In Italia ci sono tre giornalisti degni di questo nome: Gianni Minà, Giulietto Chiesa e Fulvio Grimaldi. Per fortuna nostra quest’ultimo è un carissimo amico del Pellerossa e periodicamente viene a trovarci a Cesena per qualche incontro dibattito. Certo, ormai si incontrano in questi eventi le solite facce, la solita gente, ma ne vale sempre la pena per ascolare l’ex inviato del Tg3 prima e di Liberazione poi, più volte oscurato dalla stampa di regime e da Sandro Curzi, campione di eloquenza.
La copertina del libro di Fulvio Grimaldi “Mamma, ho perso la sinistra” (edizione maltempora, 18 euro)
L’occasione era la presentazione del suo ultimo libro “Mamma, ho perso la sinistra - Convergenze, connivenze, obbedienze di una sinistra ex“, incentrato su quello che Grimaldi ha definito “il più grande dramma della nostra epoca” ovvero la scomparsa della sinistra dalla scena politica italiana, europea ed in parte mondiale. Con qualche lodevole eccezione, come in sud america. L’analisi del fenomeno ha interessato tutti i principali aspetti della vita politica, sociale ed economica nazionali e mondiali.
Il principale responsabile del tracollo, manco a dirlo, è Fausto Bertinotti. Grimaldi ha ripercorso la sua carriera politica dalla Bolognina in poi, che dalla carica di segretario di Rinfondazione Comunista, partito erede della tradizione del Pci italiana, attraverso la partecipazione sia al Governo Prodi che a qualche festa da Vip con Valeria Marina e compagnia bella, lo ha visto arrivare a ricoprire la terza carica dello stato, presidente della Camera, poltrona che in teoria nulla avrebbe da spartire con uno che si dichiara comunista. Nel mezzo la scelta del congresso di Rimini di rinunciare a qualsiasi forma di lotta che non fosse nonviolenta, ed un progressivo ammorbidimento della linea di partito fino a portarlo al completo servizio del capitale.
Sono stati poi presi in esame i partiti a parole comunisti in realtà trotskisti (Sinistra Critica, Pcl e Alternativa Comunista), tutti reduci da esperienze all’interno di Rifondazione e che si spartiranno, con programmi praticamente identici, lo 0,0% dei voti senza alcuna speranza di prendere alcun seggio. Ma con i troskisti di Ferrando che potranno avere sempre la soddisfazione di non essersi alleati con quelli di Turigliatto perchè “loro hanno votato per 18 volte a favore della guerra“. Cose del magico mondo dei trotskisti. Va sottolinato che ce n’era qualcuno di quelli di Ferrando all’assemblea, e come al solito, con un bel po’ di protagonismo, hanno tentato di monopolizzare il dibattito con del vittimismo gratuito ed assolutamente inventato.
Leo Casetti (a sinistra, Pellerossa) e Fulvio Grimaldi (a destra).
Relativamente a queste elezioni politiche di domenica e lunedì prossimi, Grimaldi ha consigliato di annullare la scheda, non trovando alternative valide meritevoli di essere sostenute, e con la consapevolezza che chiunque vinca, durante la prossima legislatura, chiederà molte più lacrime e sangue ai lavoratori di quanto fatto fino ad ora.
Si è poi parlato di Iraq, di Palestina, di Venezuela, di Jugoslavia, con Fulvio Grimaldi che ha denunciato l’appiattimento della sinistra italiana nelle posizioni imperialiste ed americane che tendono a demonizzare l’avversario, sia esso Milosevic o Saddam, che tutto erano fuochè feroci dittatori come invece presentati dalla propaganda militare occidentale che doveva preparare l’opinione pubblica all’intervento armato.
Si poteva non parlare di Tibet? Certo che no. Ed infatti se ne è parlato. Una regione da sempre cinese ma molto isolata, nella quale 800 nobili e qualche centinaio di monaci controllava praticamente tutto, aveva diritto di vita e di morte sulle persone, con i monaci che sottraevano i bambini ai contadini da piccoli, spesso ne abusavano, e uccidevano chi protestava. La mortalità infantile era altissima, non esistevano scuole nè ospedali, prima dell’arrivo dei maoisti. Ora tutto il mondo vuole credere che ci sia in realtà un intero popolo dietro a quattro monaci provocatori da sempre finanziati come elemento destabilizzatore dalla Cia. La propaganda inverte le parti, un po’ come in Cecenia, dove la Russia è descritta come la potenza invasore (in casa sua!!!).
Delitto e Castigo in Medio Oriente - Gaza Baghdad Beirut, di Fulvio Grimaldi (Ed. Maltempora, euro 12)
E poi ecologismo, socialismo, ambiente: i temi trattati dall’analisi di Grimaldi sono stati molteplici e tutti interessanti. Per questo consiglio, casomai vi capitasse l’occasione di poterlo riascoltare, di non farvi sfuggire questa possibilità. Nel frattempo io mi sono preso gli ultimi due suoli libri: oltre al già citato “Mamma, ho perso la sinistra”, sempre per l’edizione Maltempora ho acquistato anche “Delitto e castigo in medio oriente - Gaza Baghdad Beirut“, scritto dopo l’invasione sionista del Libano avvenuta nell’estate 2006.



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