Le primarie di cartone del Pd cesenate. Ne avevo già parlato qualche tempo fa. Ora è stata ufficializzata la data: si svolgeranno il prossimo 23 novembre 2008. Sarà uno show mediatico, d’accordo, prorpio sul modello Usa. Vedremo ai seggi qualche spilletta di Obama, qualche tricolore, e perchè no, qualche bandiera sabauda o sponsor Unipol. Ma tutto questo ci sta, si fanno semplicemente pubblicità. Del resto il Pd è un iperpartito, ovvero un partito ipercoop, aperti anche il sabato e la domenica, nei feriali fino alle 21. Vendono dallo spillo all’elefante (questo gliel’ha insegnato Blair) e con la formula del 3×2. Bene.
Passiamo a parlare di lei, la Kompagna Ines Briganti, presidentessa del Consiglio Comunale. Da sempre la nostra cara Kompagna è stata la vera donna di servizio del Partito: assessore alla Cultura, presidente della Consulta Agricola, dentro Serinar, presidentessa del Consiglio Comunale. Quando la segreteria di via Chiaramonti o viale Bovio l’ha chiamata, lei ha sempre risposto presente. Da questo punto di vista non le si può rinfacciare nulla. Sempre ferma e decisa nel far rispettare le decisioni dei piani alti, come nel recente caso della censura in Consiglio comunale.
Ora hanno bisogno ancora di lei. Per validare le primarie. Ed anche questa è storia nota. In un precedente post avevo riportato alcune sue dichiarazioni in merito.
Qualcosa intanto si è mosso. Per tentare di dare credibilità a questa gigantesca messainscena, la Kompagna Briganti, vista l’assenza di una opposizione di sinistra (quelli di Rifondazione stanno guardando tutti L’Isola dei Famosi, dove quell’essere ripugnante di Valdimir Luxuria dice che il muro di Berlino è crollato nel 1985… rofl), ha provato ad inventarsi lei stessa oppositrice di sinistra. Un esempio: il voto favorevole della Birganti all’ordine del giorno di Fabbri di censura sull’accordo Atr-McDonald’s. Solitamente il presidente del Consiglio comunale si astiene dal prendere parte alle votazioni. Ora che ci si avvicina alle elezioni (un po’ come avvenuto con Piero Bonavita cinque anni fa), anche il presidente inizia ad alzare la mano per guadagnare visibilità. “Sono qui anch’io – sembra essere il messaggio – se volete ancorare un po’, ma non troppo, il PD ai valori storici della sinistra (Unipol? non capisco, ndr) votate me e non Paolo Smart Lucchi“.
Beh, e cosa c’è di male in queste dinamiche? Del resto fanno parte della dialettica normale interna ad ogni partito. Verissimo, rispondo io. O meglio, sarebbe vero, ed il discorso è sempre quello, se quella delle primarie non fosse una farsa.
Invece da più di un mese è già iniziato il valzer degli incontri dei Pd con i partiti possibili futuri alleati alle prossime amministrative. E, ma che sorpresa, chi è conduce le danze? Il segretario del Pd cesenate, Simone Zignani, direte voi. Certo, spesso c’è anche lui. Allora Zoffoli, il segretario di federazione. Beh, non è propriamente quello il suo compito.
Allora chi? Domanda da 1000 dollari. Sorpresa.
A trattare coi partiti va Paolo Lucchi. In che veste? Di Consigliere regionale? Ma no, suvvia! In qualità di futuro sindaco di Cesena. Perchè non ci va la Briganti?
La risposta, amico mio, si perde nel vento…










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