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Sovietki Punki Leningrada

November 4th, 2009 · 2 Comments

L’America è la terra delle libertà, non ci sono più le mezze stagioni, il Pd senza vocazione maggioritaria è perduto e questa sera vado a vedere un gruppo che fa cover di De Andrè.

Il primo post in terra statunitense (da me mai ufficialmente riconosciuta: la California nel planisfero di casa mia è ancora assegnata alla Spagna, e sto meditando di disegnarla come terra libera) è una chiara presa di posizione.

Sono qua, è vero, ma è tutto un errore. O meglio, non è colpa mia. Ancora: cerchiamo di vedere il lato positivo di questo paese, ovvero che si può usare ovunque la carta di credito. Constatazione che farà storcere la testa al mio amico Antropologo, ma d’altronde lui apprezza le biblioteche pubbliche in zona 2 a Londra, a me piacciono i posti nei quali si può pagare, non importa cosa, con la carta di credito. Non come questa estate che mi hanno portato al Batja a Cesenatico, avevo ordinato con un amico una caraffa di mojito e si poteva pagare solo in contanti. Questo in Amerika non sarebbe successo. E’ poi vero che in Amerika non hanno Gianni Comandini che fa i mojito.

Parliamo di sport? Capisci che sei veramente in Amerika quando la Champions League inizia alle 11.45. Esperienza insolita. E stasera Mourinho credo che giochi alle 9.45 di mattina, ora californiana.

Sono a Pacific Grove, California. A sud di San Francisco. Città che non ho ancora visitato. Praticamente sono in un villaggio con appartamenti in casette immerse nella pineta. Proprio sull’Oceano Pacifico. Ieri pomeriggio ho giocato a beach volley, stasera siamo andati ad un falò in spiaggia. Americanate, del resto.

Domani sera dovrei sbarcare a San Francisco. Venerdì mattina alle 6 prendere l’aereo per essere a Bologna alle 9 di sabato e al Manuzzi alle 15,30 dello stesso giorno.

Nota di colore: gli amerikani obesi. Mamma mia che schifo fanno. Sono proprio come nei film. Sti colossi con pantaloni che sprecano tanta stoffa quanta ne basterebbe per costruire una mongolfiera, sudati, e con passo barcollante. Un po’ come l’inquisito De Gregorio.

Ah, ultima cosa. Se un blog in Amerika pubblica la fotosequenza di un pestaggio da parte degli sbirri nei confronti di un ragazzo di colore, la carta stampata al servizio di Obama non corre in soccorsso degli agenti deridendo la fonte della foto-denuncia. Ma vabbeh, siamo a casa di Apple, Google, Facebook… la rete da queste parti non è poi un oggetto così misterioso per gli amerikani… che infatti usano internet e pagano con la carta di credito.

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Tags: Lifestyle

2 responses so far ↓

  • 1 MetalPerA // Nov 5, 2009 at 8:37 am

    Apo Califoggiano, nel ventiversario della caduta del muro, Apo attraversa l’Oceano e abbatte l’ultima barriera tra est ed ovest (da che meridiano si parta poi per definire l’est e l’ovest non l’ho mai capito).

    Mi interessa sapere del gruppo che fa De André, ovviamente. Prendi nota e se c’è modo un tour negli states non lo schifo mica… così ripaghiamo gli italiani all’estero in nome di Tremaglia… (lasciamo perdere gli sviluppi, è il pensiero che conta).

  • 2 Apo // Nov 5, 2009 at 10:21 am

    Il gruppo che fa cover di De Andrè l’ha fondato Nicola Zamagni e si chiama “I secessionisti”.

    Suona rigorosamente per le feste dei salotti radical chic del Pd.

    Ai tempi in cui suonavi tu nel cantinone di Sorrivoli De Andrè era ancora vivo (quasi, dai).

    L’est e l’ovest rispettano confini relativi, come quelli che intercorrono tra il bene e il male. Facendo però attenzione al bene, terminato nel il 31 dicembre 1991. Oggi resta solo il male, di cui qui sopra hai appena avuto fulminante esempio.

    Non seguita forse a far notte, sempre più notte?

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