Chi è che parla così male della Cina? Repressione, censura e tante altre belle amenità made in Usa? Pechino è una metropoli come qualsiasi altra capitale europea, con il suo patrimonio storico (la città proibita, piazza Tiananmen che qui chiamano Guǎngchǎng o simile, la città proibita, etc…) sono attorniate da immensi quartieri nuovi composti da altissimi grattacieli. Solo ci sono meno McDonald’s (credo di non averne ancora visto uno, solo un mega Ikea ed uno StarBucks). Poche le biciclette, traffico caotico ma nella media e discreta organizzazione delle cose. Tutto sommato sembra che qua si viva bene, senza povertà. Anzi, con meno povertà (praticamente non ne ho vista) rispetto ad altre capitali.
Il boeing 747 che ci ha portato a Pechino da Francoforte
L’areoporto principale nel quale atterra il nostro areo Lufthansa è immenso. E’ il Beijing Capital International Airport. Arriviamo nel nuovissimo terzo terminal, inaugurato da pochi mesi per le olimpiadi di quest’anno. Per andare a ritirare i bagagli prendiamo una metro interna, tanto sono grandi le distanze da coprire. I controlli di polizia sono molto meno rigidi di come me li sarei aspettato: guardano appena il visto, mentre alla dogana non ci fermano neppure.
Prendiamo un taxi che ci porti in hotel. Per fortuna mi sono stampato il nome del Continental Hotel anche in ideogrammi cinese, perchè da queste parti in pochi capiscono non solo l’inglese, ma il nostro modo di pronunciare i loro nomi. Dimenticavo, il cambio è circa 10 Yuan per euro. Quello ufficiale è anche migliore per chi ha euro, ma con le commissioni il rapporto 10:1 diventa un valido riferimento. Al momento la banconota più grande che ho visto è di 100 yuan, la più piccola da 1 yuan e non si vede nemmeno l’ombra delle monete. Visto che le banconote le hanno inventate proprio da queste parti che la banconota da 1 yaun vale circa 10 centesimi di euro, delle monete evidentemente non se ne sente la necessità. Su tutte le banconote c’è la faccia del presidente Mao.
Il nostro albergo è proprio ai margini del villaggio olimpico. Dalla camera della mia finestra si vede il nuovissimo stadio a forma di nido d’uccello che ospiterà le prove d’atletica delle Olimpiadi oltre che le cerimonie di apertura e chiusura.
Dietro al palazzo con le antenne, sulla sinistra, si scorge lo stadio olimpico di Pechino
Il primo pomeriggio lo trascorro in piazza Tiananmen. Il 1 ottobre 1949 Mao ha proclamato solennemente l’istituizione della Repubblica Popolare Cinese da questa piazza. La foto sotto il faccione gigantesco e rassicuramente, posto all’ingresso della città proibita, è un obbligo.
Non è subito semplice entrare in piazza. Gli accessi sono relativamente pochi (è tutta recintata) se si considera che è più grande piazza al mondo. La polizia controlla ogni accesso. Passo sempre indenne, ma alle donne viene chiesto di aprire le borse. Probabilmente la paura maggiore è quella che qualche sconsiderato, magari in accordo (e sotto busta paga) di qualche giornalista\fotografo occidentale, esponga striscioni o bandiere con i soliti messaggi anticinesi. Ottimi per la strumentalizzazione estera.
Essendo domenica il mausoleo di Mao è chiuso, mentre quando arrivo io la città proibita è chiusa e posso solo circumnavigarla dall’esterno. Salgo sulla collina del parco a fianco, 95 metri slm, appena una quarantina in più della piazza ma sufficienti per avere un buon panorama.
Ritorno e cena in hotel, in tempo per collegarmi dalla camera con l’Italia: ultima giornata di quel campionato del cazzo che è la serie A e tappa del Giro d’Italia. Poi, tanto per abituarmi, anche uno sguardo alle pagine 214-215 del televideo, quelle della C1. Mamma mia che tristezza.
In camera, mentre aggiorno il blog
Domani il programma è quello di raggiungere e visitare la Grande Muraglia prima e poi qualche superstore di elettronica.
(2 fine - to be continued)
PS: ho aperto il sito del Bronx Vigne ed il pezzo sulle curve, sulla partita di Treviso e sulle pagelle erano già fatte. Specie quello sulle curve. Un grazie ed un abbraccio di cuore a chi ha pensato a tutto questo!



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