E’ in stampa in questi giorni l’ultima fatica letteraria di Davide Fabbri, consigliere verde cesenate e (mi auguro) prossimo candidato a sindaco alle elezioni amministrative di questa primavera. Ho avuto la fortuna di poter leggerlo in anteprima, e di questo ringrazio Davide. Mi sono preso perciò la briga di scrivere anche una piccola recensione nel tentativo, speriamo non velleitario, di invogliare qualcuno in più a leggerlo.
Due buoni motivi per leggere l’ultimo libro di Davide Fabbri, “Il potere del cemento”. In realtà ce ne sarebbero molti di più, ma credo che questi due possano bastare per prendere in prestito un’ora del vostro tempo (poi restituita con li interessi, garantito) da dedicare alla lettura di questo terzo quaderno verde.
Il primo è più semplice motivo è perchè l’ha scritto Davide Fabbri. Cani e porci oggi scrivono libri, con risultati facilmente immaginabili. C’è l’imprenditore con la villa abusiva ma senza nemmeno un titolo di studio che smobilita l’ufficio stampa e scomoda professori da mezzo mondo per nobilitare falsissime dissertazioni sul benessere (ah già, il benessere di vivere nella megavilla). Ci sono tonnellate di politici che tentano di spacciarsi per intellettuali e per questo ricorrono ad indescrivibili sprechi di inchiostro e carta. Chiudono la cerchia quei rottami di giornalisti che tentano di trasformare in epiche odissee le proprie vacanze pagate all’Hilton in una qualsiasi zona di guerra. Poi c’è Davide Fabbri, ultimo degli estremisti. In una città come Cesena nella quale la cultura (meglio, il culto) dell’ipermercato, dei teatri verdi (di colore, eh!), del divertimentificio ha ammazzato ogni diversità, troviamo in lui l’ultima voce fuori dal coro. Hanno provato in tutti i modi, ormai, a fermarlo, o quantomeno a “redimere” questo “ecologista che sbaglia”. Querele, intimidazioni, minacce da un lato, allettanti poltrone e inviti a viscide alleanze dall’altro. Invece lui è ancora lì, che non molla, combatte, e in questi quaderni racconta le sue, che poi sono anche le nostre, lotte. Periodicamente, comprensibilmente stanco dai mille impegni, confida di voler disimpegnarsi dal suo ruolo attivo nella politica cesenate. Poi un po’ perchè sa bene che non saprebbe mai restare in silenzio, un po’ perchè tutti noi non sapremmo mai fare senza di lui, continua e rilancia il suo impegno. Ripeto: se questo libro l’ha scritto Davide Fabbri, vale la pena di leggerlo fino in fondo.
Il secondo motivo per cui concedergli in prestito un’ora della nostra vita è relativo, è correlato agli argomenti trattati nel libro. “Il potere del cemento” è un ottimo esempio di giornalismo d’inchiesta. E’ una forte denuncia, attraverso puntuali e precise descrizioni di ciò che ci sta accadendo intorno, di come il cemento si stia espandendo circondandoci e minacciando di soffocarci, per la gioia, economica e politica, dei soliti poteri forti. Esempi, resoconti e dati: la situazione del cesenate, meraviglioso angolo d’Italia strangolato da questa piaga moderna, peggiore della mucillagine che attaccava le nostre coste un paio di decenni fa, è descritta con una puntualità e precisione che sfiorano quasi il cinismo. Sotto quest’ottica “Il potere del cemento” ha tutti i requisiti per diventare il testo sacro per chiunque voglia contribuire a salvare sia la città che la campagna, attualmente risucchiati nel mortifero abbraccio del vortice cementifero.
Si tratta di un’opera che proprio per questa ragione segna una sorta di “anno zero” non solo dell’ambientalismo, bensì di tutta la politica, cesenate. Perchè da queste pagine che, accanto all’opera di denuncia, troviamo una importantissima proposta progettuale per cambiare letteralmente il volto alla città: l’Ecopiano. Si tratta di un’articolata analisi che individua 13 settori prioritari d’intervento, definendo le linee guida per un radicale cambiamento di rotta nella gestione del territorio. La sua importanza naturalmente va ben oltre a quella di una semplice bozza di intenti scarabocchiata a fine elettorali da un qualsiasi partito di maggioranza che sa già di vincere le prossime elezioni amministrative. L’Ecopiano da un lato raccoglie anni di battaglie ecologiste cesenati, dall’altro le organizza in maniera organica costituendo così uno strumento ottimale per salvare una città come Cesena ormai da anni sulla via dell’autodistruzione.












