anticomunismo che lo curiosamente porta ad allearsi ora con Pdci e Rifondazione.

Se non ci fosse stato un piccolo “incidente” (leggi: richiesta di mettere al voto separatamente le proposte di candidatura) durante l’ultimo Consiglio, probabilmente il nome di Turroni (se non ho fatto male i calcoli, parlamentare già per 14 anni) sarebbe stato inserito nelle liste per le Politiche 2008, anche con il sostegno dell’amico Ronchi. Sostegno che mi lascia tutt’ora perplesso.

Per chi fosse curioso, infine, i Verdi hanno proposto di candidare in posizione eleggibile il capogruppo in Regione Daniela Guerra ed il presidente regionale Gabriella Meo per il Senato, mentre alla Camera si punterà ancora su Paolo “One Hundred” Cento.

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