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Karadzic, Il Manifesto e Padre Pio

July 30th, 2008 · No Comments

Fulvio Grimaldi, Radovan Karadzic, Padre Pio, Il Manifesto, le bugie dei cosiddetti giornalisti di sinistra. Ecco un interessante estratto dall’ultimo articolo di Fulvio Grimaldi per Mondocane Fuorilinea, apparso su Uruknet che allego (disponibile cliccando qui)

***

di Fulvio Grimaldi

[...]Non solo Parlato. Tommaso De Francesco, il “balcanico”, costituita una specie di “coppia maledetta” con Ennio Remondino e rafforzato dalle pere tossiche di Danilo Zolo (L’arresto di Karadzic è una grande e inattesa vittoria della giustizia internazionale – quella dell’Aja! – e la fine di un incubo) dopo aver vaneggiato per anni sul despota Milosevic come meglio i pifferai di Washington e Berlino non avrebbero potuto, dopo aver contrabbandato la pulizia etnica dei narcogangster di Pristina come contropulizia etnica, avvallando l’invenzione imperialista di una pulizia etnica serba, con la cattura di Radovan Karadzic ha reso agli inutilmente deprecati squartatori della Jugoslavia il servizio più grato. Mi trattengo se definisco i suoi euforici commenti alla vendita agli eurocrati, distruttori della Jugoslavia, di un Karadzic assolutamente incolpevole se non della difesa della sua gente aggredita, da parte del presidente e prosseneta serbo Boris Tadic, la peggiore mascalzonata uscita dalla penna di questo confusionario. “Buona notizia”, “soprattutto per le vittime”, “buona notizia balcanica”, “sospiro di sollievo”, “motivo di compiacimento”: così l’esperto balcanico, il fustigatore del furto del Kosovo, si inebria della porcata grazie alla quale “l’Europa non ha più argomenti per escludere la Serbia dall’agognato (da Tadic) nell’Unione Europea”. Poi TDF, perso ormai ogni residuo di bussola di classe, divaga su stereotipi e falsificazioni tanto a lui cari, quanto smascherati dai fatti e dalla storia: le guerre in Bosnia e nel Balcani erano “nazionaliste” e “fratricide”. Si sente l’eco di una menzogna più falsa dei Protocolli dei Savi di Sion: ” la Grande Serbia “, causa della carneficina balcanica. Tutta colpa degli “ultranazionalisti”, altro termine copiato dalle fabbriche della guerra psicologica, tipo i fornitori del Pentagono Ruder & Finn, Hill & Knowles, Reporters Sans Frontieres. Quelli del Saddam macinatore di oppositori nei tritacarta e gassatore di curdi, dei neonati kuwaitiani strappati alle incubatrici dagli iracheni, dei campi di sterminio serbi, di Milosevic dittatore, di Osama nelle grotte di Bora Bora, del trapanacrani Moqtada Al Sadr leader della resistenza anti-Usa, dei monaci tibetani vindici di uno Shangrilà della nonviolenza, spiritualità, amore del prossimo, alla faccia di un feroce schiavismo praticato per secoli sull’intero popolo della regione. Manca solo Padre Pio, quello che si fabbricava le stigmate e sguinzagliava gli squadristi neri per conto degli agrari contro le sedi della sinistra. Però tantissimo santo per aver sottratto ai poveri e ai creduloni e trasferito al Vaticano più fondi di quanti Marcinkus ne abbia mai potuto accumulare con la mafia e la P 2 dell’attuale guitto mannaro. Non gli passa per l’anticamera del cervello manifestizzato, a TdF, che per la cattura del presunto autore della presunta strage di Sebrenica (smentita da ogni documento serio) e per l’assoluzione di Naser Oric, che invece una strage vera, di 3500 donne, uomini e bambini serbi, la compì nei villaggi attorno a Sebrenica, come già nel caso di Slobodan Milosevic, la cricca rinnegata che governa la svendita della Serbia riceve i trenta denari dell’ingresso in un’Europa delle disuguaglianze, del razzismo, di un neoprotocapitalismo più feroce del primo, dell’abdicazione a ogni sovranità di popolo. Non si avvede, TdF, che la criminalizzazione perenne dei serbi (come dei “terroristi”arabi e musulmani in Palestina, Iraq, Afghanistan, Sudan, Somalia), simboleggiata dai “mostri” Karadzic e Mladic, e prima da Milosevic, fatto morire innocente provato in carcere,
è il pegno chiesto alla Serbia perché non avanzi crediti di riparazioni e di giustizia ai criminali che l’hanno distrutta. Non si ricorda, il festante e disinvolto De Francesco, che nel ’91 Karadzic e i croati di Tudjman e i musulmani di Izetbegovic (gli unici, con l’UCK, cui spetti il titolo di “ultranazionalisti”) si erano accordati per una pacifica tripartizione e convivenza nella Bosnia? Non rammenta che furono gli USA a intervenire sul caporione musulmano perché ritirasse la firma dall’accordo e iniziasse la guerra? Guerra civile, guerra fratricida, guerra di nazionalismi, guerra della Grande Serbia? O guerra della confraternita imperialista euro-atlantica, con i suoi ascari locali, per togliere di mezzo un modello altro di convivenza umana, un impedimento all’espansione verso est, un caposaldo delle costituzioni di pace.

Fisologicamente speculare alla satanizzazione di Karadzic è poi un’ulteriore prodigio d’inversione del vero, operato da TdF: l’esaltazione in morte, in sincronismo con gli organi dell’imperialismo, del trasformista polacco Bronislav Geremek, della banda cattosionista di Solidarnosc, passato da marxista, con al potere i marxisti, al pizzo vaticano con al potere il Vaticano, pagatogli per sgretolare il socialismo reale (bruttino, ma infinitamente migliore del capitalismo) e, subito, alla passione per il mercato deregolamentato all’americana quando al potere arrivarono i mercatisti Nato, sodomizzatori proprio dei famosi operai di Danzica in rivolta.[...]

L’articolo completo è disponibile qui: http://www.uruknet.de/?s1=1&p=s8253&s2=30

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