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Ah, sono le 9 là…

October 21st, 2008 · No Comments

Ah, sono le 9 là…

Se fossi in Finlandia dovrei già andare a lavorare

(Gime alle ore 20,00 italiane)

Un velocissimo riepilogo di questa prima giornata finnica, densa di avvenimenti. Il viaggio è andato bene. Per il momento non è così freddo come mi sarei aspettato, e come era nei giorni antecedenti il mio arrivo. In fase di atterraggio ad Oulu, zero gradi si registravano a duemila metri d’altezza, all’una di notte, per giunta. All’aeroporto a terra c’erano 7 gradi, anche se pioveva ed il vento letteralmente tagliava. Oggi abbiamo toccato i 15°C, quattro o cinque in meno che a Cesena.

Il campus universitario di Oulu è sterminato, ma con un grande corridoio che lo percorre tutto. Riscontrato qualche problema all’inizio per trovare il mio dipartimento. Ho girato come un sardone (o sardoncino) mezzo campus, poi ho lasciato giubbotto e valigie in sotto un attacapanni pubblico e sono andato alla ricerca del mio destino, confidente che in Finlandia due valigie all’università non le dovrebbe rubare nessuno. Ed infatti a sera le ho ritrovate proprio dove le avevo abbandonate: il problema è stato solo ritrovare il punto dove le avevo abbandonate ;)

L’organizzazione, una volta compresa, però è fantastica. Tipo c’è una stanza dentro al dipartimento adibita solo a sala breakfast, con microonde, macchina del caffè, lavastoviglie, etc. In un’altra ci sono migliaia di articoli di cancelleria, che possiamo usare tranquillamente ed autonomamente. Nella mia facoltà in Italia mi fanno firmare ogni qualvolta prendo anche una sola penna, annotando su un foglio marca e colore. E non sto scherzando, ve lo giuro e ho testimoni che lo possono confermare.

L’appartamento è spartano. Ci sono due stanze da letto (in una ci starà per 15 giorni una ragazza iraniana che lavora con noi), con dentro un letto (scheletro e materasso), una sedia, un tavolo ed un armadio (senza attaccapanni). Poi c’è la connessione internet. Quanto basta. Il cuscino l’ho già comprato, le coperte me le sono portate dall’Italia. C’è un mini corridoio con cucina annessa. Nessuna pentola nè padella, tutti articoli già comprati al supermercato, così come le posate, il sale ed in bicchieri. Ma sono dettagli, le cose importanti ci sono.

Come primo giorno ho iniziato subito a lavorare e finito poco fa, una di notte ora locale. Non male. Ho conosciuto un po’ di italiani che sono nel mio stesso dipartimento, una ragazza di Bologna che fa la tesi ed un toscano che sta finendo il dottorato. Domani conto di prendere una scheda finnica e di avventurarmi timidamente nella vita sociale universitaria. Di nuovo: ma quanto cazzo è grande l’università? Dentro ci sono negozi, mense, bancomat, di tutto, in pratica.

PS: nel 1939 Stalin cercò di prendere Oulu, durante l’importantissima guerra d’Inverno, che ci permise di conquistare importanti posizioni attorno al Lago Ladoga, rivelatesi fondamentali durante l’assedio a Stalingrado Leningrado. Prima della creazione dell’università era forse l’unica ragione per la quale questa sperduta città compariva nei libri di tutto il mondo.

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Tags: oulu

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