5 responses so far ↓
1 davide fabbri // Feb 12, 2009 at 1:10 am
Vi regalo l’INTRODUZIONE al libro “Cesena: il Potere del Cemento”, in uscita fra una decina di giorni.
PS dimenticavo: Stefano è un amico, non prendetelo sul serio…anche se la sua recensione mi ha un pochino commosso.
saluti ecologisti
davide fabbri
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Stop al consumo di territorio
Oligarchia e poteri forti, cemento e la fabbrica del consenso
Davide Fabbri
Cesena: il “Potere del Cemento”. Questo è il titolo, volutamente irriverente e provocatorio, che è stato scelto per questo nuovo libretto del Gruppo Consiliare Verde del Comune di Cesena. Questa inchiesta, svolta con spirito critico e serietà analitica, fa esplicitamente riferimento all’intricato sistema di potere, basato su una gestione del territorio dettata da evidenti spinte speculative.
Io sono consigliere comunale di questa città da diversi anni.
Da questa esperienza politica, ho imparato molte cose su questo sistema di potere.
Sento il bisogno di raccontare quanto sia diventata invasiva e distruttiva una vera e propria commistione d’interessi, che piega l’interesse pubblico nei confronti di quello privato.
Nell’ultimo decennio si è intensificata la pressione sui suoli, il consumo di territorio ha assunto proporzioni preoccupanti, la bellezza del paesaggio sta svanendo silenziosamente.
Abbiamo assistito ad espansioni edilizie dettate da volontà politiche e dinamiche urbanistiche di crescita urbana spinta.
Tra i problemi alla radice del consumo di territorio ci sono:
1. l’aspetto della speculazione edilizia: il fare affari, denaro per il denaro, con opere di cementificazione, compresi gli interventi infrastrutturali stradali, spesso inutili e costosi per la collettività, ai danni dell’agricoltura, dell’ambiente in generale e con un impatto prolungato sul futuro della comunità;
2. il continuo trasferimento del costo dei servizi pubblici dallo Stato ai Comuni, che non sono dotati di risorse adeguate; di conseguenza il Comune ricorre agli oneri di urbanizzazione come fonte di finanziamento dei propri investimenti, finendo con il dare il via libera alla cementificazione del proprio territorio, con sempre più aree agricole che vengono destinate ad edilizia privata, aree artigianali, commerciali e industriali;
3. il livello inadeguato della programmazione urbanistica e di tutela del territorio.
Ecco allora il “Potere del Cemento”, che costituisce un partito trasversale nella gestione del Potere, tutto intento a fabbricare con disinvoltura il proprio consenso elettorale, sulla base di illimitati permessi di costruire ai privati (cittadini e pertanto elettori).
Cesena è una città di 95.500 abitanti e si estende su una superficie di 250 km quadrati.
E’ il 68° Comune italiano per estensione territoriale.
La parola d’ordine è costruire.
A Cesena si è costruito tanto, ovunque, dappertutto, troppo e male, mettendo in atto una evidente dispersione territoriale delle abitazioni e degli insediamenti produttivi.
E non è finita: questo processo di cementificazione e di consumo di suolo è destinato a continuare.
In questo libretto si metteranno in evidenza le scelte cementificatorie del Partito Democratico, spesso devastanti per il territorio, con alleati inseparabili di Giunta Comunale, come Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, alleati incerti e inesperti sulla gestione del territorio, ma silenziosi e acquiescenti sulle scelte urbanistiche dettate dal culto dello sviluppo illimitato.
Partiti della “sinistra” ossequiosi nei confronti del “Potere del Cemento”, innocui e mai in contrasto con i potentati dell’edilizia.
