Quando vedete uno di quei politici che governano la nostra regione, che poi regione non è, fermatevi un attimo. Pensate alla loro storia, alle loro parole, al ruolo che ricoprono, alle loro responsabilità ed a quello che stanno facendo. Pensate a Vasco Errani, presidente della regione Emilia-Romagna, già nel Pci a partire dagli anni ’80 e poi sempre nel partito, Pds, Ds e Pd; pensate all’assessore regionale alle Attività Produttive Duccio Campagnoli, “entrato giovanissimo nel sindacato Cgil“, quindi segretario regionale Fiom e naturalmente Pds-Ds-Pd; pensate alla presidentessa dell’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Monica Donini, rappresentante di Rifondazione Comunista, cattolica e proveniente dai “Cristiani per il socialismo“. Pensate a tutti loro e se mai vi dovesse capitare di incontrarli per strada, non fate cogliere da timori riverenziali: se gli sputate in faccia fate solo bene. Perchè? Le risposta è nella foto sottostante.

Bambino libanese assassinato da Israele, estate 2006 (qui altre foto)
L’Emilia-Romagna, intesa come ente politico-legislativo, è fieramente complice di Israele e dei suo massacri high-tech (ma i cadaveri sono quantomai tradizionali) in Palestina, Libano e prossimamente, probabilmente, nel resto del medio oriente.
“Emilia-Romagna complice delle politiche coloniali d’Israele“, è il titolo di un recente comunicato del Comitato Palestina di Bologna.
A partire dall’Accordo del 13 giugno del 2000 stipulato a Bologna, regioni come l’Emilia Romagna hanno avviato progetti congiunti con il MATIMOP, Centro Industriale Israeliano per la Ricerca e lo sviluppo, dipendente dal Ministero dell’Economia israeliano. Nel corso del 2008, ad esempio, la Regione Emilia Romagna ha siglato un accordo con il Matimop, finalizzato a varare un bando che prevede un finanziamento di 800mila euro, dei quali il 50% dall’Italia, per sostenere progetti congiunti hi-tech tra imprese della regione e aziende israeliane.
Il comunicato fornisce poi un link che rimanda al sito della giunta emiliano-romagnola (link). La pagina è una di quelle sotto competenza di Duccio Campagnoli, datata ottobre 2008, e spiega fieramente alcuni aspetti (desumo i principali) dell’accordo emiliano-sionista. Vengono fatti anche due nomi: Weizmann Institute di Rehovot e Technion di Haifa.
Non è difficile fare una veloce ricerca in rete per scoprire che il
Il Weizamnn Institute sin dalla sua fondazione è stato un importante centro clandestino di ricerca e sviluppo per armi nucleari, chimiche e biologiche a nome della struttura militare di Israele con il quale ha stretti legami. E’, pertanto, una delle tante istituzioni accademiche in Israele che sono in collusione con lo stato di violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani palestinesi, e che sono oggetto di boicottaggio accademico dalla Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI) [Ref: Electronic Intifada].
E’ comunque molto facile trovare altro materiale relativo alla storia di questo istituto: questo (link) è solo un secondo esempio.
E poi c’è il Technion, Israel Institute of Technology, proprio recentemente balzato anche alle cronache italiane per aver sviluppato il “serpente robot“, descritto con entusiasmo dai media nostrani (ma per spiare Hezbollah ed Hamas, specificano i pennivendoli).
Lasciamo ora per un attimo la pagina sul sito della giunta regionale, e torniamo al comunicato del Comitato Palestina di Bologna.
I progetti concernono attività di ricerca e sviluppo tecnologico in varie aree interessando anche micro e nanotecnologie necessarie allo sviluppo dei sistemi d’arma israeliani. L’ultimo massacro nella Striscia di Gaza, ad esempio, che ha ucciso 1500 palestinesi e provocato più di 5000 feriti, riducendo Gaza in macerie e costringendo la popolazione a condizioni di vita disumane, è stato realizzato con armi “misteriose” basate su nano sistemi (link al servizio di RaiNews24 su questo tema) utilizzando la popolazione civile bombardata come cavia.
