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Rifondazione Comunista: tra Cesena e Chianciano Terme

July 29th, 2008 · No Comments

Qualche tempo fa avevo scritto un post sulla situzione locale di Rifondazione Comunista, invitando il segretario del circolo di Cesena, Paolo Strangio, a commentare tale intervento. Il commento è arrivato, lo vado a riproporre in questo post. Ringrazio davvero il segretario per la risposta non scontata. Ora però sorgono altre domande. Qual è il futuro a Cesena per il Prc? Quello prospettato da Ferrero, che mette in discussione le alleanze locali con il Pd? O quello della Donini e di Poeta, che pur avendo abbandonato la nave bertinottiana sono ferrei sostenitori dell’alleanza con Paolo Lucchi ed il Partito Democratico?

Credo che questo partito arriverà lacerato ai massimi livelli alle prossime elezioni amministrative, comunali e provinciali, previste per la prossima primavera. Dopodichè si paleseranno le rotture con quelli più attaccati alla poltrona. Perchè mi pare che il duello ormai sia questo: tra chi vuol conservare lo scranno e chi è più affascinato da un recupero, almeno a livello formale e d’immagine, del patrimonio comunista.

Patrimonio del quale non fa certo parte il riformismo bertinottiano, la nonviolenza, la spirale guerra-terrorismo, l’amicizia con gli usa e il vaticano, gli “occhi chiusi” su troppe ferite aperte per la città.

Ecco l’intervento di Strangio:

1)LE MOZIONI CONGRESSUALI
Le scelte fatte dai singoli, intendo dai singoli compagni sulla strategia del partito muta sulla base di tante considerazioni e valutazioni; e ritengo che scegliere una mozione e sostenerla ed esserne convinti, non significa aver fatto un patto di sangue. intendo dire, che molti, o meglio moltissimi, militanti stimano Bertinotti, nonostante poi non si riconoscano nelle ultime scelte praticate, sia per il merito che per il metodo.
in quasi tutta l’Emilia Romagna è prevaleso l’orientamente verso la mozione Acerbo-Ferrero-Grassi-Mantovani-RussoSpena, e ciò a mio avviso per una motivazione di fondo sostanziale: ricompattare il partito. Di fatti, da una gestione e direzione esclusiva della maggioranza oggi col VII congresso il metodo dovrebbe essere completamente ribaltato, non solo per bontà o lungimiranza dei dirigenti, ma anche perchè il risultato finale del congresso non presenta alcun vincitore. Vendola al 47%, Ferrero al 40% e poi le altre mozioni di minoranza (tra cui Falcemartello), che sono state molto determinanti per eleggere il segretario nazionale, cioè per scegliere Ferrero, sulla base di un documento politico condiviso.
La sostanza dei fatti, è che nessuno ha il potere ma il partito va gestito assieme e le minoranze sono presenti non tanto per fare delle critiche alla linea politica di riferimento ma per contribuire attivamente.
2) LA NUOVA LINEA POLITICA
Detto ciò, che ritendo sia un pò palloso da leggere, condivido quanto dicevi sulla svolta di lenea politica votata; tant’è che il documento politico votanto al congresso titola “una svolta a sinistra per rifondazione” ribadendo la necessità dell’opposizione sociale.
3) Sta di fatto, che non so tu ma io sono oltre che preoccupato anche un pò incazzato, hai letto le ultime modifiche sul lavoro “precario”, un regalo a mio avviso illegittimo a confindustria.
Credo ci sia molto da lavorare e da costruire a sinistra e per farlo serve un grande senso di resposabilità da parte di tutte le soggettività..

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Tags: Cesena · Italia

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