Weekend piuttosto surreale. Innanzitutto perchè ho avuto poco o nullo acesso alla mia mail, ad internet, e come tutti voi ben sapete, nonsotante gli inviti a non patologizzarmi da parte curandero zapatista (che non è black cat… rosica ancora) ritengo di soffrire di una leggera forma di ansia da disconnessione. Tre giorni di eventi, senza internet nè mail, sono duri da raccontare, ci provo attraverso alcune pillole. Flash o poco più.
Meglio retrocessi che rossoblu. Alla fine del collegamento da Ravenna, il giornalista di parte ravennate che aveva fatto con me la telecronaca, si mette a dire che invidiamo quello di Bologna che sta festeggiando la serie A mentre noi abbiamo appena salutato la B, scendendo in C. Scuoto il capo, faccio non con la mano. Prendo il microfono. “Meglio retrocessi che rossoblu“. Non ho bisogno di aggiungere altro. E’ un dato di fatto. ODIO BOLOGNA. Sportivamente parlando, si capisce.
Napolitano cadavere. Mamma mia che schifo di presidente della Repubblica abbiamo. Io non lo riconosco. E’ una vera merda, così come fa schifo quel discorso pieno di spazzatura che ha proferito per il 2 giugno, che sarebbe la festa della Repubblica, ma che dai tempi di Scalfaro è stata trasformata quasi nella festa dell’Impero, con una inopportuna e fascistissima parata militare, fatta di tricolori, celtiche e saluti romani, ai fori imperiali. Tranquillo, caro presidente della Casta: lo sappiamo bene cosa fare e non fare. Il tuo moralismo riservalo per le tue lectio magistralis.
P38. Non abbiate timore. Un colpo in testa ben assestate senza troppi scrupoli. Il giorno in cui mi vedrete fare il trenino al matrimonio di qualcuno di voi (innanzitutto spero di non esserci) siete autorizzarmi a farmi fuori. Significherebbe che ho mollato, perso ogni ritegno, che non sono più. Mamma mia, che scena quella che mi si è prospettata sabato scorso, di gente che indecorosamente s’aggirava tra i tavoli.
Uno contro unidici. Stesso matrimonio di cui sopra. Tavolo da undici. Cinque coppie e poi io. Unico da solo. Con la cassa dell’impianto pianobar a due passi che mi basiva ad ogni attacco di canzone. Semplicemente spettacolare. +
Ex compagni. Capita che tavolta il curandero zapatista si alzi male la mattina e decida di organizzare una rimpatriata tra i pochi ex compagni di liceo che da sempre hanno risposto a questo tipo di appelli. Purtroppo la serata è degenerata, dopo la cena al Mastro Birraio l’avvocato Nico e l’ingegnere Luca Tech mi hanno trascinato a bere in vari posti, tra i quali il chioschetto ai Savelli. Dove tra gli altri ho incontrato Giluntu. E poi ho staccato la spina. Ho il solo ricordo della sexy-piadinaia (in Romagna, è inutile sottolinearlo, le piadinaie nell’immaginario erotico collettivo superano di gran lunga le infermiere), sulla quale sorvolo. Ho avuto poi la forza anche di finire la serata al Magazzino Parallelo.
Bernacci. Al Parallelo ho incontrato Erre. Così almeno mi hanno raccontato. L’ho aggredito scusandomi per aver sempre sostenuto Bernacci mentre lui l’aveva da tempo messo nel mirino. Quasi si è commosso, per la mia conversione, mi hanno riferito. E qui però mi sento di precisare una cosa: non ce l’ho con lui come giocatore, perchè ci ha sempre fatto gol. Mi sta sul cazzo il fatto che il suo Ascoli fosse d’accordo con il Treviso. E lui non ha tirato il culo indietro quando è venuto al Manuzzi. Non dico che avrebbe potuto fare come Pestrin con il Messina, ma almeno evitare in quel frangente di giocare alla morte. Se proprio si deve fare la combine con il Treviso, almeno lasciala fare ai tuoi compagni. Ma questi sono discorsi da semplice tifoso.
Boicottate Cesenatico. Un accorato appello. Se potete non evitate di andare nei ristoranti sul lungocanale a Cesenatico. Ieri sera io la presidentessa e Conny abbiamo avuto un bel po’ di disavventure. A partire dal tizio del pub irlandese, non ricordo il nome, che ci parlava a gesti, per poi dirci che non aveva posto. Andiamo in un secondo locale, l’unico nei quali vediamo tavoli liberi. Nell’attesa io propongo, come alternativa, di andare da El Paso. La presidentessa mi racconta che là i camerieri l’hanno sempre trattata malissimo, e conclude, corentemente, con un “Da El Paso i camerieri sono veramente delle merde!“. La tipa del locale nel quale stavamo aspettando di sederci per un attimo crede che ci stiamo riferendo a lei, passa dalla presidentessa e le dice: “Una merda sarai tu!“. E poi se ne va dentro al ristorante urlando qualcosa contro di noi col suo capo. Io e la presidentessa ci guardiamo basitissimi. Andiamo dentro dove, tra le urla sua, proviamo a spiegare che non ci stavamo riferendo a loro. Il proprietario si scusa, dicendo che un cameriere ha dato buca all’ultimo ed erano un po’ sotto stress col personale. A parte tutto abbiamo mangiato da schifo. Appena la presidentessa mi dice i nomi dei due locali li metto sul sito.
Riccò buffone. Tornavo dal Castello di Sorrivoli, in via Madonna dell’Ulivo vedo una scritta fantastica. Riccò buffone. Penso a quanta gente stia antipatico questo modenese forte ma troppo presuntuoso per vincere qualcosa di veramente importante. Almeno per il momento. Il prossimo anno vedremo se sarà cambiato qualcosa.




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