Punto primo: imparare l’italiano. Che a Cesena poi se ne sentono, e purtroppo se ne leggono, di tutti i colori. Devo ammettere che mi è toccato varcare il Rubicone per accorgermi di tutta una serie di macroscopici errori soprattutto commessi nel parlato. Tutt’ora faccio una fatica bestiale nel contenermi, poi scoppio a ridere quando la commessa dell’ottico dell’IperCoop se ne esce con una delle espressioni citate di seguito.
Errore numero 1. “Vorrei provare un paio di occhiali“. “Certo, quelli che ho rimasto sono tutti qui“, risponde la commessa facendo anche un po’ la figa (non si guarda) e tirandosela. Ho rimasto non si dice, cazzo. O almeno, si dice solo a Cesena visto che a noi (me compreso) è sempre sembrata correttissima. La nostra amica commessa avrebbe dovuto dire: “Quelli che sono rimasti sono tutti qui”. Credo che sia tutta colpa del dialetto, “ò arvanzè“, appunto “ho rimasto”.
Errore numero 2. “Dicevi con me?“. “No, dicevo con lui“. Ok, impariamo una cosa nuova: si dice dire qualcosa a qualcuno, complemento di termine, e non dire qualcosa con qualcuno, complemento di compagnia. Cazzo, sembra ovvio, ma ovvio proprio non lo è. Petere aliquid ab aliquo, dicevano i latini. “Al voi d’mandè cun lo“, lo voglio domandare con lui, è la traduzione letterale invece dal dialetto romagnolo.
Errore numero 3. “Sono stanco. Mi vado a letto“. Cazzo, cazzo, cazzo. Anche questo è sbagliato! Si dice “Sono stanco, vado a letto”. Non c’è riflessivo, anche se, devo ammetterlo, il riflessivo ci sta benissimo. “A’m vag a let“.
Errore numero 4. “Quei due disegni sono davvero simili, anzi, sono precisi“. Vabbeh, questa la sapevo anch’io prima di varcare il rubicone. Preciso non è un sinonimo di identico, ha tutt’altro significato.
Morale della favola. Non dite che sono errori banali e che sapevate già tutto perchè se ci fate caso il nostro parlato, intendo a Cesena, è pieno di queste espressioni. Non buttatevi giù, perchè non è che altrove usino un italiano privo di inflessioni dialettali. E soprattutto sempre meglio dell’italiano parlato in Veneto. Che una regione nella qualche chiamano brache i pantaloni è assolutamente da censura. Ultimo punto: quando andate in un negozio, fate caso alle commesse che se la tirano (a Cesena praticamente il 99,9 periodico). Chiedetele info sulla disponibilità di qualche articolo, e lei vi dirà quanti ne ha rimasti.











10 responses so far ↓
1 Capitan Cuor di Manzo // Jan 3, 2010 at 5:31 am
Fai sempre più schifo.
E’ una critica costruttiva
2 Tech // Jan 4, 2010 at 4:11 pm
mi permetto di segnalare anche “la sportina”…
3 filo // Jan 4, 2010 at 4:43 pm
io aggiungo il verbo “cavare”
pero a differenza di apo li rivendico tutti,
la lingua é una cosa viva, e da noi si é sviluppata cosí
se poi a roma dove stanno i signori ke decidono cosa sia giusto o no non gli piace la diversitá fatti loro
4 Apo // Jan 4, 2010 at 5:15 pm
beh, Filo, non ho mica capito sta storia dei signori di Roma… più o meno lo stesso ragionamento me l’ha fatto Faggioni…
punto primo: io non rivendico alcunchè.
punto secondo: ci sono espressioni italiane ed altre, per quanto divertenti, non considerate corrette. Possiamo stare ore a disquisire su chi abbia il diritto di considerare legittima una espressione, d’accordissimo. Ancora: se la lingua è un mezzo di comunicazione, queste espressioni sono corrette solo tra persone che le comprendono. Altrimenti è come parlare cinese con chi non lo capisce.
punto terzo: nel parlato le espressioni sopra elencate le uso praticamente sempre.
punto quarto: ma ho fatto incazzare così tanta gente da scatenare un simile vespaio?
punto quinto (ultimo punto): la lingua sarà anche viva, ma queste sono italianizzazioni di espressioni dialettali, ed il dialetto è una lingua morente. Ammesso che possa essere considerata una lingua, il romagnolo.
Doh.
5 Fringui // Jan 6, 2010 at 12:13 pm
Bella lezioncina. E bisognerebbe scrivere un altro post sul congiuntivo ….
p.s. buon anno!
6 Apo // Jan 6, 2010 at 12:28 pm
@Fringui: ma non è una lezioncina… è prevalentemente autoironia!!!
7 Andrea Urbini // Jan 7, 2010 at 9:58 pm
Sei andato di là dal Rubicone non hai sentito dire “vieni oltre” al posto di “vieni qui”?
8 Sbiro // Jan 8, 2010 at 1:03 pm
Beh, ne hai dimenticate alcune clamorose:
mi ha morsato il cane
invece di mi ha morso
mi ha sgridato la mamma
sgridare non e’ un sinonimo di rimproverare!!
E poi come dimenticare le mitiche “pastarine” del Mulino Bianco.
9 christian // Jan 8, 2010 at 6:11 pm
Ti sei dimenticato di altre due espressioni molto usuali nella nostra ridente cittadella:
“Dal di la”, “Dal di qua” etc…. correntemente usato dalla maggior parte delle persone che conosco ma che è veramente oscena,
e, classico dei classici: l’articolo femminile davanti ai nomi di donna… hai telefonata ALLA Giovanna?, hai visto LA Margherita…. etc…
ciaaaaaaaaaa
10 Gillo // Jan 22, 2010 at 12:01 pm
Xò Stefano, mi meraviglio di te, sei pure uno pseudo giornalista, e per capire che non sai l’italiano sei dovuto andare in provincia di RN?!?!?!
Lo sanno tutti (tipo dalle medie/superiori), anche un re degli ignoranti come me, che sono errori quelli da te descritti, ma in difesa della nostra patria Romagna e della nostra lingua, sua maestà il “romagnolo”, continuiamo ad usarli!
Ma vedere te che ti stai autocriticando, autosvalutando, autosgretolando la tua credibilità e coerenza, NO NHA PREZZO…… è troppo bellooooo!!!!!
….e tutto x colpa/merito della gnocca… hem… dell’amore!!!
Da vero romagnolo direi, x questo ti meriti il bollino DOC e IGP!
))
“Te lo metto nel saluto”
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