Del resto la foto in apertura di post testimonia proprio una delle tante vittime di questa guerra high-tech e non convenzionale. Sul tema è disponibile anche un grande reportage di Fulvio Grimaldi sulla guerra in Libano. Sempre in rete si trovano altri validi documenti sull’utilizzo di nanotecnologie da parte dell’esercito sionista.
Ma non è finita: questi signori pensano anche a lavarsi la coscenza. Del resto devono pur farsi votare da altri “compagni”, no?
Dall’anno 2005, inoltre, la Regione Emilia Romagna versa 400mila euro ogni anno nelle casse israeliane per finanziare il progetto “Saving children – la medicina al servizio della Pace”, con il quale Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Friuli Venezia-Giulia, Piemonte, finanziano la sanità israeliana per… curare i bambini palestinesi. L’accordo sottoscritto tra le Regione Emilia Romagna e il Peres centre for Peace per il triennio 2005-2007 e rinnovato sino al prossimo anno, si prefigge come obiettivo quello di “fornire ai bambini palestinesi, che pagano il prezzo più alto della guerra e della violenza, un’assistenza medica e di riabilitazione appropriata…”, di “promuovere il dialogo e l’incontro tra palestinesi e israeliani”, di “dimostrare i benefici della cooperazione umanitaria … al fine di promuovere la pace nel territorio”. Tali obiettivi ci sembrano quantomeno vuoti, quando non subdolamente ipocriti e adatti a legittimare l’occupazione della Palestina consolidando una situazione di sudditanza e dipendenza dei palestinesi da Israele. Non si comprende, infatti, perché tali finanziamenti non siano elargiti direttamente alle strutture sanitarie palestinesi; tra i firmatari dell’accordo non siano coinvolti organismi palestinesi. Le strutture ospedaliere israeliane partecipano al progetto applicando la riduzione delle tasse fino al 50%!!!! Non è chiaro, quindi, con quale somma Israele contribuisca al progetto, e non si comprende, inoltre, perché lo Stato OCCUPANTE di Israele, che dovrebbe salvaguardare la salute della popolazione del territorio occupato a proprio completo carico (IV Convenzione di Ginevra), sia addirittura aiutato economicamente a speculare su coloro “che pagano il prezzo più alto della guerra e della violenza” [REF] .
Ed in effetti, tornanto al sito della giunta emiliano-romagnola, si legge:
In rappresentanza della Regione, l’Assessore Campagnoli, potrà constatare direttamente i frutti del lavoro svolto dal Centro per la cooperazione decentrata della Regione a Gerusalemme attraverso incontri con i rappresentanti delle ONG regionali che operano sul territorio. È previsto inoltre un incontro a Tel Aviv con il Peres Center che coordina il progetto interregionale “Saving Children” che permette a bambini palestinesi di curarsi in ospedali israeliani grazie ai fondi e alle competenze tecnico-scientifiche messe a disposizione da diverse regioni italiane tra le quali anche l’Emilia-Romagna.
Netto, inappellabile oltre che assolutamente condivisibile il commento finale del Comitato Palestina Bologna:
Le politiche messe in atto da Israele perseguono il chiaro obiettivo di annichilire fisicamente e psicologicamente la popolazione palestinese mediante le ben note azioni criminali che contraddistinguono lo stato israeliano: occupazione, distruzioni e massacri. Collaborazioni economiche, analoghe a quelle messe in atto dalla regione Emilia Romagna con le strutture israeliane, rappresentano un pericoloso finanziamento complice di questa politica distruttiva e colonizzatrice.
Morale: pensateci due volte prima di votare di nuovo questi signori, nonostante si nascondano dietro lo scudo delle parole “sinistra” o addirittura “comunista”. Ma soprattutto pensateci due volte prima di incontrarli per strada.











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