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Trappole per la sinistra

May 5th, 2008 · 1 Comment

Ci siamo, la giostra sta per partire. La destra xenofoba e razzista sta finendo di insediarsi al potere, e la repressione nei nostri confronti è davvero prossima a cominciare. Rispetto a 7 anni fa però questi sono più esperti, hanno capito la lezione di Genova, con tutta la tempesta mediatica che ne è seguita e che senza l’aiuto bipartisan di Luciano Violante difficilmente non avrebbe travolto anche il Parlamento. Il modello da seguire è quello della criminalizzazione mediatica e dell’azione chirurgica, lontano dai clamori dei media. E quando questo non è possibile, allora si oscilla tra il vittimismo (stile Maledetto XVI alla Sapienza) e la repressione nuda e cruda.

Un primo passo in questo senso l’ha mosso Renato Schifani, neo presidente del Senato (non sto scherzando, l’hanno eletto proprio presidente del Senato!). Nel suo discorso di insediamento ha teso la mano alle forze di sinistra non rappresentate in Parlamento:

Mi sforzerò per fare in modo che si trovino dei meccanismi di concertazione con questi partiti, in maniera tale che anche la loro voce, seppur senza incidenza parlamentare, possa essere fatta propria nel dibattito parlamentare

Trappola pericolosissima, alla quale qualche scienziato nostrano ha subito abboccato. Questa destra è improvvisamente diventata aperta al dialogo e conciliante? Solo uno sciocco (un Bertinotti qualunque, per intenderci, protagonista della disfatta del 13-14 aprile) potrebbe credere questo. Ed in ogni caso, anche se lo fosse, per noi non ci sarà mai margine per il dialogo.

Il primo segnale del vento che cambia lo si è avuto quindi con la Fiera del Libro di Torino, che avrà come ospite d’onore un paese nazista come Israele, autore di sterminii di massa e pulizia etnica. Da tempo le forze realmente antagoniste hanno deciso di boicottare questo evento (quel fenomeno di Grillo, che ultimamente sta perdendo un colpo dietro l’altro, in un primo momento aveva anche accettato l’invito a tenere un discorso). Napolitano con quel briciolo di energia che gli è rimasta in corpo si è speso molto per soccorrere l’alleato sionista in difficoltà. Ma la mossa davvero pesante è stata quella del presidente della Camera (successore di Bertinotti: sarà un caso?), Il camerata Gianfranco Fini, colui che nel 2001 ha diretto sul posto la macelleria messicana di Genova.

Tolleranza zero per i giovani di Verona, ma più gravi i fatti della Fiera del Libro.

Ovvero: le contestazioni anti-occupazione, anti-apartheid ed anti-sioniste (comprese le bandiere di Israele orgogliosamente bruciate) sono più gravi di un ragazzo picchiato a morte da un gruppo di neonazisti veneti a Verona. Parole pesanti, per le quali i commenti sono superflui.

Parole molto chiare. Sono un avvertimento per chi non si allinea, per chi avrà il coraggio di ritornare in piazza ad occupare quegli spazi che anni parlamentarismo inutile ed improduttivo hanno oscurato. “State attenti, certi atteggiamenti d’ora in poi non saranno tollerati”, sembra essere il messaggio di Fini.

Di occasioni per mettere in pratica queste minacce il Governo ne avrà davvero tantissime, sia a livello nazionale che locale. Ad una va però il mio pensiero. Estate 2009, 8 anni dopo Genova, il G8 tornerà ad essere organizzato in Italia. Nell’ex base militare Usa della Maddalena, in Sardegna, per la precisione.

Lì ci sarà davvero di che ballare. Nel frattempo prepariamoci ad un anno veramente caldo.

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