Ieri si sono svolti dei bellissimi campionati italiani di ciclismo su strada, professionisti, a Bergamo. Ha vinto Filippo Simeoni, non uno dei grandi favoriti della vigilia, cioè Pozzato, Cunego, Visconti, Rebellin o Bettini. E’ stata una vittoria da libro cuore, e sono contento di averla vissuta dal vivo, a borda strada, per tutta la giornata.
Filippo Simeoni taglia il traguardo a braccia alzate (foto Apo)
Eppure la Gazzetta dello Sport oggi in prima pagina non ne parla nemmeno. Per sapere a che pagina è il servizio ti tocca aprire il giornale e sfogliartelo tutto, bypassando i clamori della vittoria della Spagna agli europei (ma se allora avesse vinto l’Italia, dei campionati di ciclismo probabilmente ne avrebbero parlato due giorni dopo, cioè martedì), e finalmente si arriva a due paginette dedicate all’evento.
In una si racconta la corsa e c’è l’intervista a Simeoni, nell’altra qualche battibecco tra i big che hanno vinto. Le polemiche tra Armostrong e Simeoni solo accennate in un box, nel quale si spiega che il contrasto con il texano, proseguito anche in tribunale, si è risolto con un ritiro della querela dello stesso Simeoni. Quasi a voler dire che Simeoni a sollevare quel polverone ha esagerato, che alla fine non aveva nemmeno ragione. Tanto lui era uno dei tanti dopati (reo confesso di uso di epo).
Poi invece leggi l’articolo online di Repubblica, di Eugenio Capodacqua, e tutto cambia. Un pezzo che rende giustizia a Simeoni. Mi sembra strano dover lodare Repubblica, eppure questa volta ha fatto davvero un bel servizio. Qualcuno finalmente scrive che la querela è “finita con un patteggiamento da parte dell’americano“, che Armostrong disse a Simeoni qualcosa del tipo: “Sono ricco, ho tempo e denaro, ti distruggo, ti faccio smettere di correre“. E poi ancora che “Per aver detto la verità alla giustizia ordinaria nel processo contro Ferrari fu perfino squalificato dall’Uci, secondo il discutibile principio che chi confessa deve essere punito in qualche modo“, che Mario Cipollini, all’epoca dei fatti suo compagno di squadra alla Domina Vacanze, “all’epoca fece pressioni su Simeoni perché rimettesse la querela a Ferrari. Durante una corsa negli Usa, in vista del Tour, Armstrong, inoltre, avrebbe chiesto a Cipollini di adoperarsi perché Simeoni non fosse incluso nella formazione. Ma il manager della squadra di allora, Vincenzo Santoni si oppose“. Si sottolinea che Simeoni ha battuto un Pozzato che è “uno di quelli – ricordano le cronache – che nel battibecco con Armstrong si schierò senza esitazione a favore dell’americano”.
Scarica l’articolo di Eugenio Capodacqua cliccando qui
Alcune foto (reperibile il servizio integrale qui)
curva in discesa
nel tunnell
al buio
in mezzo al verde
tra i tifosi
i tifosi di rebellin si fanno “leggere”…
ciottolato da evitare…
fotografo amatoriale
treno Acqua&Sapone
in curva in salita, comunque a tutta
via la borsa del rifornimento
Domani farò un post dedicato ai nostri corridori, i romagnoli.











2 responses so far ↓
1 Il campionato italiano dei romagnoli // Jul 2, 2008 at 2:52 pm
[...] stato ai campionati italiani di ciclismo, a Bergamo. Ha vinto Filippo Simeoni, e ne ho già parlato in un precedente post. Ho viaggiato con i tifosi del Manuel Belletti Fans Club, che ringrazio per l’ospitalità. Ho [...]
2 alessio // Sep 1, 2009 at 7:23 pm
Simeoni? Un fallito che non ha mai vinto corse importanti se non il campionato italiano e qualche tappa nei giri; che si permette di contestare LA LEGGENDA ARMSTRONG, un mito in bicicletta, come nella vita.
A v0lte stando zitti si fa una figura migliore e Simeoni, che ha travisato il significato del ciclismo dopandosi, dovrebbe impararlo.
ARMSTRONG E’ LEGGENDA, SIMEONI UN FALLITO
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