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Di Placido è grande e la Celletti è il suo profeta

June 12th, 2009 · 3 Comments

Lettera aperta a Luigi Di Placido

Gentile consigliere,

ho letto, non senza sorpresa, il tuo commento al post di ringraziamento per Davide Fabbri. Visto che mi offri più di uno spunto di riflessione, ne approfitto per risponderti con un nuovo post per rispondere. Purtroppo al momento posso farlo solo tramite questo blog vista la mia permanenza all’estero. Tra un paio di mesi sarà nuovamente a Cesena e raccolgo più che volentieri l’invito al confronto. Sarà più un piacere dialettico che altro, vista l’insanabile divergenza di vedute, ma non per questo mi sottrarrò.

Punto primo: ti lamenti perchè ho definito la tua coalizione il peggio che potesse offrire la tornata elettorale. Tu lo definisci addirittura un insulto, quando lo potresti quasi prendere come un complimento. Non penso che tu sia interessato a ricercare consenso tra le persone a cui immagino di rivolgermi quando scrivo su questo blog. Di cosa ti sorprendi o lamenti? Tra la tua proposta di ronde e tutto il bagaglio di xenofobia e razzismo che porta in dote la Lega Nord, come altrimenti avrei dovuto classificare la tua alleanza elettorale? Chi altrimenti rappresenterebbe il peggio? Il povero Lucchi-bis, al secolo Italo Macori, triste fotocopia del neosindaco cesenate? Il simpatico Stefano Angeli, pur appesantito dalla supporto della rumorosa Laura Madrigali, terrore di Facebook? O il sacrestano Prati, così invisibile in campagna elettorale ma così abile nel passare in rassegna tutte le parrocchie del comune? No di certo. Guardiamo invece agli eletti della Lega Nord: transfughi politici, provenienti da altri partiti nei quali non trovavano la giusta collocazione, che grazie a slogan da ventennio si sono guadagnati una poltrona a Palazzo Albornoz. Quello è il peggio. Per la prima volta due leghisti in Consiglio comunale a Cesena. Questa è per il momento la vera emergenza di cui occuparsi.

Punto secondo: la facilità con cui ha svenduto un secolo e mezzo di storia repubblicana, di lotte ed ideali, è sorprendente quando esecrabile. Ideali e storia sacrificati sull’altare di un estemporaneo progetto politico, poi fallito, di cui parlerò al punto tre. Lo faceva notare l’amico “Joe Strummer” in uno dei commenti precedenti. Anticlericali repubblicani alleati di clericofascisti (e sionisti, aggiungerei, vista la presenza della Celletti), Mazziniani con secessionisti, dilettanti della politica con eredi di una delle più antiche tradizioni italiche. Una curiosità: ma dentro la sede del Pri ce l’avete ancora il ritratto di Garibaldi? Le fate ancora in quella sala le riuonioni? Non lo so, nemmeno il buon Guidazzi era arrivato a tanto.

Punto tre: il progetto politico, per quanto ben costruito a livello di marketing e facente leva sulla forza della Lega, è finito ko proprio per colpa (io direi per merito) dei vecchi elettori del Pri che hanno bocciato l’alleanza con i crociati. Con qualche decimo in più rosicchiato all’astensione e al Pd, a favore del tuo partito, avresti portato Lucchi al ballottaggio, ricevendo poi in dote il 20% di Macori e Angeli, arrivando quasi a giocarti la poltrona di sindaco. Scenario che, per quanto detesti il bello giovane ed abbronzato Lucchi, mi fa ancora rabbrividire.

Punto quattro. Ma i repubblicani non erano antifascisti? E tutto questo puntare, o meglio alimentare, le fobie della gente sul tema della sicurezza, non induce forse a truci ricordi?

Passate le elezioni, come è ovvio, anche i tuoi toni si abbasseranno. L’avevo già scritto in qualche post sul ilPassatore, la proposta delle ronde cadrà nel dimenticatoio, e per un tre o quattro anni il principale probelma di Cesena tornerà ad essere quello delle multe in centro, nel fine settimana. La Celletti continuerà a prodursi nelle sue improbabili filippiche nel tentativo di emulare qualche altro scienziato leghista di più altro livello, e il marketing del Pd continuerà a vendere la migliore immagine della nostra città.

Ciò non toglie che la tua coalizione sia stata il peggio del peggio della tornata elettorale. Non combattuta a dovere perchè, almeno da parte mia e da quell’orgoglioso zero virgola percento con il quale mi trovo in sintonia, non eri tu il nemico politico numero uno, bensì il cooperativo Lucchi. Però non mi sottrarrò mai dal definire razzista quella coalizione, visti i principi del partito più rappresentativo: tu lo puoi prendere come un insulto, per me è un semplice dato oggettivo.

