Come di consueto, ecco in anteprima il mio contributo per il prossimo numero di Cesena1940, in distribuzione presso lo stadio Dino Manuzzi domenica prossima 22 febbraio 2008, in occasione della sfida tra Cesena e Legnano.
CESENA. Mamma mia, il primo posto. Sapete, dalle parti di Cesena ormai non ci ricordavamo nemmeno più com’era fatto. Ci sentivamo ormai come i dirigenti del Pd, abituati a guardare solo gli altri vincere. Per ritrovare i bianconeri al primo posto così avanti nella stagione si deve tornare almeno al 1998, alla prima stagione in Serie C dopo più di una trentina d’anni di gloria tra A e B.
In panchina c’era Corrado Benedetti ed in campo delle leggende come Alessandro Bianchi e Massimo Agostini, oltre alle giovani promesse Claudio Rivalta e Gianni Comandini. Eppure quel primo posto arrivò in modo non naturale, con il Livorno penalizzato per una serie di tragicomiche vicende. Il Cesena lo consolidò poi sul campo, ma fino all’ultima giornata quel bolognese di Stringara, allenatore dei labronici, urlò di rabbia. Oggi urlano di rabbia solo i vecchietti ultras della tribuna di Lecco, frustrati da una vita trascorsa tra le nebbie di una città così anonima che talvolta sembra Veltroni. Urlano perchè non possono fare altro: il Cesena, magari con un pizzico di fortuna, come raccontato da tutti i presenti, ha vinto. Non rubato: quelle cose e questi termini li lasciamo alla Juve di Moggi o al Team Onestà. Il Cesena ha vinto perchè ha il carattere da capolista, e ha dimostrato di saper capitalizzare al meglio anche la minima occasione.
Mamma mia, il primo posto. E’ davvero bello, è una sensazione piacevole. In realtà ancora non riusciamo a gustarcelo appieno, visto la concomitante presenza in cima alla classifica della Reggiana che, in virtù del doppio successo negli scontri diretti, ci toglie un po’ di serenità. Eppure è un cambio di prospettiva non da poco per chi lo scorso anno si era abituato a guardare tutti dal basso verso l’alto. In questi casi servirebbe una battuta all’Adriano Celentano: “Il meno è fatto” (cit. il Burbero, 1986). Il meno era scalare questa impervia montagna che è la serie C, a costo di tanti sacrifici, tra i quali l’abiura di quel progetto giovani lanciato con un po’ troppa foga questa estate. Bisoli con il passare del tempo ha avuto il grandissimo merito di saper correggere sia i propri errori iniziali che quelli della dirigenza, dimostrando un’umiltà fuori dal comune per un allenatore.
Adesso viene il bello, la prova più difficile dopo aver conquistato la vetta: conservarla fino alla fine.
Perchè mamma mia, è davvero bello il primo posto.











2 responses so far ↓
1 Giovanni // Feb 17, 2009 at 8:58 am
Il Cesena è tornato dopo tanto tempo al primo posto e la Gazzetta dello Sport mette in prima pagina il caso Adriano.
Incomprensibile.
2 ally // Feb 19, 2009 at 10:58 pm
e muoio di vertigine…
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