Paolo Lucchi è il cinquantatresimo primo cittadino di Cesena. Considerando sindaci, commissari straordinari e podestà, Lucchi occupa la casella numero 53 nella storia di Palazzo Albornoz. E’ ufficiale, anche se ormai si sapeva da tempo. Il suo mandato inizierà nella primavera 2009. Su chi sia veramente questo personaggio e cosa rappresenti per il Pd e per la città, rimando tutto ad un futuro scritto. Per il momento vale la pena di puntualizzare e denunciare il processo che ha portato alla nomina (non elezione, quella arriverà) di Lucchi a capo dell’amministrazione cittadina.
Le false primarie. Ormai vanno di moda. Inizialmente i diessini le snobbavano, così pieni della loro convinzione di essere i migliori. Poi hanno perso la Puglia, e buon per loro che Vendola si sia subito svenduto alle logiche padronali. Ma il campanello d’allarme era scattato, e da allora non hanno più sbagliato un colpo. Che Lucchi sarebbe stato sindaco di Cesena lo si sapeva da anni, almeno dalla campagna elettorale del 2004. Terminata quella battaglia politica, Giordano Conti improvvisamente ha cessato la sua incredibile campagna di presenza su tutti i media locali per lasciar spazio proprio a Lucchi. Il suo nome proviene dalle stanze del potere, economico e politico, non ha legittimazione popolare. Paolo Lucchi è un prodotto mediatico, una costruzione perfetta (o quasi) del politico giovane, rampante, yuppie, moderno, rivolto al futuro. Però la consacrazione della base gli serve. E per averla tutto il partito si è messo in moto. Con questa storia delle “primarie alla piadina romagnola“. Un solo candidato, un solo risultato.
La copertura della Briganti. Qualche stratega di comunicazione politica, materia nella quale il Pd eccelle, deve però aver detto a Lucchi che non è molto credibile una competizione con un solo candiato. Bisognava a tutti i costi trovare un sfidante, almeno sulla carta. Un perdente predestinato. L’unica che al momento sembra poter accettare questa sfida è la presidentessa del Consiglio comunale Ines Briganti. La quale si affretta a precisare che “se il Pd avesse bisogno di almeno un altro candidato per mettere in piedi le primarie, non verrebbero certo a chiederlo a me, perchè non accetterei mai e anzi mi indignerei“. Credibilissima. Come quando afferma che “Voglio giocarmi la partita alla pari per vincerla e il partito deve darmi una mano. La stessa mano che dà a Lucchi, se no che primarie sono?“. Ecco, appunto, che primarie sono? Di cartone.
Il partito. Dentro il Pd tutti danno per scontata la vittoria di Lucchi a questa sorta di corsa solitaria. Tanto che a più livelli si sta lavorando a documenti e programma destinati ad essere recepiti dallo stesso Lucchi. Se ci fosse anche la minima preoccupazione sul risultato di queste farsesche primarie, difficilmente si lavorerebbe cosi alacremente. Prudenza consiglierebbe di attendere prima il lavoro delle urne. Invece dentro ai Ds, o come si chiamano oggi Pd, la macchina del partito lavora già da mesi a pieno ritmo per Lucchi. Non si può negare l’evidenza.