L’attuale “centrosinistra” di Cesena, al potere in questa città (con i Verdi all’opposizione), ha profondamente deluso gli ecologisti, poiché non ha prodotto alcun “cambiamento di rotta” per quanto riguarda le politiche urbanistiche e paesaggistiche. Anzi, le forze di governo della città hanno sempre avuto la presunzione che il “progresso” si andava a identificare con l’ininterrotta espansione edilizia.
Sia chiaro una cosa importante, a scanso di equivoci: sulle politiche urbanistiche, le forze politiche di “opposizione” del centrodestra non sono state e non sono migliori di quelle che governano la città; tutti i partiti berlusconiani amano il fascino del “Cemento” e la proliferazione del consumo del suolo: da sempre sostengono a Cesena – e non solo – politiche urbanistiche liberiste e sviluppiste di promozione di processi di forte urbanizzazione e dispersione abitativa-insediativa.
E’ pertanto molto chiaro il motivo per cui la “febbre del cemento” non conosce ostacoli: i consensi sono larghi e trasversali.
Al contrario di tutte queste forze politiche, per noi Verdi, l’urbanistica non deve essere vista come una mera opportunità edilizia, ma come strumento per far vivere meglio i cittadini, garantendo servizi, aree verdi, tutela ambientale e alloggi a prezzi dignitosi.
I Verdi hanno cercato di stimolare un salutare dibattito etico-politico relativo ai rapporti tra mondo politico e mondo economico, per quel che riguarda le scelte urbanistiche. Hanno cioè proposto di considerare un diverso atteggiamento culturale sui problemi urbanistici ed edilizi della città, chiedendo alle forze politiche, non solo di maggioranza ma anche di opposizione, di ritrovare un profilo pubblico nelle trasformazioni delle città, sottraendole a pericolose forme di speculazione e di rendita.
Sono due le motivazioni che, a nostro parere, impongono un ripensamento.
La prima è il rapporto dell’attuale centro-sinistra con gli operatori del mercato edilizio, che oggi si chiamano immobiliaristi.
In questi ultimi anni, con le scelte sbagliate di un Piano Regolatore Generale (PRG), a nostro parere, sproporzionato e sovradimensionato rispetto alle esigenze e ai fabbisogni, si sono create enormi plusvalenze economiche nel comparto edilizio.
Il comparto del mattone nella nostra città non solo resiste alle crisi ma, anche a causa di scelte urbanistiche sbagliate, guadagna somme enormi a scapito della tutela ambientale e di un’edilizia che dovrebbe avere prezzi contenuti, e non prezzi irraggiungibili ai più.
Ma è il secondo gruppo di cause a preoccuparci ulteriormente e a rendere indispensabile l’apertura di una fase di riflessione critica.
La critica politica che facciamo all’Amministrazione Comunale di Cesena, come alla passata, è che nel campo del governo del territorio è andata avanti la sostanziale cancellazione di una urbanistica pubblica, lasciando spazio al trionfo della iniziativa privata e alla cementificazione del territorio. Questa è la ragione principale, prioritaria, per cui i Verdi sono all’opposizione in questa città: una opposizione rigorosa nei confronti della speculazione immobiliare.
Questa Giunta ha dato il via ad una unilaterale fase di contrattazione urbanistica senza precedenti con imprenditori privati. Toccherebbe al fronte progressista del centrosinistra dimostrare che esiste un altro futuro legato alla gestione del territorio.
Questo opuscolo ha anche la velleità di far accendere in città un dibattito culturale sul ruolo dell’urbanistica: le scelte cementificatorie ispirate allo sperpero delle risorse e alla crescita infinita, devono essere accantonate, sostituite con altre più eco-sostenibili.
Fermare il consumo di territorio: questo dovrebbe essere lo slogan vincente di un candidato Sindaco lungimirante e attento autenticamente alle problematiche ambientali e culturali di una città.
Si, proprio così: a Cesena c’è un certo distacco fra le volontà politiche di crescita urbana insostenibile della città, e il sapere ambientale e culturale.
L’urbanistica è separata dalla cultura ecologista di tutela del territorio.
L’urbanistica si è allontanata dalle pratiche ambientali e sociali, dalla comunità, dalle aspirazioni ad una tutela e controllo qualitativo della città.
