L’Italvolley femminile è stata eliminata dagli yankees, gli imperialisti Usa. Tai Aguero, la dissidente cubana in forza alla nazionale azzurra, resterà senza medaglia. A differenza delle sue ex compatriote, che hanno rifilato durante il girone di qualificazione un secco 3-0 agli Usa e lotteranno per una medaglia, adesso tornerà a casa a mani vuote. E soprattutto con una storia tristissima da raccontare, sotto il profilo sia umano che sportivo.
Tai Aguero
Durante la prima fase delle Olimpiadi ha vissuto un dramma umano, ovvero la morte della madre, gravemente malata. Non è riuscita a vedere la madre per l’ultima volta prima che morisse a causa di alcune difficoltà nell’ottenimento del visto per rientrare a Cuba, paese dalla quale è fuggita nel 2001 e che ha ripudiato. I media occidentali si sono scatenati, da veri avvoltoi alla Bruno Vespa (meno male che non c’è Porta a Porta in agosto) per sottolineare quanto è cattiva la Cuba di Raul e Fidel e quanto è vittima Tai Aguero.
Speculare sulla morte della madre di una persona per fini così subdoli penso sia una delle operazioni più schifose dei nostri media degli ultimi tempi. La questione è stata presentata tutta sul piano umano, sul vittimismo.
Nessuno ha spiegato che nel 2001 Tai Aguero, quando ha deciso di fuggire da Cuba, o meglio di restare i Europa visto che già vi si trovava, ha compiuto una scelta radicale di vita.
Ha preferito svolgere una carriera da professionista, lautamente pagata, in occidente, ed ha messo in secondo piano tutto il resto. Anche la famiglia.
Ha preferito i soldi. Un esempio pessimo per un paese come Cuba strangolato da sessantanni di embargo, in cui ancora e saldamente, oltre che fieramente, si combatte quotidiamente. Nella vita e nello sport. Ne sono testimonianza i successi della nazionale di baseball sugli Usa e quella proprio di pallavolo femminile ancora una volta sugli statunitensi.
Tai Aguero ha scelto i soldi. Ed i soldi hanno un prezzo. In questo caso, c’era da spezzare il legame con tutte le affettività che l’avevano allevata, con la famiglia in senso stretto e quella in senso lato, per ricominciare una vita italiana. Ed era ben consapevole della sua scelta.
Drammatizzare un evento come la morte della madre, che va comunque trattato con il massimo del rispetto, mancato a tanti giornalisti in questi giorni in Italia, è stato davvero desolante.
Ritornando sul piano sportivo, comunque, in semifinale per il momento ci siamo noi di Cuba.












7 responses so far ↓
1 Gillo // Aug 22, 2008 at 9:37 am
Non la conosco, però il fatto che abbia scelto di lasciare Cuba non vedo perchè dovrebbe giustificare il fatto di non poter vedere la madre?
E poi non capisco perchè debba essere ripudiata se ha deciso di giocare in un altro paese, dove magari gioca di più, guadagna di più e con quei soldi magari ha fatto vivere meglio anche la madre.
Cuba non è di certo un paese libero, per cui non vedo cosa ci sia di deprecabile nel volerlo lasciare, seppur bellissimo… sfiga vuole che da un paese poco libero è andata a finire in uno ancora meno libero…cioè il nostro!
2 Amerigo Vespucci // Dec 21, 2008 at 10:14 pm
Chiunque ha scritto queste cazzate sulla storia di Tai Aguero non conosce veramente i fatti e dunque da ingnorante quale e’.. è pregato di stare zitto…
vergognati
vergognati
vergognati
3 Simona // Mar 15, 2009 at 12:48 pm
1- Prima di scrivere un articolo con queste stronzate sei pregato di informarti su come sono andati realmente i fatti.
2- FIRMATI
3- La tua è solo diffamazione
4- Hai praticamnte detto tutto il contrario di quello che invece è successo!
4 martina // Jun 29, 2009 at 11:12 am
Direi solo una cosa:
vergognati
vergognati
vergonati
vergonati….
HAI SCRITTO SOLO UNA FREGA DI CAZZATE!
5 Apo // Jun 29, 2009 at 11:17 am
Sfido tutti voi a dimostrare che sono cazzate…
fatti, non parole.
E sempre solidarietá a Cuba e al popolo cubano, a chi compie scelte diverse da quella di Tai Aguero.
6 Michele // Jun 30, 2009 at 6:43 pm
Ciao, per piacere apo rispondimi sai su quale argomento… grazie
7 leo minuscoli // Jun 2, 2011 at 8:13 pm
Tai Aguero ha scelto di vivere un’altra vita hai detto bene, quello che tutti dovrebbero poter fare, il problema e’ che a Cuba non si puo’ scegliere come vivere la propria vita, non c’è la libertà, poi anche gli USA hanno le loro colpe con l’embargo, ecc., ma rimane quanto sopra che dove il comunismo è andato al potere invece che il paradiso in Terra ha creato l’inferno.!!!
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