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Pizza, finalmente!

October 27th, 2008 · No Comments

Ok, non sarà come quella del Ponte Vecchio, ma è pur sempre pizza. Dopo una giornata di studio al chiuso della facoltà, decido di fare due passi al fresco fino al supermercato più grande. Sarà ad una decina di minuti a piedi. Camminata serale, non piove più, tutta su piste ciclopedonali.

Entro nel centro commerciale, che un po’ strano per i nostri standard lo è. Ci sono due supermercati enormi ma praticamente uguali, di due compagnie differenti, l’uno al fianco dell’altro. Ho fatto un giro in entrambi, e vendono proprio le stesse cose. Un po’ come se l’IperCoop Lungosavio fosse nello stesso centro commerciale al fianco della Conad Montefiore.

Vabbeh, la cosa bella, che scopro magno cum gaudio, è che c’è un “Golden Pizza Buffet“. Vedo allegre famigliole che consumano gelati, patatine e soprattutto pizza. Sono in astinenza, è da una decina di giorni almeno che non la mangio. Potrei uccidere per averne.

Entro, incurante del fatto che quel locale si chiami “Buffet”. La cassiera pizzaiola mi vede e mi saluta. Provo a chiedergli semplicemente “pizza”, indicandola dietro di me, bella e già tagliata in spicchi, sul tavolo in mezzo al locale. Lei non capisce, blatera qualcosa e capisco che non parla inglese. Viene di qua dal bancone.

Ho l’adrenalina alle stelle. Mi sorride. Cazzo ridi, dammi la pizza che ho fame! Le indico la pizza, provo goffamente a mimarle il gesto di un piatto, con i risultati osceni che potete ben immaginare. Dice qualcos’altro, mi fa una domanda. Guarda là, loro mangiano, voglio anch’io quello, affermo in italiano, tanto perso per perso almeno mi sfogo. Imbarazzata continua a guardarmi.

Sto quasi per metterle le mani al collo. Voglio la pizza, è qui, a dieci centimetri da me e nel 2008, sì, con l’Europa Unita, sì, tu che non parli inglese, sì, il diverso tra noi sei tu!

Mi illumino, punto la cassa, lei capisce, e torna dietro al bancone. Otto euro e 99 centesimi, cazzo se costa la pizza. Ecco che magicamente dal cilindro estrae un piatto, un bicchiedere vuoto ed un cono per il gelato, stile panna montata che la Centrale del Latte di Cesena dà in Piazza Almerici per San Giovanni. Il cono ve lo potete anche mettere là dove non batte il sole, io adesso prendo la pizza.

Mi torna in mente Pizza Hut di Londra, ed ai racconti di Sbirimbo e dell’antropologo. Buffet, ok, faccio mente locale: posso mangiare quanta pizza voglio. Mi alzo almeno tre vole per riempire il piatto, bevo anche una roba bianca, forse soda, non saprei, sapore neutro.

Entrano due italiani, ragazzo e ragazza. Hanno i miei stessi dubbi. Chissà quanto costerà, chiede lei. Nove euro, buffet illimitato, rispondo io. Si girano e mi guardano, sorpresi dall’aiuto italiano. E’ un po’ tanto, nove euro a testa, dice lei. Vabbeh, visto che è buffet illimitato, fa lo scontrino uno e mangiate in due. Te paghi lui intanto si va a sedere laggiù. No, dai siamo in Finlandia, queste cose non si possono fare, risponde.

D’accordissimo. Però intanto stai senza pizza, se rinunci all’investimento, da parte mia invece perfettamente riuscito. I nove euro meglio spesi da quando sono arrivato ad Oulu.

E poi sono entrato definitivamente in uno dei due supermercati a far la spesa. Perchè, andrebbe detto, la spesa andrebbe fatta sempre a stomaco pieno. Credo che almeno il 50% degli acquisti fatti durante una spesa a stomaco pieno, quando cioè si mangia con gli occhi, siano sprecati. Esperienza di vita vissuta.

Live from Oulu, the Great North.

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