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Lattuca (virosa), rafaniello e Veltroni: sulla scuola classico panino all’italiana

November 4th, 2008 · 1 Comment

Il decreto Gelimini sulla scuola è legge. Bene, o meglio male. Ormai anche i sassi sanno che più che una riforma è un mega taglio a tutto e a tutti. L’unica cosa bella è che taglia 500 milioni di euro alle scuole cattoliche private. In tutta Italia, ed in parte anche a Cesena, si sono viste manifestazioni di dissenso più o meno imponenti, in opposizione alla “ratifica parlamentare” del decreto Berlusconiano. Firmato tra l’altro, da una ministra anti meridionale com Mariastella Gelmini che per diventare avvocato è andata da Brescia a dare l’esame a Reggio Calabria, sfiduciata per inoperosità ai tempi della sua partecipazione al Consiglio Comunale di Desenzano (nei pressi di Brescia), ed attualmente ministro al pari del nano malefico Brunetta.

In un momento in cui il governo Berlusconi secondo i sondaggi era ai massimi storici dei consensi, con la sinistra radicale impegnata a seguire Luxuria all’Isola dei Famosi, con Veltroni impegnato a far opposizione a Di Pietro, la protesta studentesca è parsa a tanti come qualcosa da sfruttare in chiave antiberlusconiana. Così ha cercato di fare Repubblica, così ha fatto il Pd, fino a che Cossiga non ha suggerito al governo di mandare infiltrati nel movimento per creare casini e scronti, ed allora anche il Pd si è parzialmente ritirato. Dopo aver lasciato gli studenti prendere le botte a Piazza Navona ad opera di neonazisti chiaramenti fiancheggiati dal ministero degli interni.

Ma non è questo il punto. Leggevo l’altro giorno un’interessante riflessione dell’amico Matteo Peraccini sul “ritorno degli studenti“, almeno a Cesena, e sulle stremuntalizzazioni che Sindaco e democratici fanno del movimento, mettendo però in luce una serie incredibile di contraddizioni ed ipocrisie. E allora sorgono spontane alcune puntualizzazioni, la prima relativa al livello nazionale, le altre a livello locale.

Caro Veltroni, caro Silvio. Ve la ricordate la lune di miele di Veltroni subito dopo la sconfitta elettorale? Sembrava quasi che fosse contento, salta, sorrideva, scodinzolava: “faremo un’opposizione seria e leale – affermava – pronti a collaborare con la maggiornaza. L’epoca del muro contro muro è finita”. Già, è finita per lui ed i suoi soci. Perchè incassato l’inatteso regalo Berlusconi ha giustamente, dal suo punto di vista, chiuso ogni porta in faccia a Veltroni al grido di “nessun dialogo con questa sinistra”. Walter ha portato in una larga fetta dell’elettorato italiano una cultura della sconfitta da far invidia a De Coubertin. Tanto che gli ex militanti Pd, intorpiditi da questo buonismo africanista e un po’ da prime time televisivo, si sono risvegliati un bel giorno incapaci di protestare. Non è un caso che la prima vera protesta contro il governo sia stata condotta dagli studenti, dai più giovani. I cadaveri tricolori partiti ma democratici al massimo, con copertina sulle ginocchia e stelline in brodo nel comodino, possono trepidare davanti alla vecchia tv ancora col tubo catodico per le sorti di Alitalia. Si può fare, anzi, è stato fatto.

Punto numero due: il Pd al potere. Purtroppo in alcune zone d’Italia il Pd è ancora al potere, con tutto il peggio della nomenklatura diessina in posti chiave. Matteo Peraccini sottolineava la presenza del sindaco al corteo degli studenti, abile nel sottolineare la contrarierà alle classi separate per immigrati ma silente sulla vicenda della moschea, sottile ed acuto nell’affermare che il Comune è con gli studenti ma smemorato e non in grado di ricordare l’affare McBus, che proprio a favore degli studenti non è.

Da questo punto di vista la situazione a Cesena è disastrosa. Avrete notato come in tutte le città la protesta sia dilagata ed abbia generato autegestioni, occuppazioni, ampie e prolungate manifestazioni. A Cesena solo un piccolo corteo e un’assemblea con gli universitari. A Ravenna, tanto per fare un esempio, una delegazione di Forza Italia che cercava di giustificare agli occhi degli studenti che autogestivano un istituto i tagli della Gelmini è stata giustamente buttata fuori con la forza.

A Cesena il primo vero segnale di protesta, strano a dirsi, lo si è avuto da una scuola privata, il Liceo dell’Immacolata, quello del seminario per intenderci. Forse anche per i tagli accennati alle scuole cattoliche, più verosimilmente perchè è più difficile inserire all’interno di una simile struttura rappresentanti studenteschi in quota Pd. In tutti gli altri istitui, spero di essere smentito ma al momento la situazione è questa, si pensa al massimo alla classica settimana di autogestione prenatalizia. I più vagabondi allungano le vacanze, i professori tutto sommato sono tranquilli, il preside sa che i giorni persi di didattica non sforano il monte ore concesso agli studenti durante l’anno, ed i diessini si fanno un po’ di campagna elettorale con quei pochi che scelgono comunque di andare a scuola.

Il problema è che negli altri istitui i rappresentanti studenteschi quasi sono tutti in quota Pd. Certo, bravi loro a prendere quei posti, meno bene le alternative assenti. Del resto organizzazione come i Giovani Comunisti a Cesena sono di fatto estinte. Magari ci sono ancora due o tre compagni che si danno da fare, ma la realtà è questa.

In primavera si andrà al voto per il rinnovo del Consiglio Comunale e per eleggere il nuovo sindaco. Paolo Lucchi, vincitore delle primarie novembrine del Pd e delle elezioni amministrative della prossima primavera, non gradirebbe troppo un alto livello di agitazione nel cesenate. Anche perchè in pentola bollono già altre questioni, come quella della vicenda Amadori e della Commissione secretata, che non fanno paura fino a quando restano confinate a poche decine di protestanti. O come quelle sui parcheggi (Vigne ed Osservanza). Protesta per protesta, agli occhi dei diessini sarebbe come giocare con un cerino vicino a botti piene di benzina. Meglio evitare.

Il premio. L’equivalente del coordinatore delle giovani marmotte di Cesena, come premio per il lavoro ben eseguito, si guadagnerà presto una promozione a Gran Mogol non più della sola città ma di tutte le marmotte della federazione. In aggiunta, se farà proprio il bravo, sarà portato anche in Consiglio Comunale, come consigliere ovviamente.

Gli ordini però sono precisi: niente proteste ecclatanti. Va bene urlare un po’ contro Berlusconi, ma il fine ultimo deve essere quello di fare propaganda, non opposizione.

Che poi, se questi giovini riprendono l’abitudine persa dai loro padri a protestare e scendere in strada ed in piazza, è un bel casino fermarli

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Tags: Lifestyle

1 response so far ↓

  • 1 Cesena contro la Gelmini // Nov 5, 2008 at 10:56 pm

    [...] contro il decreto legge Gelimini sulla scuola e delle strumentalizzazioni che ne hanno fatto le giovani marmotte comandate dalla verdura, ho già parlato in un precedente post. Oggi mi interessa segnalare questa iniziativa del Prc, [...]

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