Triste è l’uomo
che ama le cose
solo quando si allontanano(Stefano Benni)
Oggi, 14 marzo, Carlo Giuliani avrebbe compiuto 30 anni. Già, avrebbe. Se non si fosse ritrovato anzitempo eroe. Perchè l’eroiosmo spesso non è una scelta, ma una necessità. Non è dettato semplicemente da alti ideali, condivisi e sostenuti anche da noi comuni mortali; l’eroismo è talvolta figlio di una condizione di inevitabilità, di situazioni ineludibili. E’ in quel frangente che nasce l’eroe: senza più possibilità di fuga, accetta la sfida e si prepara alla battaglia, consapevole dei rischi.
Sono eroi i partigiani antifascisti, coinvolti in una guerra che altri hanno voluto e provocato, alla quale sono stati costretti prender parte. La via della montagna, le azioni in città: eroismo dettato dall’urgenza di liberare il paese dal mostro nazifascita. Sono eroi i soldati dell’Armata Rossa che hanno difeso Mosca, liberato Stalingrado e marciato su Berlino, dando la loro vita per liberare l’Europa ed il mondo intero. Indietro non potevano tornare: semplicemente non esisteva altra possibilità.
E’ un eroe dunque anche Carlo. Che si è ritrovato la guerra in casa, che ha preferito non rimanere a guardare, che si è battuto insieme ad altri compagni per liberare una città prigioniera in una grande gabbia di otto criminali. Per chi a Genova quel giorno c’era, per chi gli ideali di Genova li ha ancora dentro, per chi crede che un altro mondo sia sempre possibile.




0 responses so far ↓
There are no comments yet...Kick things off by filling out the form below.
Leave a Comment