Facebook? Non sono iscritto perchè in quei cosi lì io poi contatto delle gran fighe, e dopo la mia morosa guarda nel mio computer e mi scopre. Meglio lasciar perdere, mi conosco.
Un mio amico piuttosto saggio
Non c’è bisogno di essere alla ricerca di chissà quali scappatelle. La figura barbina, su Facebook, è all’ordine del giorno. Il commento non politicamente corretto che viene letto dal diretto interessato, la foto che quella persona non avrebbe mai dovuto vedere, le informazioni personali che non avreste mai voluto diffondere. Sono tanti i pericoli a cui ci espone questa nuova bestia, Feisbùc: come tutte le novità richiede il suo tempo essere digerita da tutti.
Primo accorgimento per i nuovi arrivati: disabilitare le email di notifica. Per i primi tempi va tutto bene, ma quando iniziamo ad avere un certo numero di amici, ci troviamo la casella di posta inondata da stupidi messaggi di ogni tipo di Facebook. In alto a destra, nella barra blu poco subito a destra del nostro nome, andiamo in “Settings” (io ho tutto in inglese, ma dovrebbe risultare facile trovare i corrispettivi in italiano), poi “Account settings” e verremo spediti nella pagina di controllo dell’account. Troveremo un menù principale e poco sotto la scritta “My Account” ecco un menù a linguette. La terzaa voce da sinistra è “notifications“. Cliccateci sopra e vi si aprirà una pagina con tutte le possibili opzioni relative alle email che volete ricevere. Il mio consiglio è quello di mettere tutto in “off”, cioè di disabilitare tutto. Una volta eliminata questa poderosa rottura di coglioni che è l’email di notifica, addentriamoci nel fantastico mondo delle opzioni di privacy.
Vediamo ora, come primo passo, come risolvere un fastidioso problema: quello della propagazione dei propri messaggi a persone non gradite. Mi spiegherò con un esempio. Il mio amico che vive in un museo posta una foto del vecchio vicepresidente della mia squadra del cuore. Io la commento e dico: “Ah, quelli erano tempi, mica come il pancione che c’è adesso” (ovviamente sto facendo un esempio di pura fantasia, ndr). Poi arriva un terzo, mettiamo uno che si presenta come amico di quello che vive nel museo e scrive anche lui qualcosa sotto quella foto. A quel punto, sia la foto che i relativi commenti non saranno più visibili semplicemente a me ed a quello che vive nel museo ed a tutti i nostri amici, ma anche agli amici del terzo commentatore. E se tra questi magari c’è proprio il pancione di cui sopra, ecco che si crea un casino bello e buono. Il primo consiglio è quello di procedere, in generale, sempre con la massima cautela nell’esporvi in maniera diretta su Facebook. Le probabilità che una info incriminata arriva alla persona sbagliata non sono mai nulle. Soprattutto quando commentate foto e messaggi di stato appartenenti ai vostri amici: quelli sono i più pericolosi.
Ok, sistemiamo questa cosa. Andiamo di nuovo in “Account Settings” e poi scegliamo “Privacy Settings“. Scegliamo “Profile“, dove decidere cosa condividere del nostro account. Come impostazione predefinita, le uniche cose che possono vedere non solo gli amici ma gli amici di secondo grado, ovvero quelli con i quali si ha almeno un amico in comune, sono le foto nei quali siete taggati ed i messaggi di stato. Per una privacy maggiore andrebbe diminuito il grado di libertà di queste persone e portato tutto a “Only friends” anzichè “Friends of friends“. Scegliendo poi l’opzione “Customize” potrete anche decidere di escludere solo alcuni amici in particolari dalla possibilità di vedere i vostri messaggi di stato e le vostre foto. Ciò risulta particolarmente utile nel caso in cui abbiate accettato una richiesta d’amicizia “scomoda” solo per cortesia ma non volete che si faccia completamente gli affari vostri.
Per questo primo post credo di aver già fornito abbastanza materiale. Nel prossimo cercheremo di capire come scrivere i messaggi nel “muro” (wall) di un amico: troppo spesso messaggi personali vengono lasciati nel muro pubblico e quindi restano visibili a tutti gli amici di questo amico.
Ultima raccomandazione, mai inutile, prima di chiudere: Facebook è nata come applicazione per farsi gli affari degli altri. Tanto per far sì che poi la gente non si lamenti a posteriori.
Alla grandissima.











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