Brema. Un’altra scoppola è passata. E difficile scriverne a caldo, forse rileggendo queste righe dopo un po’ di giorni, quando la tensione per Cesena-Catania è già alta, farà un altro effetto. Ma al momento i cinque gol rimediato all’Olimpico fanno male e pesano. Diciamolo pure, è stato un sabato da dimenticare.
Eppure, calcio a parte, mi stavo anche divertendo. Ma non ricorderò questo 21 gennaio 2012 per il sushi – il migliore mai mangiato – preparato da una vera giapponese. Lo ricorderò – anzi cercherò di dimenticarlo – per questo Roma-Cesena 5-1. Del resto succede sempre così : quando il Cesena vince, tutto sorride. Quando perde, è una tragedia.
Uno dei film che considero un vero e proprio capolavoro, “Febbre a 90” con un giovanissimo Colin Firth, è stato il primo a spiegare così bene il rapporto tra calcio e vita, un parallelo fortissimo, quasi impossibile da spiegare a chi non è vittima. C’è una frase che credo spieghi tutto: “Mi innamorai del calcio come in seguito mi sarei innamorato delle donne: improvvisamente, inspiegabilmente, acriticamente, senza badare al male e alle conseguenze che avrebbe comportato”.
Ci sono lunedì in cui andare a lavorare è la cosa più bella del mondo, non pesa per niente, è tutto fantastico. Sono i lunedì seguenti una vittoria del Cesena. I tre punti che garantiscono un’oasi di felicità e di serenità, sono un rimedio mille volte più naturale (ed efficace) di qualsiasi fiore di Bach. Ci sono domeniche che non sembrano finire mai, in cui si fatica a prendere sonno, in cui poi anche se ci si addormenta si dorme male: sono quelle in cui si perde.
È incredibile quando una squadra di calcio, ed i suoi risultati, possano influenzare la nostra vita. Ma c’è di più: questo rapporto va oltre la singola settimana, diventa una costante della vita. È incredibile ma vero vedere come alcuni dei momenti più belli della nostra vita siano associati quasi inconsciamente a grandi risultati del Cesena. Ci si può non credere, si può obiettare, ma è così.
Perché in fondo la vita non sarà solo calcio, ma il calcio è senza dubbio vita.











1 response so far ↓
1 john // Jan 27, 2012 at 11:56 pm
“è una malattia che non va più via” canta la curva Mare
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