Occorre definire un progetto di cambiamento: questo è uno degli scopi di questo libretto.
Il suolo – come tutte le grandi risorse naturali come l’aria e l’acqua – è una risorsa ambientale “finita”, limitata, non rinnovabile, che va maneggiata con cura e salvaguardata.
Il suolo svolge funzioni ecologiche insostituibili per la vita: è innanzitutto substrato fisico, chimico e biologico, permette l’espressione della biodiversità terrestre e delle relazioni ecologiche; è protagonista del ciclo dell’acqua; è mezzo di produzione per l’agricoltura.
Consumare suolo è sacrificare il benessere della nostra e delle future generazioni.
Occorre pertanto “invertire la rotta”, poiché il fenomeno del consumo del suolo a Cesena, in Provincia, e non solo, è in continua espansione.
I Verdi di Cesena chiedono da tempo di arrestare questa spinta edilizia speculativa, questa evidente degenerazione dell’attività edilizia, che ignora i rischi di dissesto idrogeologico di ampie zone del territorio, proponendo un Ecopiano: misure efficaci e vincolanti, piani di azione per l’arresto e il contenimento del consumo di suolo, la prevenzione di fenomeni di dispersione insediativa.
La nuova politica che i Verdi vogliono portare avanti deve infatti partire dal fatto che l’attuale insostenibilità è stata provocata anche dalla speculazione fondiaria.
L’urbanistica, l’arte di costruire la città, si configura come una disciplina sempre più elitaria.
A Cesena in questi ultimi venti anni (attraverso gli ultimi due Piani Regolatori: P.R.G. del 1985 e P.R.G. del 2000) abbiamo assistito, grazie alla crescente rendita fondiaria, allo svilupparsi di una economia legata all’edilizia, e tesa a “valorizzare” economicamente le aree, a realizzare interventi edificatori sovradimensionati rispetto agli effettivi fabbisogni.
Conseguenza di ciò è la forte concentrazione del “Potere” intorno ad interessi di potere e di danaro riconducibili a determinati soggetti, individuali e collettivi: una ragnatela inestricabile di potere, fra uomini politici, dirigenti pubblici, immobiliaristi, imprenditori del cemento, studi tecnici, agenzie immobiliari.
L’eccessivo consumo di suolo, la cementificazione del territorio, l’edificazione di anonimi palazzi e centri commerciali, la congestione del traffico, l’inquinamento, sono il frutto di scelte urbanistiche miopi, che consentono di realizzare una crescita ingiustificata dell’edilizia rispetto ai fabbisogni abitativi e produttivi della nostra città, con una estensione della città costruita all’insegna anche della speculazione edilizia.
I PRG della città che si sono susseguiti nel tempo hanno previsto un eccessivo dimensionamento delle aree produttive – polifunzionali e residenziali, non hanno contrastato l’aggressione edilizia da parte di imprenditori immobiliari e speculatori, soprattutto alla collina e alle zone rurali, hanno incentivato espansioni illogiche della città; in questi anni vi è stata una proliferazione di strutture edilizie incongrue in zona agricola, cemento avulso dai segni tipologici e formali che connotano il costruito del territorio rurale.
Il consumo di suolo talvolta diventa spreco: sono centinaia i capannoni vuoti nelle zone artigianali e sfitti tantissimi appartamenti (sono circa 3.500 gli alloggi sfitti censiti).
Tutto suolo sottratto all’agricoltura, senza nessun beneficio, né sull’occupazione, né sulla qualità della vita dei cittadini.
Bisogna essere molto distratti per non vedere questo fenomeno speculativo e degenerativo di aggressione edilizia immotivata al territorio: anziché privilegiare il recupero del patrimonio edilizio esistente, anziché realizzare i necessari parchi urbani, anziché limitare al massimo la nuova edificazione e concentrandola in aree già compromesse e urbanizzate, si sono realizzati e sono in previsione la costruzione di interi nuovi Quartieri, con centinaia e centinaia di nuovi alloggi a prezzo di mercato, come per l’area del Quartiere “Novello” dell’ex Mercato ortofrutticolo, e per il comparto di Via Piave – via Europa, con edifici-condomini ad alto impatto ambientale.
