Parliamo di manifestazioni. Quella di Roma, di un paio di settimane fa, per la libertà d’informazione. E quelle di quasi tutte le principali capitali europee, per lo stesso motivo, per internazionalizzare la protesta. Quando la sconfitta è una lieta novella, quando l’essere perdenti è una virtù, quando i profeti anzichè conoscere il futuro non sanno nemmeno leggere il passato, in Italia si scende in piazza.
L’apice lo si è toccato a Roma, nella manifestazione voluta da Repubblica dell’editore sionista De Benedetti, l’unico vero fronte di opposizione a Berlusconi. Ormai di sinistra, in quelle piazze tristi ed un po’ noiose, non ci sono nemmeno le bandiere. Se non fosse per gli stoici militanti del Pmli, che ancora si ostinano ad una propaganda capillare e continuata che gli fa immenso onore, quelle piazze sarebbero piene di gente da apertivo. Nulla di più.
I paladini della nostra libertà. Già, ma quale libertà? Verrebbe quasi voglia di urlarglielo in faccia, a quelle merde di Repubblica e quel branco di sionisti che gli va dietro. Libertà di scrivere quello che più è funzionale per le vostre guerre imperialiste, per le vostre riforme liberiste, per la vostra propaganda democratica. Libertà di censurare e mistificare tutto quello che vi è scomodo. E’ sufficiente che un comico qualsiasi come Grillo, dal forte potere comunicativo ma dal decisamente carente bagaglio politico, osasse mettere in dubbio la vostra credibilità per farvi scatenare una campagna stampa contro di lui senza precedenti. E sto citando Beppe Grillo, non certo Fulvio Grimaldi, Gianni Minà o Giulietto Chiesa (o il compianto Stefano Chiarini), giornalisti che mai troverebbero tra le vostre luride pagine.
Dov’era la vostra libertà di stampa quando Fulvio Grimaldi veniva cacciato dal Tg3 per aver denunciato i crimini italiani e Nato in Jugoslavia, dov’era la vostra libertà di stampa quando Ilaria Alpi veniva uccisa per aver osato indagare su ciò che non avreste mai voluto scrivere, dov’era la vostra libertà di stampa quando Gianni Minà è stato allontanato dalla televisione pubblica?
La vostra libertà democratica, da discorso a reti unificate, da terzo millennio, seconda repubblica e prima serata. Il sabato la spesa e il giorno dopo in chiesa.
Siete solo una banda di perdenti. Avete deciso le regole del gioco e avete perso. Avete trovato uno meno perdente di voi che vi ha umiliato e sta usando gli stessi sistemi e metodi che avreste voluto usare voi ma non ne siete stati capaci. Ora vi lamentate, dicendo che il gioco è truccato quando siete stati voi a truccarlo.










1 response so far ↓
1 curanderozapatista // Oct 12, 2009 at 9:00 pm
Gran pezzo, ci aggiungo Raffaele Ciriello, custode dell’anima del curandero. Restiamo tu, io ed il bandito. Densamente spopolati, arresi solo all’amore.
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