“Vi diamo
Rutelli, Prodi, D’Alema e Bertinotti
Vuje facite ‘nu forfait
Ma dateci a Chavez!
Se ci mettete il muso
Noi vi diamo anche Caruso
Lo mettete nel forfait
Ma dateci a Chavez!”
Parliamo di Chavez, questo grande, grosso, brutto e cattivo presidente venezuelano. L’ennesimo spunto di discussione su questo personaggio arriva da una campagna pubblicitaria per difendere la libertà d’informazione. Ringrazio l’antropologo per la segnalazione. Il committente è tale “International Society for Human Rights” la quale ha lanciato una campagna denominata “mouse”, ovvero “topo”. Sono ritratti tre leader certamente non allineati con l’asse Usa-Eu, ovvero Mahmud Ahmadinejad, Raul Castro e proprio Hugo Chavez. Tutti e tre sono ritratti, ovvio fotomontaggio, nella tipica posizione femminile di paura e repulsione espressa alla vista di un topolino. Con l’unica, ironica, differenza, che al posto del topo vero e proprio c’è un “mouse“, ovvero lo strumento che accompagna le nostre escursioni in internet. Il messaggio è chiaro: i tre “dittatori” sono atterriti dalla libertà che la rete può portare nei rispettivi paesi.
Non conosco per nulla questa ISHR, probabilmente una delle tante metastasi di quel tumore che è la cooperazione internazionale, nè mi interessa replicare alle solite, trite e ritrite, accuse mosse ai tre leader in questione. Il punto è un altro: facile capire perchè attaccare Castro (Cuba è da sempre una spina nel fianco degli Usa) ed altrettanto semplici da comprendere sono i motivi che portano ad attaccare il capo iraniano (petrolio e controllo del medio oriente). Ma perchè Hugo Chavez?
Facile attaccare Cuba e Iran, paesi nei quali comunque chi è al potere vi è arrivato, pur con le dovute differenze, con la rivoluzione, non con le elezioni. Ma Chavez? Che ha costruito il suo successo solo attraverso il ricorso alle urne, attraverso elezioni per nulla truccate, non solo certificate dagli osservatori internazionali, bensì dalla stessa storia. Non è mai capitato, in un presunto regime, che il leader dominante perdesse infatti delle elezioni (nello specifico: un referendum) truccato a proprio favore. Nemmeno il miglior Veltroni riuscirebbe a mettere in campo cotanta incapacità.
Allora perchè attaccare Hugo Chavez? Che al mondo non si trovino proprio, sembre coerentemente al punto di vista borghese-occidental-conservatore, bersagli migliori da far oggetto di una campagna a favore della libertà di informazione? Per esempio, la Cina e Repubblica Democratica Popolare di Corea? Oppure la Birmania, o l’Uzbekistan? O il Pakistan di Musharraf, generale al potere grazie ad un golpe? Oppure, perchè no, la stessa Italia, con i disegni di legge Prodi-Levi, Carlucci, e compagnia bella. E’ chiaro che una campagna pubblicitaria contro la Cina, o contro la Russia, farebbe più presa e più effetto, per pubblicizzare e sensibilizzare la gente sulla libertà di espressione attraverso internet (ci sarebbe poi da discutere anche su questo, su cosa accade in Russia e in Cina, ma sarei off topic).
Perchè mai Chavez? Perchè quella che apparentemente sembra essere una campagna per la libertà in rete, di fatto si trasforma in una campagna anti-chavista?
Su questa domanda è opportuno inserire una ulteriore considerazione, relativa al rapporto tra la sinistra italiana, europea ed in generale occidentale, ed Hugo Chavez. Perchè, mi chiedo, sono proprio quelli di area Pd e fratellini e fratellacci, quelli più accaniti contro il presidente venezuelano? Perchè non sono quelli del Pdl o della destra di governo (la Spagna è un caso a parte, visti gli stretti rapporti politico-sociali-culturali che ha con l’America Latina) ad attaccare Chavez? Credo che la risposta sia fortemente correlata con le domande precedentemente poste, non dimenticando che il mondo delle necrosi (il curandero mi perdonerà per un così improprio uso di termini medici) cooperanti è a doppio filo legato o con quello della sinistra moderata o con quello religioso.
La realtà è che il militante medio (ma neppure quello ai piani alti) del Pdl non sa nulla o quasi di Chavez. Gli basta avergli appioppato l’etichetta di “comunista” e non c’è nemmeno bisogno di discuterne. Dalle sue parti trova convergenza assoluta. E’ sull’altra sponda che avviene qualcosa di sorprendente. Persino il segretario della sconosciuta Unione Comunale di Mercato Saraceno dei Ds (ora Pd) ti sa dire che Chavez è un dittatore. Nella campagna più sperduta, tra mille problemi legati al calo del rendimento dell’agricoltura ed al dissesto idrogeologico del suolo, nelle sezioni si insegna che Chavez è un dittatore. La stessa risposta la si ottiene se si prova ad instaurare una conversazione con qualche militante della Sinistra Giovanile, o come si chiama adesso.
Tutti contro Chavez. Anche un po’ di fagioliani-bertinottiani-vendoliani ce l’ha con l’Hugo. E cosa può aver fatto di tanto male il lupo-Chavez?
Per quanto lunga ed articolata sia stata questa analisi, la risposta credo sia semplice ed immediata. Chavez ha dimostrato che il socialismo non è morto e che si può ancora applicare, con enormi benefici per tutta la popolazione. Che poi stia riuscendo nel suo intento passando per la normalmente perdente via elettorale, aumenta ancora di più il disagio della sinistra europea ed italiana, vittima della mendace chimera dell’eurocomunismo e orfana di idee, di progetti e di futuro.
Già, fa davvero paura questo Chavez. Uno di sinistra che fa cose di sinistra.












0 responses so far ↓
There are no comments yet...Kick things off by filling out the form below.
Leave a Comment