Siamo al momento del commento. Ventiquattro ore sono un margine più che sufficiente per tirare le prime somme. Partiamo col dire che non è vero che sono felice per la vittoria di Berlusconi, non ho brindato per quello. Anzi, ieri ero piuttosto abbattuto per l’affermazione della destra becera e razzista, quella leghista. La notizia buona, quella sì che merita di essere degnamente celebrata, è l’azzeramento della cosiddetta sinistra parlamentare, falsamente alternativa, ipocrita ed parassita. Il mio voto, l’annullamento di entrambe le schede, ha avuto proprio questo significato: punire la maggiore formazione dell’area politica di riferimento. Fare due più due adesso deve essere sin troppo facile: tutti a casa.
Conclusa questa doverosa premessa, contemporaneamente all’inizio del ragionamento che dovrà necessariamente portare alla costruzione della nuova sinistra, è bene analizzare le cause di questa debacle.
Questione di simboli. E’ la più risibile di tutte le motivazioni, non per questo trascurabile. L’assenza della falce e martello, immortali simboli di verità, giustizia ed uguaglianza, nel logo della roba arcobaleno, ha sicuramente influito in cabina elettorale. Il disorientamento iniziato nel 1989 che ha coinvolto milioni di elettori comunisti in tutta Italia ha raggiunto l’apice. Tanto da dirottare molte croci sui simboli di Pcl e Sinistra Critica. Così come ha pesato l’assenza del Sole che Ride. Ma si tratta, alla fine, di motivazioni di facciata, non di sostanza.
Questione di risposte. Un aspetto cruciale in questo grande fallimento è stata l‘incapacità della classe dirigenziale di ascoltare i bisogni, le esigenze, le domande e le richieste di aiuto della popolazione. Troppo pieni di sè, questi signori pensavano di essere ragione sufficiente per essere votati, per portare avanti l’esistenza della sinistra parlamentare. Una formazione che non ascolta e non dialoga con la propria base non ha ragione di esistere. Lo sa anche Forza Italia, la Lega, lo stesso Pd, in grado di rispondere benissimo agli interessi estremamente di parte dei propri elettori, o meglio, ad una fetta importante e rappresentativa dei propri elettori. Il fatto che il cosiddetto voto di protesta sia andato in prevalenza a Lega e Idv deve far riflettere. Perchè sono stati loro e non la roba arcobaleno ad intercettare il disagio di ampie fasce della popolazione? Perchè la cosiddetta antipolitca, che antipolitica non è ma semplice e doveroso rifiuto della Casta, si è tramutato in consenso per loro? Perchè la roba arcobaleno è stata vista come parte della Casta stessa, distaccata, lontana dalle piazze e dalla realtà. In fondo, qual è stata l’ultima grande manifestazione di piazza della sinistra? Fatico a ricordarlo. Chi governa non va in piazza, si diceva. A parte la Binetti e Mastella al Family Day.
Questione di temi. La roba arcobaleno a quali domande rispondeva? Alla voglia di opposizione alle guerre? Alla richiesta guerra contro lo strapotere di banche e assicurazioni? Alla sete di alloggi popolari? Alle rivendicazioni sociali, etiche, civili? Niente di tutto questo, perchè tutti questi temi erano stati calpestati durante la nefasta esperienza del Governo Prodi, portata avanti dagli stessi dirigenti che ieri promettevano guerra a Veltroni e Berlusconi. E allora di cosa parlava? Di nulla, di se stessa. Non aveva argomenti, perchè, come dice Cevoli in arte assessore Palmiro Cangini, i fatti la cosano. Chi può credere a promesse contrarie a quanto appena fatto al governo? Pace? Ma se hai sostenuto la guerra! Lotta di classe? Ma se sei la terza carica uscente dello stato! Diritti? Ma se sei stato succube dei teodem! Ambiente? Casa? Cosa ancora?
Tutto questo per dire cosa non ha funzionato nella roba arcobaleno e nei soggetti che l’hanno composto. Altri puntano il dito contro Bertinotti più da destra (critiche che ritengo naturali da parte dell’elettorato verde non antagonista), in ogni caso il dibattito sembra già partecipato.
Adesso è già l’ora però di iniziare a parlare di soluzioni e costruzioni.










1 response so far ↓
1 Antonio // May 1, 2008 at 7:38 pm
La politica che ci è mancata è stata quella di non capire i reali bisogni della gente… non abbiamo compreso che oggi il precariato non riguardava solo la classe operaia , ma anche tanti giovani professionisti, neo laureati, commercianti, la piccola e media impresa …questa purtroppo è l’Italia che non abbiamo ascoltato e che abbiamo dimenticato! L’idea di costruire un nuovo percorso nella Sinistra italiana , sarà un’idea vincente, lo spazio lasciato a sinistra dai DS, dovrà essere riconquistato. La sinistra di governo , oggi, non è rappresentata , visto il cammino a centro del PD. Dobbiamo continuare e verificare nuovi percorsi dove l’ambientalismo sia al centro della proposta politica, la proposta più convincente per costruire una nuova sinistra Ecologista secondo noi è seguendo il modello Laburista, proposta dei Verdi “riformisti” Calabresi. I “riformisti” mettono sul tavolo di discussione la possibilità di rinascere dalle macerie con un modello nuovo, non è mai testato politicamente in Italia e che unisce, proprio perché la Sinistra ha una base comune socialista fondata sull’ideale dell’uguaglianza, le forze democratiche ecologiste federaliste, democratiche e liberali verso l’ispirazione laburista. Se la riflessione porterà ad una azione politica che assume questa volontà di cambiamento è giusto che questa sia portata avanti con coraggio e determinazione nei movimenti e partiti di sinistra, al fine di formare anche una nuova classe dirigente, che pone di fronte a se non solo la sfida di ripartire, ma anche quella di affrontare i problemi della gente con forza, nello scontro dialettico che, in ogni caso, vedrà il popolo della Sinistra ritornare a battersi contro le proposte utilitaristiche delle destre.
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