Ok, sono stato un po’ troppo senza scrivere. Almeno sul blog. Vediamo di riprendere le vecchie abitudini. Cosa ho fatto nel frattempo? Ecco un piccolo racconto di un weekend senza dubbio da ricordare… faticoso ma emozionante…
CESENA. In totale fanno otto treni, tre giorni di viaggio, due notti trascorse in giro per la Calabria per un totale di un punto portato a casa. Eh già, sono tremendamente orgoglioso di poter dire che all’Enzo Scida di Crotone, io c’ero. Ammetto di essere per certi versi un privilegiato nel poter seguire il Cesena come giornalista, nell’essere presente sempre e comunque. Talvolta però, anche nel 2009 con Sky ed Internet, qualche trasferta ha il sapore antico, dell’avventura. E Crotone è stata una di queste.
Inizia tutto il lunedì: sugli aerei per Lamezia non c’è più posto, di treni che partano da Crotone sabato sera dopo la partita in tempo utile per permettermi di scrivere tutti i pezzi per il Corriere Romagna non ce ne sono, per cui opto per la soluzione drastica. Si parte venerdì e si torna domenica.
Si parte alle 5.50 di venerdì mattina da Cesena, e il primo cambio è già a Rimini. Iniziamo bene. Per arrivare in Calabria devo prendere 4 treni diversi, con cambi anche a Roma e Paola, ridente località sulla costa tirrenica il cui ridente mare è popolato – scoperta di questi giorni – anche da una poco ridente nave di scorie nucleari affondata dalla criminalità organizzata. Se si ha la fortuna di avere amici in questa splendida terra, si riesce a comprendere quanto generosa ed ospitale sia la gente calabrese ed in generale del sud Italia. Mi fermo a dormire a Castiglione Cosentino da alcuni vecchi compagni di avventure estere. E il sabato si riparte alla volta di Crotone. Facile, sono poco più di 100 km. Eppure l’unico autobus utile partirebbe alle 6 di mattina, mentre il treno impiega più di 3 ore. Scelgo la strada ferrata ed eccomi salire su altri tre convogli: primo stop nuovamente a Paola, quindi Catanzaro Lido con tanto di sosta nel bar fuori stazione per gustarmi il locale “Caffè Mauro” sponsor per anni dei giallorossi, ed infine lo sbarco a Crotone.
Ore 13 passate, un solo taxi in stazione che se ne va con il primo gruppo di viaggiatori. Non sono così presuntuoso da pretendere un autobus o ancor di più un tabellone degli orari. A casa avevo studiato la mappa della città e con i miei due zaini in spalla parto alla volta del centro, alla ricerca di un albergo. Non mi aiuta nemmeno l’iPhone, che non si collega a Tre e di conseguenza non riesco ad usare la mappa per il Gps. Così, sotto il sole, con tutto l’armamentario in spalla, mentre vago in mezzo al nulla della periferia crotonese, una macchina si ferma e mi punta. Con una discreta botta di fortuna scopro essere l’auto del vicepresidente del Cesena Sergio Aletti che, quasi mosso a compassione (pur essendo io un giornalista) della mia situazione, mi offre un provvidenziale passaggio. Infiliamo senza saperlo un paio di vie contromano, anzi seguendo altre vetture, scoprendo che è quasi divertente farlo, visto che nessuno obietta né protesta. Trovo un albergo appena dentro al centro storico, non lontano dallo stadio. Finalmente una bella doccia (a Castiglione Cosentino nell’appartamento in cui avevo dormito non c’era ancora l’acqua calda, e mi auguro per i miei amici che la situazione sia sanata al più presto). Sono pronto per lo stadio.
Zero a zero, un altro infortunio serio, tanto da scrivere. Torno a piedi in albergo sotto un discreto nubifragio: non mi faccio mancare niente. Verso le 18,30 mangio anche una pizzetta al taglio, ultimo mio pasto fino alla sera seguente. Finisco di scrivere i pezzi alle 23 spaccate: talmente stanco che non ho la forza di uscire dalla camera.
Ore 5,30 di domenica mattina: il taxi mi aspetta sotto l’albergo. C’è modo di prendere un caffè da qualche parte?, chiedo io. Ma è domenica mattina – ribatte l’autista serafico – e a Crotone di domenica mattina è un po’ difficile trovare un bar aperto. Bene, conto di affidarmi ai distributori automatici della stazione, come quelli presenti a Cesena o Bologna. Già, a Cesena e a Bologna, non a Crotone. Pazienza, salgo sul treno in partenza alle 6.05 con un po’ di fame e una discreta sete. In fondo mi basta aspettare 11 ore e tre quarti di intercity non-stop per arrivare a Cesena, ancora vivo e soddisfatto, e tornare alla vita normale.











1 response so far ↓
1 Giovanni // Sep 21, 2009 at 8:11 am
“Noi facciamo i chilometri, superiamo gli ostacoli, solo per te, Cesena olè …”
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