Le zone agricole e collinari sono da qualche anno oggetto di “svillettamento”, utilizzando una turbata per aggirare la legge: l’escamotage del “permesso di costruire” per casa rurale (che di rurale ha solo il nome), con manufatti edilizi che fanno soltanto la gioia degli architetti.
Il Piano Regolatore non attua una politica urbanistica di tutela delle valenze ambientali, soprattutto nelle zone rurali e collinari, non pone forti vincoli di inedificabilità delle zone collinari più pregiate e pertanto non interviene con una netta tutela, sia per ragioni di natura paesaggistica che per ragioni di fragilità del territorio.
Il consumo del suolo è dovuto non solo ad una urbanizzazione tradizionale (trasformazioni urbane – residenziale – produttivo – polifunzionale), ma anche di strade, di infrastrutture viarie che porteranno alla paralisi del traffico, ad un incentivo ulteriore all’uso smodato dell’auto privata, come le progettate Bretella (Secante-Ponte Pietra, via Assano-Casello Autostradale) e Gronda (da S.Egidio a via Assano), la nuova via Emilia Bis, la nuova E55: altro spreco di risorse pubbliche.
Le nuove norme comunali di bioedilizia, bioarchitettura, risparmio energetico, inserite nel Regolamento Edilizio Comunale, volute fortemente dai Verdi, corrono il rischio di essere marginali rispetto alla filosofia generale di gestione impattante del territorio, improntata fino ad ora a far realizzare i massimi livelli di rendita fondiaria ai proprietari delle aree. La mia speranza è quella di vedere un risveglio delle coscienze nella mia città.
Un risveglio culturale di cittadini attivi, fortemente motivati a difendere il proprio territorio, per cercare di impedire nuove ferite all’ambiente e al paesaggio, per cercare di diffondere una idea diversa di città e di modernità.
Il mio auspicio è che questo libretto non venga snobbato, e che, al contrario, possa essere utile a questo necessario risveglio collettivo.
2 davide fabbri // Feb 12, 2009 at 1:30 am
In questa notte insonne, dimenticavo di scrivere una cosa per me importante: ho accettato di candidarmi nuovamente a Sindaco per Cesena alle prossime elezioni amministrative di giugno 2009.
Lo faccio per Stefano e per tutti quelli che mi hanno chiesto insistentemente di non mollare; la mia stanchezza e le ore non dedicate al sonno e al riposo, mi avrebbero dovuto imporre altre scelte…
Continuerò allora – con le forze che mi rimangono nel corpo e nelle viscere – nel denunciare la collusione palese fra potere economico e potere politico, o meglio la degenerazione affaristica di una certa “sinistra”: PD – Rif Com- PDCI
Per fare tutto questo occorre generosità, coraggio e coerenza: spero di non essere isolato in questa mia missione laica, libertaria ed ecologista…
L’importante è continuare ad essere scomodi e rigorosi nei confronti del POTERE, ostinatamente intransigenti, anche con se stessi…
Non mi resta che darvi il consiglio di buona lettura a CESENA: il POTERE del CEMENTO: la politica condizionata da un intricato sistema di potere economico…
In regalo a tutti gli interessati una copia del libro, in uscita fra una decina di giorni…
davide fabbri
tel 348.7692736
e-mail. davide.fa@virgilio.it
http://www.virgilio.it
un abbraccio
davide fabbri
3 eventi a napoli // Feb 23, 2010 at 10:28 pm
volevo solo farvi i miei più sentiti complimenti per questo ottimo blog!!!
4 Burraco // Mar 1, 2010 at 10:13 pm
Il giornalismo di inchiesta negli ultimi anni è stato permeato dai giochi di potere che hanno comunque ridotto la fiducia dei lettori anche negli scrittori di inchiesta. Ottima recensione e soprattutto ottimo lavoro. W la Gabanelli e tutti coloro che denunciano rischiando la pelle.
5 Ristorante Agriturismo Avellino // Nov 22, 2010 at 4:40 pm
I miei + sentiti complimenti questo è proprio un ottimo blog.
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