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Al Confino sotto attacco, ci risiamo

March 4th, 2008 · 3 Comments

Ogni tanto a Cesena qualcuno si sveglia male ed attacca il Confino Squat. Così, perchè non sa cosa fare, nè cosa dire, allora attacca il Confino. Oppure semplicemente per dire una cosa di destra, che va sempre di gran moda tra l’elettorato televisivamente passivo.

Risale solo a qualche giorno fa l’ultimo “interessamento” sulla questione-Confino, da parte di un blog di Cesena attivo da poco ma non immediatamente inquadrabile poichè non firma alcun intervento. E’ interessante però perchè linka, oltre al sito dei Contrasto con un recente comunicato dei ragazzi del Confino, anche due interventi piuttosto vomitevoli.

Il primo è di uno dei soci del Teatro Verdi, il locale più alla moda della “cesenabene”, mondo fortunatamente distante anni luce dalla realtà di impegno sociale e rivendicazione politica propugnata  da uno spazio libero come il Confino. Comunque questo probabilmente non sa nulla della storia del Confino e fino a qualche mese probabilmente ne ignorava anche l’esistenza. Adesso va di moda spararci sopra, tra qualche mese tornerà tranquillamente ad occuparsi del divertimento notturno dei “giovini cesenati“.

Il secondo è un pezzo del Corriere Cesenate, il settimanale dei preti, a firma Michelangelo Bucci. Quella di Bucci contro il Confino è una battaglia vecchia, che affonda le radici negli anni, fatta di velenosi pezzi a suo tempo pubblicati su un quotidiano locale. Conosco bene Bucci e le sue convinzioni apertamente sioniste, e quindi questa ennesima presa di posizione non mi stupisce. Niente di particolare, dunque: sono i soliti strali dei soliti nemici. Che vanno odiati e combattuti come sempre.

Ma in realtà che aria tira al Confino? Non una brutta aria, a quanto sembra. Le imminenti elezioni politiche potrebbero contribuire a congelare la situazione. Quei ragazzi hanno diritto, e noi il dovere, di tenere vivo quel posto altrimenti abbandonato. Lo sanno bene anche i sedicenti partiti comunisti al governo dei nostri Enti locali. Lo sa l’assessore Maria Grazia Zittignani che un eventuale sgombero sarebbe inaccettabile e che farebbe perdere a lei ed al suo partito ogni benchè minimo briciolo di credibilità. Lo sa anche Monica Donini, presidente dell’Assemblea Regionale dell’Emilia-Romagna, attiva nella mediazione tra i ragazzi del Confino ed il resto del mondo. Anzi, si tratta quest’ultimo di uno sforzo da incoraggiare ed applaudire, con l’augurio che non sia dovuto alla sola scadenza elettorale.

Restiamo in attesa di ulteriori notizie. E di qualche altro moralizzatore pronto per la sua bella predicozza contro il Confino.

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Tags: Cesena

3 responses so far ↓

  • 1 Luigi Di Placido // Mar 8, 2008 at 2:43 pm

    Denigrare e distorcere la realtà è uno sport molto diffuso (soprattutto tra l’elettorato televisivamente passivo), e francamente dispiace che anche lei , Signor Severi, ci si butti a capofitto.
    Lei infatti non interpreta, non confuta, non contraddice le tesi altrui, semplicemente le infanga, attribuendo loro già in partenza la patente di “vomitevole”.
    Non so se mai questo mio commento sarà visibile perchè non so quanto lei abbia intenzione di accettare un dialogo (per farlo occorrono infatti coraggio e conoscenza dei fatti); tuttavia la caricatura che lei ha disegnato di me e la serietà con la quale credo di affrontare le questioni mi impongono di inviarle qualche precisazione.
    1) Ho espresso la mia opinione come cittadino e come rappresentante di una forza politica in Consiglio Comunale; cosa c’entri la mia attività al Teatro Verdi non è dato capirlo, salvo interpretare che lei aborrisce il divertimento dei “giovini cesenati” perchè impegnato in tutt’altro tipo di vita, lontana dalle frivolezze e dalla colpevole spensieratezza.
    2) La questione Confino, proprio visto il mio impegno politico e la serietà con la quale cerco di svolgerlo, è una vicenda a me ben nota da tempo, se solo si fosse preventivamente informato ne avrebbe trovato ampio riscontro; ovviamente, però, è molto più d’impatto dire che chi argomenta lo fa senza sapere e come passatempo.
    Meglio prendersi la ragione a priori, giusto per non correre rischi.
    3) Da ultimo, ma non come importanza, la questione del rispetto delle regole.
    Si legga l’ultimo numero de “La Parola”, Signor Severi, dove una sinistra seria condanna la politica dello struzzo perseguìta da chi amministra questa città, per il quale occupare abusivamente e senza volontà di confronto è paragonabile a una ragazzata.
    Ma, forse, per lei, gli unici occupanti sono gli israeliani.
    Occupare abusivamente uno spazio è come non pagare una tassa o come passare con il rosso, è lo spregio delle regole, è la fine del principio in base al quale i diritti di qualcuno non possono ledere i diritti di qualcun’altro.
    E le regole sono una cosa importante, Signor Severi, sono l’architrave della democrazia, proprio quella democrazia che le permette di dare i suoi giudizi sugli “interventi vomitevoli”.
    Luigi Di Placido

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