Gli alleati sottoposti. Ma c’è un altro, e forse ancor più significativo, elemento che descrive quando sia sceso il livello politico cittadino. E’ il dialogo con i partiti, sulla carta alleati, in realtà sottoposti. Senza i quali i Ds vincerebbero comunque e senza problemi. E che vista la crisi nazionale, alle prossime amministrative rischiano seriamente di rimanere fuori dal Consiglio comunale. I Comunisti Italiani hanno già dato il mortal sospiro. Rifondazione Comunista è seriamente malata. I leader locali all’ultimo congresso con un eleganete salto della quaglia hanno abbandonato la linea bertinottiana (quindi Vendola) per appoggiare Ferrero. Ma a livello locale restano vendoliani, ovvero sostenitori dell’accordo a tutti i costi con il Pd. La decisione è già stata presa. Nei giorni scorsi alcuni rifondaroli cesenati, tra i quali Piergiorio Poeta e Paolo Strangio, hanno incontrato i rappresentanti locali del Pd. Ufficialmente non si è parlato del programma e dell’alleanza elettorale, ma in realtà le cose sono andate ben diversamente. E’ facile intuire che è stato offerto pieno appoggio a Paolo Lucchi. Senza primarie o altre facezie di sorta. Anche alle prossime elezioni si rinnoverà, e lo posso scrivere non temendo smentite, l’alleanza tra Pd e Prc. A meno che proprio il Pd non decida all’ultimo minuto di scaricare Rifondazione, ormai foriera di pochissimi voti, a favore del Pri, anch’esso decimato dalla fuoriuscita verso il Pdl. E’ questa l’evenienza più temuta dentro Rifondazione, è per questo che sono già partiti i frenetici contatti con il Pd.
E i Verdi? Ottima domanda. E Davide Fabbri? Dice ormai da tempo di non volersi più candidare. Ma una sua riproposizione, in opposizione alla Sacra Alleanza Cooperativa Cementificatrice che rinnoverà il proprio potere a Cesena la prossima primavera sembra inevitabile. La linea Cuni, più propensa ad imbastire un dialogo e magari un’alleanza con il Pd, non deve passare. Prossimamente anche i Verdi si siederanno ad un tavolo con questi signori dei Ds. Ed il futuro del partito è ancora tutto da scrivere.
Nel frattempo qualcosa si muove a sinistra. Il recupero di Fabbri per un’opposizione forte e radicale, credibile, è necessario. Ma le basi per la battaglia sono state gettate. Occhio.




2 responses so far ↓
1 paolo strangio // Aug 5, 2008 at 10:00 am
STEFANO, PERCHE’ PRIMA DI SCRIVERE NON TI INFORMI?
Leggo il mio nome sul tuo blog in merito ad un accordo col PD, o meglio con Lucchi.
Perchè non me lo hai chiesto direttamente, se volevi sapere qualche informazione in merito?
Svelo il segreto, visto che personalmente non ho alcunchè da nascondere. Sono stato personalmente chiamato dal segretario del PD, per una discussione franca, in quanto il PD non ha partecipato al nostro congresso e quindi, volevano motivare la loro assenza, non imputabile a nessuna rottura di rapporti (ndr, al nostro congresso ha partecipato anche il PRI). Questo è stato. Non si è parlato di null’altro, nessun ammiccamento ad accordi futuri. Tra l’altro all’incontro con la delegazione del PD erano presenti anche alcuni compagni che sono critici riguardo gli accordi presi in passato con la presente maggioranza ( come vedi il metodo democratico alle fondamenta del nostro rapporto interno). Tra l’altro Pier Giorgio Poeta non era presente tanto quanto non era presente Paolo Lucchi. Come vedi hai riportato delle cose che non sono vere.
Riguardo agli accordi, nulla è stato stabilito, in quanto nulla ancora è stato discusso. La nostra discussione partirà a settembre e si baserà sui contenuti, ciò sarà la discriminante con chi e se fare degli accordi.
Personalmente La mia ambizione e il bene del mio partito, e la mia scelta che non è detto sia maggioritaria sarà in funzione di questo.
Sul nostro Partito, Ritengo invece che stiamo ripartendo con grande entusiasmo ( è questo il contributo che il comapno Ferrero ha già dato) e chiunque pensi ad una nostra resa avrà del filo da torcere. Ti invito a partecipare ad un delle nostre riunioni, potrai osservare un mondo che non conosci e che è molto megli di quello che descrivi.
Ciordiali Saluti
Paolo Strangio
2 La kompagna Ines Briganti (va alle primarie del PD) // Oct 9, 2008 at 11:00 pm
[...] primarie di cartone del Pd cesenate. Ne avevo già parlato qualche tempo fa. Ora è stata ufficializzata la data: si [...]
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