Facile contare le medaglie figlie del doping turbocapitalista. Proviamo a fare qualcosa di alternativo. Guardiamo alla grandezza dei paesi socialisti o non allineati, così bistrattati dai media occidentali. Nello sport si vede la grandezza d’animo dei loro patrioti, fari luminosi del socialismo nel XXI secolo.
Classifica aggiornata a mercoledì 13 agosto 2008
Paese – Oro – Argento – Bronzo – Totale Medaglie – Pos. medagliere ufficiale
- Cina …………..17 – 5 – 5 – tot 27 – pos 1
- Nord Corea…..1 – 2 - 4 – tot 7 - pos 13
- Zimbabwe…….0 – 3 - 3 – tot 3 - pos 23
- Cuba………….. 0 - 2 - 1 -tot 3 - pos 24
- Vietnam………..0 – 1 - 0 – tot 1 – pos 31
- Bielorussia…….0 - 0 - 2 – tot 2 – pos 40
Cifre che si commentano da sole. Ovviamente va sottolineato che mancano ancora le prove d’atletica, disciplina nella quale Cuba eccelle, così come alcuni sport di squadre, come la pallavolo.










3 responses so far ↓
1 Franz // Aug 15, 2008 at 7:20 pm
per la cronaca: baseball, Cuba batte Usa 5-4 all’undicesimo inning.
Socialismo 1 – Capitalimperialismo 0
qui il link della gazzetta:
http://www.gazzetta.it/Speciali/Olimpiadi/Primo_Piano/2008/08/15/baseball.shtml
2 Porco Comunista // Aug 16, 2008 at 11:38 pm
Testa di Castro!!!
PECHINO — Tai è tornata. Oppure, forse, non è mai andata via. Pechino-Bonn- Pechino via Francoforte, settantadue ore per avere il visto per Cuba mentre mamma Dulce Fedora, logorata dal male, se ne andava senza aspettare la burocrazia. Se questa storia ha un senso, e tutte ce l’hanno, è da cercare da qualche parte tra la Baia dei Porci e l’ambasciata cubana in Germania, nelle pieghe della diplomazia e delle mediazioni del veterano anticastrista Fernandez, capo delegazione qui all’Olimpiade, del governo italiano e dell’ambasciatore a Pechino Riccardo Sessa, i cui sforzi alla fine hanno pagato, però in ritardo sulle scadenze del destino.
Il via libera per l’Avana è arrivato fuori tempo massimo e non ha cancellato qualche ragionevole dubbio, perché forse qualcuno sapeva, e a quel punto fare bella figura non costava più nessuna fatica. Ora che la polemica si arroventa (Bocchino, vice capogruppo Pdl alla Camera, dice che «il regime castrista ha perso un’altra occasione per mostrare al mondo la volontà di cambiare»), Tai mantiene con coerenza il silenzio con cui ha vissuto questo intrigo internazionale sullo sfondo dei Giochi, ieri è scesa al volo dall’aereo per Cuba ed è rientrata al villaggio, con gli occhi neri di tristezza e un buco nel cuore, ha trovato ad aspettarla l’umanità del c.t. Massimo Barbolini e sono bastate poche parole per farle capire che il valore di quest’Olimpiade trascende l’intento terapeutico: «Ciao coach, quando ci alleniamo?».
L’Italia del volley si veste a lutto e riacquista la sua schiacciatrice fuoriclasse, l’esule in abito da sera che nel 2001 lasciò un party in Svizzera per chiedere asilo politico, due ori olimpici con Cuba che il regime non le ha mai perdonato e le ha fatto pagare senza sconti, un podio azzurro a Pechino saprebbe di rivincita, e chi conosce bene Tai sa che il dramma personale non interferirà con la prestazione. «Reagirà in fretta e l’Olimpiade l’aiuterà a sfogarsi: il volley per lei è tutto», racconta l’ex compagna e grande amica Mirka Francia, l’unica che ha avuto il privilegio di ricevere sms e confidenze in questi giorni difficili. La Aguero era arrivata a Pechino sapendo delle precarie condizioni di salute della madre, ma non che fosse in fin di vita. Un messaggio del marito, il fisioterapista Alessio Botteghi, alla delegazione italiana aveva lanciato l’allarme. Mercoledì la situazione era precipitata: rivedere la madre era diventata una questione di ore. «Ci sono persone che nascono con un carisma speciale: per noi Tai Aguero è un esempio e un punto di riferimento. Ora siamo ancora più unite», dice Nadia Centoni, maglia numero 4 e orgoglioso rimpiazzo della compagna deragliata dall’Olimpiade per causa di forza maggiore, protagonista nel successo contro le campionesse del mondo della Russia (3-1).
Barbolini ha prudenzialmente tenuto la squadra all’oscuro della morte della madre di Tai per non turbare l’ambiente nel delicato momento del debutto olimpico e ora si aspetta dose doppia di impegno da parte di tutte: «Siamo distrutti, ma Tai è eccezionale e sapremo circondarla d’affetto. È presto per dire se giocherà domani contro il Kazakistan, di certo se avrà voglia di parlare ci troverà disponibili, sennò rispetteremo la sua privacy. Ora ha bisogno soprattutto di riposare, oltre allo choc psicologico c’è stato lo stress dei viaggi: in tre giorni ha fatto il giro del mondo. Io la lascio tranquilla, sarà lei a dirmi se vuole mettersi a disposizione». Quel giorno non sembra lontano. «Quando torniamo in campo?». Al di là del muro, a volte, atterrano palloni e storie così.
Gaia Piccardi
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=iene&data=2008/04/18&id=4829&categoria=&from=
3 Apo // Aug 19, 2008 at 11:23 pm
Bella l’ipocrisia alla cesenablog.gov del commento precedente… http://www.stefanoseveri.net/2008/08/19/tai-aguero-i-soldi-prima-della-famiglia
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