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Neve, sauna ed un bagno ghiacciato

November 3rd, 2008 · No Comments

Chiedo scusa a tutti i miei lettori per la pausa prolungata che mi sono preso da questo blog, ma è stato un weekend impegnativo sotto tanti punti di vista. Provo a riassumere tutto con questo post. Sarà forse un po’ lungo: per ovviare al problema cercherò di creare un sommario. Infine una richiesta: smettetela di chiedermi come sono le finlandesi. Quando uno è ingegnere resta ingegnere anche a 4mila km da casa. Se sono al pub giù in città e mi passano fior di corpivendole davanti al naso, io resto comunque affascinato dall’access point nella mensola sopra la cassa, facente parte della PanOulu, la rete wiress che copre tutta la città. Tra l’altro si tratta di un Ap 802.11n, quelli per intenderci con due antennine.

Menù del weekend

  1. Giovedì. A cena dal compagno cinese
  2. Pedro, il collega brasiliano che non aveva mai visto la neve in vita sua
  3. Sauna ed Erasmus party
  4. Ice Hole Swimming (il Novara è una buona squadra)

Il giovedì cinese. Golah, una ragazza tedesco-iraniana che ha vissuto per due settimane in appartamento con me e che lavora al nostro stesso progetto, se ne ritorna a casa, in Germania. Tutti a cena dal compagno cinese Quian (non sono proprio sicuro che si scriva così, io lo chiamo Chen, lui capisce, tutto ok). Chen mi ha anche insegnato a pronunciare la scritta in cinese che campeggia sulla mia borsa presa sulla grande muraglia. La traslitterazione in caratteri latini dovrebbe essere “wei ren min fu wu” che si legge, un po’ alla romagnola, “uei jen min fuuvuuu“. Più semplicemente, per gli amici, “servire il popolo“. Il compagno Chen è molto simpatico. E’ reduce da un anno di studio in Inghilterra, quindi da questa primavera è ad Oulu per il dottorato. In estate aveva 8 giorni di ferie, gli ha aggiunto un weekend ed è tornato in Cina per sposarsi. La Rivoluzione ha portato emancipazione in tutta la Cina, ma certi costumi, come quello che impedisce ai ragazzi di fare sesso del matrimonio, purtroppo ancora persiste. Quindi direi che è comprensibile anche il matrimonio da 11 giorni di Chen. Tra poco sua moglie verrà ad abitare con lui in Finlandia.

Pedro e la neve. Era da parecchio che Pedro si agitava, tutto il giorno a guardare il meteo, per capire quando avrebbe nevicato. Lui viene da Campinas, vicino a San Paolo, e non ha mai visto la neve in casa sua. Oggi una ragazza belga gli ha chiesto: “Ma nemmeno per andare a sciare?“. Mi si è chiusa un attimo la vena e le ho chiesto di elencarmi le famose località sciistiche brasiliane. Vabbeh, andiamo avanti. Venerdì finalmente è stato il suo giorno. Poco dopo mezzogiorno ha iniziato a nevicare. Fiocchi molto piccoli, ma che hanno subito attaccato. Quando sono uscito dall’università, verso le 6 di pomeriggio, non era teoricamente freddissimo, eravamo sui -2. Ma il vento era terribile, e la tempertura percepita si attestava sui -10°C. La nevicata è andata avanti fino a notte, ed una decina di centimetri abbondanti hanno ricoperto Oulu. Nel tardo pomeriggio salto in palestra, 45 minuti tanto per iniziare, di cyclette. Tutte le macchine sono Technogym, e due imprecazioni le ho tirate. A sera siamo andati giù in città, a vedere di trovare qualcosa da fare, anche se di Halloween ce ne fregava il giusto. Siamo andati fino al piazzale del mercato, dove c’è la statua di un bamboccio che è conosciuto come il “guardiano del mercato“. E’ tipo obbligatorio farsi una foto al suo fianco, e così è stato anche per noi. Pedro se n’è fatta fare una anche con una palla di neve in mano da mandare a casa da sua mamma… spettacolare!

Sabato sauna ed erasmus. Il sabato pomeriggio è già routine. Come per la settimana prima avevo prenotato la lavatrice e l’asciugatrice, più o meno contemporaneamente alla serie B italiana. Finite le partite e lavati i panni, è arrivato il momento della sauna, e questa è stata la vera novità. Esperienza inizialmente quasi traumatica. Avete presente una sauna finlandese? Per prima cosa dimenticate qualsiasi riferimento alle concetto di sauna da gay americano. Numero due: il bagno turco non c’entra niente. Numero tre: nemmeno quelle che si vedono nei film non c’entrano niente. Si tratta di uno stanzino davvero piccolo, tutto rivestito in legno, con alcuni gradoni, sempre in legno, per sedersi. In basso c’è una stufa, nel nostro caso elettrica, con alcune pietre roventi sopra. L’umidità è altissima. Entro e Pedro prende in mano un mestolo e con questo prende su da un secchiello un po’ d’acqua e mi dice: “Sei pronto?“. Boh, sì, dico io. Pronto a cosa, mi deve tirare l’acqua addosso? No, la mette sulle pietre, sopra la stufa, e poi si mette le mani al viso, nell’atto di coprirsi. Cazzo si copre? Lo scopro in breve. L’acqua versata sulle pietre roventi genera una vera e propria nube, invesibile ma decisamente percepibile, di umidità che pervade l’ambiente. Quando ti arriva ti sembra di bruciare, di prendere fuoco dovunque. Coprirsi il volto, la parte più sensibile, è un gesto semplicemente istintivo. Io non so cosa possano aver provato quei poveretti arsi vivi nelle esplosioni atomiche, bruciati per il calore generato dalla bomba, ma solo con questa esperienza posso intuire che non deve essere stato nulla di bello. Davvero, arriva quest’ondata e pensi di bruciare. Quando poi ho provato io a versare l’acqua, e ho un po’ ecceduto nella misura, è stato un disastro. Buttare troppa acqua significa aumentare la virulenza della nube varolosa generata. Perfetto, ripetiamo l’operazione due o tre volte, poi usciamo velocemente. Ci mettiamo un telo attorno alla vita giusto per coprirci un attimo ed usciamo fuori dal condominio, a -2, nella neve, a recuperare una birra che avevamo lasciato raffreddare. Ci sendiamo fuori così, con il corpo che fuma dal salto di temperatura, e restiamo lì seduti per alcuni minuti. Ripetiamo tutto una seconda volta. Sensazione che ancora non saprei descrivere. In ogni caso è una di quelle classiche cose che avrei detto mi sarebbero valse la morte certa. Invece sembra che sia ancora vivo.

