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Linee guida per colpire Paolo Lucchi ed il Partito Democratico a Cesena

December 15th, 2008 · 1 Comment

La parola “colpire” nel titolo è voluta. Siccome si divertono tanto a fare le vittime, voglio dare a questi signori la possibilità di piangere un volta in più. E non mi sento di precisare alcunchè. Proviamo a vedere se il titolo di un post di un blog letto da un manipolo di cesenati può costituire istigazione a delinquere ;) .

Ok, vengo al dunque. Lo scopo di questo post è delineare alcune linee guida per la prossima quanto importante campagna invernale contro Paolo Lucchi, prossimo sindaco di Cesena. Ci attende una campagna elettore insolita, per mille ragioni. Analizziamole, con l’obiettivo di creare il più possibile problemi (saranno comunque sempre pochi) al prossimo sindaco diessino.

1. False primarie, falsa opposizione. Confartigianato e Confesercenti, quale differenza? Nessuna, due organizzazioni che puntano a creare una città a misura di cliente. Parcheggi gratuiti in centro, nessuno stop alla circolazione nè targhe alterne, negozi sempre aperti. E allora perchè Paolo Lucchi, proveniente dalla Confesercenti, e Italo Marcori, Confartigianato, dovrebbero sfidarsi in un derby fratricida? Questa sfida è fittizia tanto quanto lo sono state le primarire del Pd, con una comparsa, Ines Briganti, sacrificatasi alla causa del partito.

2. L’inconsistenza politica di Paolo Lucchi. Basta leggere il curriculm che lo stesso sindaco diessino pubblica sul suo sito personale per capire che Lucchi non ha alcuna esperienza amministrativa nè lavorativa tale da potergli far mantere con competenza la guida di una città come Cesena. Nessun titolo di studio di rilievo, appena una maturità classica senza, a quanto si legge, nessuna prosecuzione universitaria. Nessun lavoro di rilievo fuori dalla protezione del partito, nessuna esperienza a contatto con le difficoltà che ogni lavoratore, ogni famiglia, ogni studente, incontra nella vita reale.

3. Punta forte, squadra debole. Paolo Lucchi è un ologramma, un messaggio pubblicitario. Dal punto di vista mediatico sta ottenendo risultati importanti da diversi anni. Ha dietro un apparato come quello dei Ds in grado di provvedere ad ogni esigenza. In pratica un grande ufficio stampa che scrive discorsi, prepara articoli, predispone foto celebrative, partecipazioni ad eventi, gestisce il calendario. Tutto è sempre così perfetto con Paolo Lucchi. La strategia di concentrare tutte le attenzioni sul candidato sindaco ha però inevitabili rovesci: gli altri diessini, candidati al consiglio comunale o comunque in ruoli secondari del partito, sono lasciati un po’ alla deriva. Hanno una formazione politica semplicemente televisiva, una cultura da chi vuol esser milionario e zoppicano parecchio anche sui problemi della città. E’ su di loro che si deve puntare per far breccia: occorre ascoltare con attenzione ogni loro discorso, dichiarazione e proclama, perchè la buccia di banana è sempre in agguato. Metterli in scacco nei dibattiti è particolarmente facile perchè ignorano o fanno finta di ignorare i dati reali. Quindi vecchia regola militare: attaccare non nel punto di forza, ma laddove lo schieramento nemico è più debole.

4. Divisioni interne. Chi c’è dietro Paolo Lucchi? La domanda è davvero interessante. Credo di poter escludere che un futuro sindaco dalla poca esperienza quale Lucchi non abbia alle spalle forti appoggi. Sicuramente Lucchi gode del consenso di due diessini doc come Mancini e Onofri, rappresentanti di realtà politico economiche e cooperative di primo piano nella realtà cesenate. E’ su questo rapporto che si deve insistere, pur con la massima cautela e puntando sempre sull’inopportunità politica dell’alleanza. Altro capitolo: e Giordano Conti? Da oltre tre anni di fatto non è più il sindaco di Cesena. Da dopo le regionali del 2005 tutto è cambiato: a Cesena è iniziata l’era dei maxi parcheggi e delle maxi cementificazioni. Che strano. Conti è sempre stato estremamente ligio al partito, ma in certi frangenti, è facile immaginarlo, avrebbe preferito svincolarsi. Un esempio: la questione della moschea, sulla quale è stato costretto ad un poco piacevole dietrofront. Retromarcia che non arriverà sul caso Paresa: visto che la stampa local sta attaccando la Zittignani, l’ordine dall’alto è quella di mantenere l’assessore il più possibile esposto agli attacchi pubblici, in modo da essere matematicamente certi della scomparsa elettorale del Pdci alle prossime elezioni.

5. Programma spot. Ovviamente si tratta del punto più importante. Si tratta di smontare pezzo per pezzo il programma elettorale che Lucchi ed i suoi stanno costruendo. E’ come un castello fatto di mattoncini Lego: appariscente, ma alla fine, con metodo, nemmeno difficile da smontare. Tanto per rivelare tutto quello che nascondono le varie scelte da sbandierare ai quattro venti.

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Tags: Cesena

1 response so far ↓

  • 1 stefano angeli // Feb 18, 2009 at 12:02 am

    Quando leggo questi suoi interventi sulla politica locale mi preoccupo, primo perchè li condivido quasi appieno e secondo perchè io stesso non avrei saputo fare meglio!

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