“Non possiamo permettere che si incarcerino i compagni, perché dei compagni c’è bisogno nelle lotte e non nelle galere“.
E’ stato con queste parole che hai riflettuto in merito agli arresti dell’11 marzo 2006. E mentre distribuivi sorrisi generosi, eri già pronto, con passione ed entusiasmo, ad organizzare la solidarietà per chi, in quella giornata di lotta antifascista, era stato rinchiuso nelle galere milanesi.
Ed è con quelle parole che ti vogliamo ricordare, e con quelle parole partecipiamo al dolore della tua famiglia e dei tuoi compagni a cui portiamo il nostro caloroso abbraccio.
Le tue lotte, le tue libere idee, la tua solidarietà e il tuo antifascismo non saranno mai dimenticate, ma ci daranno il giusto coraggio e la giusta determinazione nelle lotte che verrano.
Grazie Compagno, Ciao Bagna

Boys Parma
30 - 03 - 2008
Matteo, “Il Bagna”, era un ultras, membro dei Boys Parma 1977. Era un giovane di 27 anni, con una famiglia, un lavoro e tante passioni. Tra queste c’era il Parma Calcio. Seguiva la squadra in casa e in trasferta e partecipava attivamente al tifo.
Oggi pomeriggio Il Bagna è morto. Si è spento in un autogrill, tra gli sguardi sgomenti dei suoi fratelli. Non rivedremo più il suo sorriso timido; non sentiremo più la sua voce amichevole e sanguigna. Qualcosa di caro, a cui eravamo abituati, c’è stato repentinamente sottratto. E adesso ne sentiamo la feroce mancanza.
E’ il momento delle lacrime e del dolore. Per la sua famiglia, per i suoi amici, per i suoi cari. Ed è il momento del rispetto e del silenzio, per chi ha un cuore e una coscienza.
Ma alcuni non si fermano neppure davanti alla morte. Stravolgono i fatti, e una giovane vita spezzata, grazie a mille menzogne, diventa il mezzo per supportare teorie, fare audience, inventare scoop. Un’opera di disinformazione che arriva al più becero sciacallaggio.
S’è parlato di catene, spranghe e bastoni. Ma né noi né gli juventini eravamo armati. S’è parlato di scontri e di tafferugli, ma le due fazioni non si sono date battaglia. S’è parlato ancora di tifo violento e di voler sospendere le trasferte dei tifosi, ma Il Bagna non è stato ucciso da altri ultras, è morto sotto le ruote di un pullman.
Un altro fatto di sangue, ma l’ultras non è il carnefice. E’ la vittima.
Si rispetti la verità, si rispetti la memoria di un ragazzo che non c’è più, si rispetti il dolore di chi a Matteo ha voluto bene
Ciao Matteo
“Sono irriverenti, sguaiati, irrequieti. Sono anche, e felicemente, dei teppisti. Anzi, mai vorrebbero rinunciare a quello che è il loro aspetto più spensierato e istintivo, meno accorto e consapevole. Seguire la strada non è soltanto una fede, ma anche occasione di genuino divertimento e devastante sfrenatezza. Sono cento, mille, migliaia di Franti sempre pronti alla rissa e alla baldoria. Ma, al tempo stesso, somigliano un po’ a quei giovani che occupano le scuole e le università, che rovesciano macchine e affollano i commissariati. Gente pronta alla ribellione, che fa piangere la maestra e correre il gendarme, per niente predisposta ad accettare supinamente la “casa dei sogni” che il sistema-calcio le vorrebbe propinare.”
Valerio Marchi
Matteo era questo e tanto altro ancora. Era un compagno di strada, e con affetto lo ricordiamo.

Il vuoto che hai lasciato non si può colmare con parole o altro,
chi ha avuto la fortuna di conoscerti non ti dimenticherà mai,
i pennivendoli là fuori non ci ruberanno il tuo ricordo,
CIAO BAGNA, PER SEMPRE NEI NOSTRI CUORI!



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