Vostro onore sei un figlio di troia (F. De Andrè - Canzone del padre)
Ci sono cose alle quali devo ancora fare l’abitudine. E non sto parlando della retrocessione della mia squadra, ormai ne ho già vissute due, e l’agonia è sempre la stessa. Anche se sabato non ce l’ho fatta a resistere, e mi sono sentito un po’ come Stan Marsh di fronte a Wendy Testaburger. Ma non calchiamo troppo la mano, come direbbe Furix Ricciolidoro. Questa mattina ho vissuto una strana sensazione. Avevo esami, orali.
Moscardelli gol al 51′ del secondo tempo contro l’Ascoli: foto Calbucci presa dal sito del Cesena Calcio
Non mi piace fare la parte di quello che giudica, che sentenzia. Semplicemente non sembra il mio ruolo, fatico ancora a stare dalla parte dell’autorità. Eppure devo. Tattica, strategia, abnegazione, forza. Anche se alla fine uno dall’altra parte non la prende bene, non si accontenta del voto, o meglio non si accontenterebbe, pensa di meritare di più, e magari ha anche ragione, eppure deve chinare la testa, prendere su e portare a casa. Ognuno di noi fa sempre del nostro meglio, ma a volte non basta. E gli errori di chi comanda sono sempre più gravi di quelli di chi subisce.
E poi c’è uno, che alla prima domanda naufraga. Alla seconda incespica, lotta per riprendersi, ce la vuole fare a tutti i costi, vuole salvarsi, ma proprio non ci riesce. Ancora una domanda, l’ultima, per la salvezza. Dentro o fuori. Le buone intenzioni non contano più, o la sai o sei fuori. E mi viene in mente il mio Cesena. Castorizzato, in parte, pieno di buone intenzioni, ma con tanti, troppi limiti. Ci prova sempre, ma non ce la fa quasi mai. Non ce la fa più. Eppure combatte lo stesso, come questo ragazzo. C’è la voglia di non mollare, di non arrendersi. L’ultima domanda è la più difficile, ma un po’ con la mente ed un po’ con il cuore riesce a scivolare via, soffrendo, ma arriva in porta. Ecco la soluzione, la formula finale, la dimostrazione. “Ti sei salvato proprio per il rotto della cuffia“, esclama il professore. “Mi sono salvato in calcio d’angolo“, ribatte lui. “Ti sei salvato al 51′ del secondo tempo come il Cesena contro l’Ascoli, con l’eurogol di Moscardelli“, penso io. Ma tengo per me questa emozione, questo pensiero. Forse loro non capirebbero, non riuscirebbero ad afferrare la metafora che abbiamo appena vissuto.
Tanto lo so io, e lo sa la mia presidentessa Ally. Lo sappiamo bene, e lo ripetiamo: noi non molliamo!
PS: Edit delle 18:22. Mi ero dimenticato. Un ragazzo che, dopo aver dato l’esame con un altro, viene da te e ti chiede se fai le telecronache delle partite di calcio perchè gli è sembrato di averti visto su Teleromagna (sarebbe San Martino Rtv, ma vabbeh)… non ha prezzo! Sto diventanto un piccolo Daniele Magnani…





2 responses so far ↓
1 giovanni // Apr 3, 2008 at 11:16 am
Non illuderti! Daniele Magnani resta inimitabile e irraggiungibile. È lui il numero 1.
Hai forse tu in telecronaca mai commentato un fallo con “un s’è fat un caz”?
Hai forse tu un fans club, addirittura in terra “straniera”?
Meno male che Magnani c’è.
Giovanni
P.S. “Noi non molliamo” mi sa tanto di “boia chi molla”. Per un compagno sarebbe più consono utilizzare il verbo “resistere”, piuttosto che “mollare”.
2 Apo // Apr 3, 2008 at 11:09 pm
Hai ragione, il Magno non si discute! Altra categoria, nettamente… ogni tanto però è bello sognare
D’accordo sul “non molliamo”, suona non benissimo, l’ho ripreso perchè lo usa sempre l’Ally…
Ciao e grazie della visita!
Leave a Comment