A sera festa con gli erasmus. Conosco un paio di ragazze tedesche, si chiacchiera. C’è anche un finnico. Non so come il discorso cade sulla bancarotta dell’Islanda, e questo ragazzo inizia a raccontarmi perchè gli islandesi  sono un bel po’ incazzati con gli inglese, che è colpa loro se il paese è andato in bancarotta. Ovviamente la questione mi interessa moltissimo e gli chiedo ulteriori dettagli. Dopo cinque minuti le due ragazze che erano sedute tra noi naturalmente se ne sono già andate annoiate, ma poco importa, questa storia è molto più importante. Parliamo della Russia, della Seconda Guerra Mondiale, della Guerra d’Inverno, mi spiega che la Finlandia è l’unica nazione ad aver interamente ripagato i proprio debiti di guerra, alla Russia in questo caso, senza dover nulla agli Usa. Mi chiede come sia messa l’Alitalia, e vabbeh, vagli a spiegare tutto il casino che c’è dietro Alitalia, è troppo difficile. Parliamo di lavoro, di come sono gli stipendi in Finlandia. Io gli dico che un ingegnere al primo impiego difficilmente prende più di 1100 euro al mese, lui mi risponde che una donna delle pulizie in Finlandia ne prende 1700. Risparmio dati su altri impieghi. Cosa stranissima: lui studia fisica all’università ma lavora nel laboratorio di microelettronica. Da queste parti c’è la possibilità di assumere anche gente non qualificata per il tipo di lavoro. “Al colloquio per il posto di lavoro il capo mi faceva delle grande domande su cose di microelettronica e non sapevo nulla, eppure mi ha assunto lo stesso. Quando in seguito gli ho chiesto il perchè, lui mi ha risposto che avevo fatto il falegname in passato, e che quindi aveva fiducia che avrei saputo fare bene con tutto“. Magari è una storia un po’ enfatizzata, però il modo di ragionare è decisamente diverso rispetto all’Italia.

Ice Hole Swimming. Ed eccoci alla domenica. C’è da fare la cosa finora più pazza che abbia mai fatto. Non dico la più sciocca. Ho dedicato anni della mia vita a chi non li meritava, quella è stata una cosa sciocca. Ma pazza, nel senso… senza senso! Il bagno nel fiume freddo. Non ancora giacchiato, ma decisamente freddo, con la neve sulle rive al posto della sabbia. Ok, una volta, da piccolo, facendo il deficiente ero caduto un 26 dicembre in un torrente alpino, ad Auronzo di Cadore, ma non era stata una cosa voluta. Qui si tratta di farlo volontariamente. L’iniziativa è organizzata da Esn, Exchange Student Network Oulu, l’ente che si occupa degli Erasmus. Io non sono un vero e proprio Erasmus, ma va bene lo stesso. Ci troviamo al bus stop e, dopo aver percorso un po’ di lungofiume, giungiamo ad un baracchino con due spogliatoi ed un bar. E’ una spiaggia sul fiume, certo. Al posto della sabbia c’è la neve, ma poco importa. Io sono qui, di domenica pomeriggio mentre il mio Cesena sta affrontando il Novara, per provare questa diavoleria. Le ragazze di Esn ci consigliano comunque di tenere qualcosa in testa e possibilmente di non bagnarla, ma questo è opzionale. Ci sono anche delle ragazze, anche un paio che se la tirano non poco. Tutto il mondo è paese, queste non sono francesi ma belghe. Francofone. Cioè francesi tarocche, sempre loro comunque. Bene, tutti comunque fanno il bagno. Mi cambio anch’io, con il mio costume di +39, la mitica barca del Garda che ha partecipato all’ultima Coppa America a Valencia, con risultati desolanti, quasi come l’Avellino quest’anno in serie B. Mi faccio anche fare un filmato. Respiro bene. Via sul pontile, entro in acqua senza indugiare, mai come in questo caso chi si ferma è perduto. Urlo che il Novara è una buona squadra, e la sappiamo capire in pochi, ma fa lo stesso. Giù fino al collo, poi mi rialzo, esulto, alzo le braccia al cielo come il Pirata a Plan di Montecampione, e guadagno in fretta la riva. Mi rimetto il telo sulle spalle e resto qualche minuto all’aperto, ormai il mio corpo è talmente tanto freddo che il contatto con l’aria non produce più alcun effetto negativo. Resto qualche istante a ripensare all’impresa.

E’ solo la prima volta, non preoccupatevi. Ce l’hanno detto. Così abbiamo avuto modo di iniziare ad abituarci per farlo poi anche quando il fiume sarà davvero ghiacciato e la temperatura dell’aria -20. Freddo, eh?

Vedremo. Per il momento buon inizio settimana a tutti.

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