Che abbiamo un cuore grande così non è certo una novità. E’ qualcosa di splendido, qualcosa difficilmente descrivibile a parole. Ci sono persone tristi che tifano Juventus, Inter e Milan, e poi ci siamo noi. Che siamo nati in Romagna e tifiamo per la squadra che rappresenta la nostra terra. A questa splendida passione ho dedicato il primo articolo della nuova stagione di Cesena1940, in distribuizione in città nei giorni precedenti lunedì 24 agosto, per Cesena-Reggino. Dai che si ricomincia.
L’abbonata Maria Luisa Bianchini di Cesenatico, tessera 6323, ovvero quella del record assoluto nella storia del Cesena (foto sito Ac Cesena)
Quanto può essere grande un cuore? Così, enorme, o forse più, se quel cuore è bianconero. Ci sarebbe da materiale a sufficienza per far discutere appassionatamente antropologi, psicologi e sociologi, sul caso Cesena. Perchè una spiegazione razionale non esiste di fronte al record di abbonamenti realizzato quest’anno. Mentre scriviamo, e mancano ancora dieci giorni alla prima di campionato ed alla chiusura ufficiale della campagna di sottoscrizione, sono già state staccate più di 6400 tessere. Battuto anche il record della lontana estate 1987, quella post San Benedetto del Tronto.
Facciamo un salto indietro per contestualizzare l’evento. I numeri di maglia andavano dall’1 all’11 anche in serie B. Minotti era un giovane della primavera che di lì a poco sarebbe partito militare. Per vedere i gol in televisione occorreva aspettare le 18.10 e sintonizzarsi su Rai Uno, dove un inappuntabile Paolo Valenti conduceva il giro d’Italia dei campi di A. Campi nei quali il Cesena si apprestava a ritornare per la terza volta. Era un altro calcio, in poche parole. Soprattutto era un altro palcoscenico, quello che all’epoca era il campionato più bello del mondo.
Oggi è serie B, tra l’altro conquistata non senza pochi patemi e con uno 0-0 finale, in quel di Verona, che ha tolto un paio di settimane di vita a tutti i 4000 cesenati presenti. E non solo a loro. Ancora: di serie A non parla nessuno. Nemmeno nei sogni più reconditi del tifoso più accanito c’è spazio per la speranza nel salto di categoria. Sopravvivere, meglio se con una tranquilla salvezza, sarà l’obiettivo principale di questa squadra tutta grinta e Bisoli. Eppure al tifoso non importa. Eppure quando si parla di cuore scatta un meccanismo che offusca ed invalida ogni cosa.
Cesena ama il calcio, Cesena ama il Cesena Calcio. E’ un dato di fatto. E nelle città vicine di questa splendida Romagna possono solo guardare e rosicare. Ci sono squadre i cui stadi non sono nemmeno in grado di contenere tutti gli abbonati di quest’anno, in riva al Savio.
Eppure le ferite recenti sono ancora lì, fresche, aperte, distanti appena pochi mesi, nemmeno anni. Le retrocessioni, le sconfitte, le beffe e persino le umiliazioni. Al cuore bianconero tutto questo non interessa.
Magari domani il Cesena giocherà in serie A o in Uefa, oppure in Lega Pro o tra i Dilettanti. Ci vorrebbe la sfera magica per poterlo dire, in un mondo del calcio che ormai ci ha abituato a tutto. Di una cosa conserveremo la matematica certezza: comunque vada quella maglia non sarà mai sola. Questo cuore non smetterà mai di battere.












1 response so far ↓
1 Matteo // Aug 29, 2009 at 12:11 pm
Complimenti! Anche voi record di abbonamenti… volevo segnalarvi anche la mia squadra: l’Hellas Verona.
Più di 10.200 abbonati in serie C1, se non è amore per la propria squadra questo.
Squadre come Milan, Inter e Juventus non avranno mai tifoserie come le nostre…
Ciao e in bocca al lupo per il vostro campionato,
Matteo
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