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Comunque vada, grazie Cesena

April 13th, 2009 · No Comments

Beh, ho passato una pasqua un po’ di merda, per colpa di questo fottutissimo pallone. Due gol a Monza che più che due schiaffi sono stati due pugni nello stomaco. Tre giorni per riprendermi e poi, ecco il bello di amare questa squadra, sono già pronto per ripartire. Per pensare al Venezia, ospite al Manuzzi, domenica prossima. Questo è il segreto: si perde, si soffre, ma basta poco e siamo di nuovi pronti a ripartire.  Ecco in anteprima il pezzo per il prossimo numero di Cesena1940.

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CESENA. Due schiaffi e tutti a casa, alla faccia della buona pasqua. L’uovo è stato parecchio indigesto per il Cesena, che in soli 45′, quelli del primo tempo brianzolo, ha gravemente compromesso l’intero campionato. Non è ancora detta l’ultima parola, ovvio, ma l’ottimismo, più che il profumo della vita, in questo caso è la notte della ragione. Non ci sono motivi per essere ottimisti, non uno. Non per questo si deve smettere di lottare, perseguendo invece con massima determinazione quello che resta un obiettivo ancora possibile.
Ora però conviene fermarsi un attimo e chiedersi: ma è giusto criticare questa squadra dopo la debacle lombarda? Tutta la vita dico no. Alzi la mano chi, più o meno un girone fa, ai tempi del tracollo del Penzo, non avrebbe firmato per vedere il Cesena a tre punti dalla vetta della classifica un girone dopo. Nessuno ci avrebbe creduto, in pochissimi ci speravano. Comunque vada, considerando i play-off ormai in cassaforte, i ragazzi di Bisoli hanno compiuto un grande campionato. Sarebbe certamente opportuno che l’opera si concretizzasse in un salto di categoria, per rimanere solo con l’inutile gloria dell’onorevole sconfitta: nessun tifoso avrà in ogni caso il diritto di rimproverare alcunché a Bisoli ed ai suoi ragazzi.
Non possiamo dimenticare due elementi imprescindibili per qualsiasi analisi. Il primo: il Cesena ha dovuto fare i conti con pesanti vincoli economici, in gran parte ereditati dalla precedente gestione in serie B, in parte dovuti al giusto rispetto delle regole. Altri sicuramente non l’hanno fatto (non faccio nomi, do solo qualche indizio: una squadra biancoverde, campana e con il presidente strettamente legato al mondo della politica questa estate, una squadra biancoblu lombarda aiutata da un ex dirigente bianconero pelato e famoso per le sue schede telefoniche slovene): non importa, il Cesena è giusto che sia diverso.
Punto numero due: questa squadra per il 70% è frutto della casualità piuttosto che di una intelligente pianificazione estiva. Fortuna? Anche ma non solo. La bravura dell’allenatore nel saper creare una squadra vincente da un gruppo molto eterogeneo è quasi stupefacente. Ma se si considera che Biasi e Lauro hanno disputato quasi tutto il ritiro di Castrocaro in cerca di una sistemazione, che Sacilotto e De Feudis erano stati messi sul mercato, che Giaccherini è rimasto per esplicita volontà di Bisoli, che Ceccarelli terzino è stata un’altra invenzione del tecnico di Porretta, che dei tanti giovani sulla carta titolari è rimasto il solo Ravaglia nell’undici iniziale, è facile allora capire come il Cesena di Aprile 2009 sia piuttosto diverso da quello concepito dai dirigenti bianconeri nell’estate 2008.
Questa squadra ha già dato tanto. Ora ha l’imperativo morale di perseguire la promozione fino all’ultimo secondo di campionato o di play-off, sia chiaro: ma comunque vada sarà vietato mettere la croce addosso a questo gruppo.

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