Il 9 marzo 1934 nasceva a Klushino, un piccolo villaggio vicino a Gzhatsk, nella Russia Centrale, Jurij Aleksejevič Gagarin (talvolta traslitterato anche in Yuri Gagarin, in russo, appunto Юрий Алексеевич Гагарин), primo uomo ad andare nello spazio della storia. Il viaggio spaziale avvenne il 12 aprile 1962, con partenza dal cosmodromo di Baikonur, negli Urali.
Oggi voglio ricordare Gagarin perchè figlio di un semplice falegname, perchè costretto ad interrompere i brillanti studi a causa dello scoppio del secondo conflitto mondiale e dell’invasione nazista, lo voglio ricordare perchè nonostante tutto seppe costruire per sè e per i popoli sovietici un brillante futuro culminato idealmente nel primo volo spaziale di un umano.
Mi piace pensare all’immagine del figlio di un falegname e di una contadina che sale nell’alto dei cieli, che ci guarda tutti e ci sovrasta, ennesima stella nel firmamento socialista. Gagarin è il simbolo del progresso umano, dell’ingegno dell’uomo, della sua capacità di costruire imprese da ricordare; è la realizzazione di ciò che era fallito con la Torre di Babele, l’ascesa in cielo.
Per questo mi piacere come accreditare a Jurij Gagarin la celebre frase “Non vedo nessun dio quassù“, anche se fu in realtà un’invenzione kruscioviana. Perchè Gagarin è la dimostrazione che lavoro, sacrificio e socialismo, possono garantire ciò le religioni solo promettono.
Buon copleanno Jurij!




0 responses so far ↓
There are no comments yet...Kick things off by filling out the form below.
Leave a Comment