Un campione, un colpo di classe, una vittoria stupenda che riempie d’arcobaleno una stupenda domenica di fine settembre. Alessandro Ballan è campione del mondo di ciclismo, succedendo ad un doppio Paolo Bettini e rimandando a casa la Spagna con le pive nel sacco. Erik Zabel e Paolo Bettini intanto salutano il gruppo: due campioni che lasciano un grande vuoto nel ciclismo. Ma andiamo con ordine, visto che ci sono più spunti di riflessione.
Il successo di Ballan a Varese (foto Bettini via Cyclingnews)
Ballan, che locomotiva. Non è certo una scoperta di oggi, questo corridore. Ma il colpo finale del veneto è di quelli da manuale di ciclismo, da far vedere ai bambini alle prime pedalate. Ha lavorato tantissimo nel gruppo dei fuggitivi e poi, sottovalutato dagli altri avversari, ha piazzato una zampata spettacolare.
Bettini, che classe. Come a Pechino tutti a marcare lui. La Spagna non ha avuto altra tattica se non quella di metterlo nel mirino e non mollarlo più. E’ tra gli artefici principali del successo di Ballan. Si ritira con il suo solito, grandissimo, stile. Numero uno. Forza Livorno, avanti Bal!
Bettini e Zabel salutano il pubblico nella loro corsa d’addio (foto Gazzetta)
Spagna, che tonfo! In Italia con l’antidoping si fa sul serio, e la Spagna senza armi batteriologiche si scioglie come neve al sole. Contador, reduce dal successo alla Vuelta, rimedia una figura grama. Freire e Valverde risultano non pervenuti, così come il campione olimpico Samuel Sanchez. Freire ha pregato a lungo che Sbiro andasse, dopo le due Verona, anche a Varese, ma è rimasto deluso.
Ballerini, super ct. Cipollini, Bettini, Bettini, Ballan. Quarto successo per un selezionatore che ha riportato la nazionale ai fasti di Martini dopo la nera parentesi di Fusi, era Ceruti. Complimenti anche a questo toscano. Che in comune a Ballan, ma guarda un po’ le coincidenze, ha proprio l’amore per le classiche del nord. Fiandre uno, Roubaix l’altro.
Damiano Cunego, che strano il ciclismo. Dopo una stagione disastrosa, dopo una convocazione che ha suscitato mille polemiche (in tanti gli avrebbero preferito Di Luca), dà ragione alle scelte di Ballerini sfoderando un mondiale perfetto. Sull’arrivo impreca per il secondo posto, quando già pregustava la vittoria. Pazienza per lui, ottimo comunque per la nazionale.
Davide Rebellin. Ancora una volta, nonostante l’età, si fa trovare pronto. Purtroppo per lui non è un vincente di prima fascia. Aggiunge al secondo posto di Pechino il quarto di Varese. Ottimi piazzamenti. Ma, appunto, solo piazzamenti. Anche per lui però il mondiale è corso alla grande.
La nazionale. Dieci e lode. Lo stesso voto che va al ct ed al vincitore.
Queste sono giornate di grande sport, quelle che ti porti dietro per una vita. Altro che calcio, teatrini da tv, e compagnia bella. Il ciclismo è scuola di vita. Non penso ci sia bisogno di aggiungere altro.













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