Sono ancora vivo. Tre giorni sono un buon traguardo. Parziale, ma cmq significativo. Ho creato una sezione nella gallery per le foto di Oulu (qui) Ecco un po’ di cose che ho imparato in queste prime giornate finlandesi.
1) La giornata lavorativa inizia terribilmente presto, alle 8. Roba da ufficio indagini. Alle 12 si pranza, ma c’è chi lo fa già più di un’ora prima. Alle cinque il campus è praticamente deserto, restano quasi solo stranieri.
2) Paghi tutto con la carta di credito, evidentemente su questo tipo di transazione non c’è quel 4% di tasse presente in molti paesi tra i quali l’Italia. Scene curiose: mensa universitaria, 7 euro primo e contorno, con Mastercard. Se provo a pagare 7 euro in Italia con la carta di credito mi tirano dietro di tutto.
3) Quando paghi con la carta di credito non ti chiedono il documento.
4) Il distributore di snack e merendine non è altro che un tavolo a scompartimenti con i vari prodotti ordinati e prezzati (vedi foto sopra). Puoi prendere quello che ti pare e poi mettere l’importo dovuto in una scatolina che fa da cassa.
5) A fine pasto, in mensa, devi fare di nuovo la fila. Fai scorrere il tuo vassoio: prima incontri i bidoni dei rifiuti (ovviamente raccolta differenziata), quindi metti i piatti nell’apposito vassoio, poi c’è quello per le forchette ed infine per i bicchieri. L’addetto alle pulizie prende il vassoio e lo mette direttamente in lavastoviglie… bella vita!
6) Nei supermercati non vendono superalcolici ma solo birra a bassa gradazione. Per i superalcolici occorre andare in apposite rivendite. Si trova la Baileys, Vecchia Romagna, Disaronno, Jegermaister, ma non ho trovato nè il Caffè Sport Borghetti nè (soprattutto) il Montenegro. (Twenty prendi nota: portane su un po’).
7) I vuoti sono tutti a rendere, anche quelli di plastica. Se riporti al supermercato una bottiglia, ad esempio, di Batman Cola (la Conad Cola non c’è) da 1,5 litri di danno 40 centesimi, mentre una lattina di birra da 66 cl ne vale almeno 15. Il buon Giucas potrebbe farne un mestiere, quello di bere e riportare i vuoti.
Se non hai facebook da queste parti non sei nessuno. Le feste ed il lifestyle degli studenti passa tutto dal faccialibro.
9) Nei supermercati, dopo le casse, ci sono i videopoker. Così un povero diavolo può scegliere: fare la spesa o sputtanarsi tutto con la macchinetta e stare (giustamente, si spera nell’estinzione) senza mangiare.
10) E’ tutto automatizzato. Dal portone di casa al rotolo della carta per asciguarsi le mani nei bagni dell’università.
11) Quando stai sei mesi lontano da casa ogni legame è messo, giocoforza, a dura prova. Ma sono certe prove che certificano lo spessore delle persone.
Prossimamente scoprirò certamente altre cose, altre cartoline seguiranno. Per quel che riguarda il mio lavoro all’università, ho già capito che sarà durissima. A volte la prospettiva mi incute un po’ di inevitabile timore, a volte il pensiero di riuscire in questa impresa è fonte di rinnovate motivazioni.
Guardo la partita del Milan in streaming con Sopcast, saluti a tutti, Abbiati uomo di merda.










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