APOcolocyntosis

Ни шагу назад

APOcolocyntosis header image 2

Election day 2008

April 15th, 2008 · 3 Comments

Che giornata. Non me la dimenticherò facilmente, né se la potranno dimenticare i dirigenti di quel Titanic affondato che è la sinistra radicale. E’ iniziato tutto di mattina, o meglio quasi a mezzogiorno, quando sono andato al seggio. Pennarello in tasca e idee chiare. L’unico vero dubbio era relativo alle frasi da scrivere sulle schede per annullarle. Prima di entrare alle urne arriva la telefonata di mio babbo, fedele alla linea elettore di Pci-Pds-Ds-Pd senza mai la minima esitazione. “Pensa ai tuoi genitori quando voti”. Non rispondo. Ci penso, ma proprio non si può votare né Pd né Roba Arcobaleno.

Entro, estraggo il pennarello, e scrivo nella prima scheda: “Bronx Vigne 1989”.

Cambio scheda: “Castori Libero”.

Lo so, avrei potuto mettere qualcosa di più politico. “Lioce libera” mi sembrava eccessivo, riferimenti a Nassyria sarebbero stati sicuramente strumentalizzati o male interpretati, gli insulti non mi appartengono. La soluzione calcistica è anche quella più indolore.

Ovviamente mio babbo, appena gli comunico la mai decisione, scende in silenzio stampa con me. Per certi versi lo capisco, ma proprio non avrei potuto fare diversamente.

Torno a casa, mangio, ed attendo i primi exit poll, che parlano di sostanziale pareggio. Il primo dato che balza agli occhi è il crollo della Roba Arcobaleno. Forte crollo, ridimensionamento, ma non ancora disfatta totale. Le prime percentuali la danno ampiamente sopra al 4% alla Camera e con qualche possibilità di raggiungere l’8% in alcune regioni, in modo da avere anche qualche senatore.

Con il passare del tempo la forbice tra Pdl e Pd aumenta. Berlusconi lo mette le nel culo a Veltroni e Veltroni lo chiama per complimentarsi per la vittoria. Penso a mio babbo che a casa sarà sempre più incazzato davanti alla tv. D’altronde se l’Italia vota Berlusconi un motivo ci sarà. E quel motivo non sarò certo io che ho annullato il mio voto.

Passo a casa di Furix Ricciolidoro, dietro al Sinatra, dove è in programma una grigliata per la notte elettorale. Ci sono già Legnix e Donadio, poi arrivano i fratelli Beechs, GreenGime, Fruffi e, dulcis in fundo, Jukas.

Le percentuali della Roba Arcobaleno iniziano a crollare. Si prospetta una debacle totale, senza nessun rappresentante né alla Camera né al Senato. Impressionante. Brindiamo, forse è la volta che quelle merde di dirigenti se ne vanno davvero a casa. Preoccupa solo il trionfo dei fascisti della Lega: ci aspettano cinque duri anni di manganellate. Pazienza. Ci difenderemo come potremo.

Come diversivo andiamo a fare la spesa. Cappotto della Ddr (Grenztruppen der DDR) con fascia verde al braccio, pizzetto, cresta punk fatta solo per oggi e maglietta provocatoria dei giovini del Pd “Us po’ fè”, presta venerdì sera al Vidia: ecco il mio fantastico abbigliamento. L’antropologo sclera perchè per prendere carne e cose varie all’Eurospin, supermercato nel quale in campagna elettorale si faceva vedere anche il sindaco Giordani Conti, spendiamo 75 euri. Siamo in 10, quindi 7.5 euri a testa. Dice che se domani non gli sarà passata l’incazzatura diventerà vegetariano per protesta.

Torniamo dietro al Sinatra da Furix. Ovviamente s’accende subito feroce la discussione su come costruire dal basso una nuova sinistra. Siamo in dieci e naturalmente abbiamo dieci idee diverse, non si trovano due che la pensino allo stesso modo. L’antropologo mi allontana dicendo che se ci sono io nel mezzo la cosa non è costruttiva. Vado di sopra a cucinare. Poi dopo un po’ sale su anche lui, ammettendo di aver sbagliato, che prima di me avrebbe dovuto mandare via sua sorella perchè è molto più distruttiva di me.

Telefoniamo anche al povero Zat, tristissimo per il flop della Roba Arcobaleno per la quale si era tanto speso. Ce l’ha con Poeta e la Donini che, secondo il suo racconto, avrebbero dato la colpa dell’insuccesso ai militanti. A suo dire – e per una volta sono concorde con lui – le responsabilità sono invece tutte dei dirigenti.

Ci mettiamo a mangiare sulle 23.30, con Veltroni che ha già chiamato Silvio per congratularsi per la vittoria. C’è spazio anche per un flame reale in casa Furix, la bistecchiera che prende fuoco. Fumo ovunque, in casa, in parlamento, dentro quel che resta della Roba Arcobaleno.

C’era una volta Rifondazione Comunista. A domani per una più puntuale analisi del voto, locale e nazionale.

Ti è piaciuto l’articolo? Condividilo in rete:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Diggita
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Live
  • Ma.gnolia
  • MySpace
  • OKNotizie
  • Wikio IT

Technorati Tags: , , , , , , , , , , ,

Tags: Ict

3 responses so far ↓

  • 1 giovanni // Apr 15, 2008 at 8:15 am

    Evviva. Ci aspettano cinque anni di governo Berlusconi (… e altrettanti di serie C).

    Tu almeno puoi consolarti con il fatto che si sono ingrossate le file della sinistra “extraparlamentare”, adesso che per la prima volta nella storia repubblicana in parlamento non ci saranno partiti che si richiamano alla tradizione social-comunista.

  • 2 Apo // Apr 15, 2008 at 9:35 am

    Da un lato sono preoccupato per la vittoria della Lega, Non mi sarei mai aspettato un risultato addirittura peggiore di quello del 2001, quando Berlusconi vinse ma c’era anche l’Udc dentro.

    Dall’altro spero sia l’occasione buona per azzerare i vertici della sinistra.

    Sulla C… non me la sento nemmeno di pensarci.

  • 3 Claudio // Apr 19, 2008 at 12:49 pm

    Il tuo resoconto di giornata elettorale è fantastico, peccato un po’ meno per il risultato, ma tanto tutti gli exitpool da bar che mi ero fatto non davano adito a dubbio. In Italia dici due cazzate e fai vedere un po’ di figa e ti votano. Del resto abbiamo messo su chi ci rappresenta meglio. Saludos!

Leave a Comment

I link nei commenti potrebbero essere liberi dal nofollow.