*Nota di chiusura per spiegare il titolo, di cui mi compiaccio e non poco. Pur sapendo di non possedere nè la classe nè l’acqua necessarie per scrivere qualcosa di meglio (la classe non si compra al supermercato, soleva ripetere il compianto Adriano De Zan), ho voluto omaggiare le meravigliose giravolte del Pri di Di Placido con una frase del giravoltato Giovanni Lindo Ferretti, a sua volta omaggio del giravoltoso colonnello Gheddafi. Perchè la coerenza paga sempre.

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Tags: Cesena

3 responses so far ↓

  • 1 Paolo Marani // Jun 13, 2009 at 11:55 am

    Certo non pienamente condivisibile nei toni e nel livore dimostrato…. ma come analisi politica questa di APO mi sembra davvero azzeccata e meritevole di qualche riconoscimento di verità.

    Era talmente ovvio che l’accordo del PRI con la lega era legato più al mito della vittoria a tutti i costi che a reali convergenze, che in effetti non ha imbrogliato nessuno salvo qualche distratto e invasato elettore. Mi dispiace solo per la lista civica di Manno che ci è finita tristemente stritolata in mezzo, brutto debutto che ne sancirà la morte perenne e prematura.

    Chi era convintamente legato agli ideali repubblicani, ha ovviamente inorridito di questo imbarbarimento innaturale, ed alla fin fine con il senno di poi mi sembra evidente come l’”effetto ronda” abbia allontanato più elettori di quanti ne abbiano avvicinati le suadenti proposte xenofobe e giustizialiste.

    Penso che DiPlacido, da persona seria e intelligente quale lui è, non avrà difficoltà, sempre con il senno di poi, a riconoscere che ha compiuto davvero un errore madornale, difficilmente recuperabile nei confronti dei suoi elettori storici più affezionati.

    Caro DiPlacido, scoprirai che con la Celletti avrai meno a che spartire di un leghista con la bandiera della mauritania. Semplicemente “non c’azzecca”. E Lucchi il “cooperativo” ora se la ride….

  • 2 Franz // Jun 13, 2009 at 1:39 pm

    Sev, la tua classificazione di amico/nemico farebbe impallidire Carl Schmitt…

    Ad ogni modo: la campagna elettorale della coalizione guidata da Di Placido è stata durissima, ai limiti dell’attacco personale. Giocandosi la carta della violenza (verbale), a mio parere molti voti dei repubblicani doc si sono volatilizzati. Il Pri è sempre stato un partito moderato, non di sinistra, ma nemmeno spostato così a destra come è stato fatto a Cesena. I repubblicani hanno scelto di cavalcare la Lega per una mera questione di voti, non si venga a sostenere che c’era accordo a livello di programma. Non mi sembra un buon motivo: se Forza Nuova fosse stata d’accordo sul programma sarebbe stata inclusa nella coalizione?

    I nodi come al solito sono venuti al pettine. Il Pri è al peggior risultato di sempre, la Lega ha aumentato i consensi e porterà due consiglieri a palazzo Albornoz. C’è di che rabbrividire.
    Ma i brividi passano quando penso che tra poco Cesena avrà una bella Moschea. E me li immagino tutti, consiglieri, blogger, politicanti, a schiumare di rabbia contro “i negri”, “i marocchini”, pronti ad afferrare carta e penna per vedere se un quotidiano locale, diciamo uno che ha a cuore le ragioni dell’Occidente, magari trova un trafiletto per dare loro quello spazio che, sinceramente, non meritano.

  • 3 curanderozapatista // Jun 17, 2009 at 11:47 am

    D’altra parte lanciare una campagna sulla sicurezza a Cesena significa aver pianificato tutto su un tavolino ben imbandito (?) magari in uno dei quei locali che sono culturalmente rivolti a LDP. Una selva di gambe e braccia figlie di papà con la cilindrata duemila sotto il culo e/o operai mangiamerda riscattati su facebook perchè contro la moschea. Quindi non posso fare altro che concordare sul fatto che la lista di LDP fosse ciò che di peggiore potesse offrire questa tornata elettorale.
    Per fortuna che esistono, pure in lande così desolate come Cesena, sacche di uomini e donne che vanno in giro per il mondo, mai a caso, ognuno con la propria professionalità, che studiano e lavorano per risolvere i problemi senza la tentazione di volerli bruciare nè tanto meno senza bisogno di iscriversi al McPD. Abbiamo già vinto.

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