La notte del 31 dicembre l’ho passata a Rimini. Fortunatamente, per quanto ovviamente, non ero in piazza a seguire lo show di Frizzi e della Rai, bensì a casa di Melissa. E non era nemmeno la prima volta che passavo un capodanno a Rimini. Anno 2002, entrata in vigore dell’euro. Occupazione del Liceo classico Giulio Cesare. Eravamo giunti in massa da Cesena per dare una mano durante le festività.
Vabbeh, tanto per dire che non era nemmeno la prima volta di un anno iniziato a Rimini. Iniziarlo, che ne so, a Bergamo, sarebbe stato sicuramente peggio. A Rimini almeno c’è il Ponte di Tiberio e l’Arco di Augusto. Non hanno lo stadio, d’accordo, ma c’è un bel mare. E poi la mia morosa è di Rimini quindi basta. Tutto il resto è noia.
Faccio altresì presente che il mio magico 2009, ventottesimo anno di vita, è durato un’ora in più rispetto alla maggior parte dei comuni mortali. E’ infatti iniziato il 1 gennaio 2009 alle ore 00:00 EST\CET+1 ed è finito circa alle 00:00 del 1 gennaio 2010 CET ovvero EST-1. Mi scuserete la notazione probabilmente non ortodossa ma è una gran figata. In pratica, sfruttando il fuso orario, il mio anno è durato un’ora in più. Davvero degno di nota. Ma ne parlerò in un altro post.
Veniamo al dunque. Ovvero alla magica e magistrale fonduta di formaggi che abbiamo preparato per la nostra cena di San Silvestro. La Mely è studiosa e appassionata di Francia e di cultura francese, io seguo annualmente il Tour de France, siamo stati insieme a Parigi, è stato abbastanza naturale preparare una pietanza francese. Che poi qualcuno dice che la fonduta è svizzera o valdostana, ma non importa.
Abbiamo chiesto la ricetta a mia mamma, preparato gli ingredienti e creato un prodotto stratosferico. Ora, se siete abbastanza fini per apprezzare questa prelibatezza, restate sintonizzati su questo post per capire come rifare comodamente nelle vostre case questa straordinaria fonduta francese in versione romagnola (ancorchè preparata a Rimini).
Ingredienti per due persone (porzioni super abbondanti):
*tre formaggi, in pezzi da 200 grammi l’uno. Gruviera, Fontina ed Emmenthal.
*quattro cucchiaini di fecola di patate
*uno spicchio d’aglio
*un bicchiere di vino bianco secco.
*un litro di latte parzialmente scremato
*un bicchierino di kirsch.
Ora, è bene precisare che il kirsch, del quale ignoravo l’esitenza fino a quando mia mamma non me ne ha piazzato una bottiglia davanti alla faccia, è un liquore alla ciliegia. Da non confondere con il Kers, il sistema di recupero dell’energia cinetica che è costato non poche figuracce alla Ferrari in questo 2009 da poco concluso. Sarebbe inoltre interessante sapere come abbia fatto mia mamma ad avere in casa una bottiglia di kirsch che a Rimini non si trovava da nessuna parte (vabbeh, a Rimini). Mia mamma ha sempre tutto.
Tempo richiesto per la preparazione: 3 ore.
Difficoltà: due stelle su cinque.
Tempo zero: tagliate i formaggi a cubetti e metteteli tutti insieme in una pentola a bagno nel latte, allo scopo di ammorbidirli. Lasciateli riposare due ore nel latte. Andate nel frattempo a fare una passeggiata sotto l’arco di Augusto o, se piove, alle Befane, che è un po’ come la Conad Montefiore ma a Rimini.
Tempo centoventi (dopo due ore, in sintesi): rientrati a casa con l’animo rallegato dai monumenti romani e dai centri commerciali tremendamente modernisti, strofinate l’interno del pentolino di ghisa da fonduta con lo spicchio d’aglio. Scolate i cubetti dal latte e metteteli nel pentolino così preparato, insieme al bicchiere di vino bianco secco. Mettete sul fuoco, al minimo, e mescolate di continuo.
Appena i formaggi sono sciolti versate un bicchierino, precedentemente preparato, contenente un mix di kirch e quattro cucchiaini di fecola di patate. Continuate a mescolare a fuoco lento. Sul fondo si formerà una leggera crosta: secondo gli esperti (secondo mia mamma) è la parte più buona della fonduta.
Quando l’amalgama è sufficiente uniforme posizionate il pentolino in tavola, sopra al fornellino da fonduta debitamente acceso.
A vostra discrezione immergete alimenti nel formaggio fuso per pochi istanti e ritirateli fuori immersi ed avvolti dal mix di formaggio. Consigliati a tal scopo sono i pezzettini di pane, le patatine fritte ed anche fette di prosciutto (magari avvolte a tocchi di pane).
Vabbeh, provate e fate sapere. Se avete domande non esistate a chiedere, che poi giro tutto a mia mamma. E nel frattempo buon 2010. Che se fosse bello anche solo la metà come il 2009 sarebbe strepitoso. Magari col Bologna in B.












1 response so far ↓
1 filo // Jan 5, 2010 at 12:47 pm
sevilla
noi l’abbiamo fatta il 30 dicembre
seguendo ricetta svizzera..adattata alla penisola iberica
formaggi:
gruviera, rachlette, emmental, tetilla (formaggio gallego a forma di tetta)
senza kirsch perché nessuno sapeva dove trovarlo ,ma con almeno 3 bichhieri di vino, senza fecola perché siamo pigri,ma il tutto fatto sul fuocherello da fondue perché fa + originale
morale della favola, é prorpio buona, chissá se si puó creare la variante romagnola..
alla fine non abbiamo avuto la voglia/fame/coraggio di concludere in bellezza con un uovo strapazzato sul fondo del pentolino come ci era stato consigliato…
la settimana prossima ripetiamo..magari con altre varianti
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