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Tai Aguero, i soldi prima della famiglia

August 19th, 2008 · 1 Comment

L’Italvolley femminile è stata eliminata dagli yankees, gli imperialisti Usa. Tai Aguero, la dissidente cubana in forza alla nazionale azzurra, resterà senza medaglia. A differenza delle sue ex compatriote, che hanno rifilato durante il girone di qualificazione un secco 3-0 agli Usa e lotteranno per una medaglia, adesso tornerà a casa a mani vuote. E soprattutto con una storia tristissima da raccontare, sotto il profilo sia umano che sportivo.

Tai Aguero

Durante la prima fase delle Olimpiadi ha vissuto un dramma umano, ovvero la morte della madre, gravemente malata. Non è riuscita a vedere la madre per l’ultima volta prima che morisse a causa di alcune difficoltà nell’ottenimento del visto per rientrare a Cuba, paese dalla quale è fuggita nel 2001 e che ha ripudiato. I media occidentali si sono scatenati, da veri avvoltoi alla Bruno Vespa (meno male che non c’è Porta a Porta in agosto) per sottolineare quanto è cattiva la Cuba di Raul e Fidel e quanto è vittima Tai Aguero.

Speculare sulla morte della madre di una persona per fini così subdoli penso sia una delle operazioni più schifose dei nostri media degli ultimi tempi. La questione è stata presentata tutta sul piano umano, sul vittimismo.

Nessuno ha spiegato che nel 2001 Tai Aguero, quando ha deciso di fuggire da Cuba, o meglio di restare i Europa visto che già vi si trovava, ha compiuto una scelta radicale di vita.

Ha preferito svolgere una carriera da professionista, lautamente pagata, in occidente, ed ha messo in secondo piano tutto il resto. Anche la famiglia.

Ha preferito i soldi. Un esempio pessimo per un paese come Cuba strangolato da sessantanni di embargo, in cui ancora e saldamente, oltre che fieramente, si combatte quotidiamente. Nella vita e nello sport. Ne sono testimonianza i successi della nazionale di baseball sugli Usa e quella proprio di pallavolo femminile ancora una volta sugli statunitensi.

Tai Aguero ha scelto i soldi. Ed i soldi hanno un prezzo. In questo caso, c’era da spezzare il legame con tutte le affettività che l’avevano allevata, con la famiglia in senso stretto e quella in senso lato, per ricominciare una vita italiana. Ed era ben consapevole della sua scelta.

Drammatizzare un evento come la morte della madre, che va comunque trattato con il massimo del rispetto, mancato a tanti giornalisti in questi giorni in Italia, è stato davvero desolante.

Ritornando sul piano sportivo, comunque, in semifinale per il momento ci siamo noi di Cuba.

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Tags: Mondo · sport

1 response so far ↓

  • 1 Gillo // Aug 22, 2008 at 9:37 am

    Non la conosco, però il fatto che abbia scelto di lasciare Cuba non vedo perchè dovrebbe giustificare il fatto di non poter vedere la madre?
    E poi non capisco perchè debba essere ripudiata se ha deciso di giocare in un altro paese, dove magari gioca di più, guadagna di più e con quei soldi magari ha fatto vivere meglio anche la madre.
    Cuba non è di certo un paese libero, per cui non vedo cosa ci sia di deprecabile nel volerlo lasciare, seppur bellissimo… sfiga vuole che da un paese poco libero è andata a finire in uno ancora meno libero…cioè il nostro! ;-)

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